Greco, il sogno s’avvera

Daniele Greco, il suo record è di 17,67 metri

Galatone. Daniele Greco, 23enne di Galatone, è tra gli azzurri protagonisti delle Olimpiadi di Londra. Il  poliziotto rappresenta l’Italia nel salto triplo. Una passione nata quasi per caso, con i primi salti sulla pista di Taviano, e diventata, soprattutto ora, vera e propria responsabilità. Greco, cresciuto nella Kinesis Palaia Salento di Matino, con l’allenatore Raimondo Orsini, ha da poco conquistato il titolo di campione nazionale assoluto.

Ad un passo, anzi ad un salto, dalle Olimpiadi qual è il tuo stato d’animo?

«Le emozioni sono molto forti vista l’importanza dell’evento. Di certo non è un’occasione che capita a tutti quella di fare le Olimpiadi; in più, se penso che potrò essere anche uno dei protagonisti visti gli ultimissimi risultati ottenuti, le emozioni crescono ancora di più fino a diventare indescrivibili».

Qual è la tua ricetta sportiva? Quanto ti alleni?

«L’allenamento varia dalla corsa, ai balzi, alla forza (pesi in palestra). Mi alleno sei volte alla settimana nel periodo agonistico, mentre nella preparazione (lontano dalle gare) anche fino ad otto con una durata media di un’ora e mezza, anche due ore a volte, a seduta di allenamento».

Com’è nata questa passione? Credevi di poter, un giorno, partecipare alle Olimpiadi rappresentando, nella tua specialità, l’Italia?

«Il tutto è cominciato nove anni fa quando il mio attuale allenatore, Raimondo Orsini, mi chiese di cimentarmi in questo sport dopo avermi scoperto ai Giochi della gioventù. Mi sono aappassionato prima all’atletica e poi a questa meravigliosa disciplina che è il salto triplo. Ho  sempre avuto come primo obiettivo quello di fare le Olimpiadi ma solo adesso ho capito quello che veramente significa fare una competizione di questa portata, la regina di tutte le competizioni. Ero un po’ troppo sfacciato da piccolo, quando mi ponevo un obiettivo così; però credo che, se uno non ha degli obiettivi nella vita, è difficile che arrivi a realizzarsi. Io il mio primo obiettivo l’ho centrato, e naturalmente, come chiunque su questa terra con un po’ di ambizione, adesso ne comincia un altro ovviamente ancora più importante e impegnativo».

A chi senti di dover dire “grazie”?

«Innanzitutto alla mia famiglia, alla mia ragazza, alla sua famiglia e poi come non citare il mio allenatore con cui ho un rapporto molto più che di un semplice allenatore-atleta. E poi un grazie al Signore, perché la mia fede riposta in Lui mi sta dando la forza per saltare lontano, come anche al mio fratello che purtroppo non c’è più. Sono convinto che ad ogni salto mi è sempre vicino».

Senti il tuo paese vicino? Riesci a percepire il sostegno dei galatonesi?

«Certamente. Quelle ormai rare volte che sono in giro per il paese ricevo tantissimi complimenti. Poi con il nuovo Sindaco ho un ottimo rapporto e sono sorpreso e lo ringrazio moltissimo per l’interesse che mi ha dimostrato sinora. Cercherò in tutti i modi di tenere alto il nome della mia Galatone. Grazie a tutti quelli che mi sono vicini».

Tutto il paese, con famiglia ed amici in prima fila, tratterranno il fiato a partire dalle 10,45 del prossimo 7 agosto quando Daniele salterà per le qualificazioni. Saranno tutti davanti al televisore per tifare ed esultare per il loro giovane concittadino. Soprattutto chi ha condiviso con Greco il percorso scolastico e quello in parrocchia, ha un’unica speranza nel cuore: vederlo ancora in pista nella finale del 9 e, perchè no, sul podio olimpionico avvolto dal tricolore italiano e con una medaglia, magari d’oro, al collo, al centro dei media mondiali a portare in alto non solo il suo talento, ma anche il nome della sua Galatone che, soprattutto in questi ultimi tempi, gli sta dimostrando un calore ed affetto del tutto particolari.

Daniele Colitta

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