Golosi, ecco a voi 2 sagre da sballo

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“SAPORI LOCALI” La sagra dei sapori locali dell’anno scorso, a cura del comitato festa della Madonna delle Grazie. Dice il presidente Tiziano Piccione: «Si mobilita l’intero paese, l’introito viene utrilizzato per la festa. Abbiamo avuto anche 12mila ospiti ma siamo in costante crescita»

Sannicola. Due golosissimi appuntamenti per il 6 e il 9 agosto con le sagre “delle cose nosce” a S. Simone a cura della Polisportiva Fedele e dei “sapori locali” a Sannicola a cura del Comitato festa Madonna delle Grazie.

I gruppi musicali “Oce te jentu” e “Antonio Amato Ensamleble”, il 6 agosto nel Largo Firenze a S. Simone, allieteranno la serata, caratterizzata dalle tradizionali pittule al vin cotto, frise, piatti tradizionali e dalla specialità del risotto al negro amaro.

«Un particolare encomio – afferma Biagio Leo dell’associazione Polisportiva – va al gruppo femminile della nostra associazione che ogni anno organizza la sagra e sovrintende alle preparazioni perché tutto sia svolto secondo tradizione e con prodotti naturali e freschissimi».

Il 9 agosto è la volta della sagra dei “Sapori locali”, nell’area mercatale, piazza delle mimose allietata da Antonio Castrignanò della Notte della Taranta e gli Schiattacore.
«Per questa festa si mobilita l’intero paese – spiega Tiziano Piccione – presidente del comitato – e l’introito viene utilizzato per i festeggiamenti della Madonna delle Grazie. Abbiamo presenze medie di 12 mila ospiti in costante crescita da anni».

La sagra è alla sua undicesima edizione ed è caratterizzata da piatti «elaborati da mani esperte e sapienti, – continua Piccione – in un rispetto minuzioso della tradizione contadina, ma in una cornice di genti e culture differenti che si sono avvicendate nei secoli».

Pitta di patate, pittule, panzerotti, carne alla pignata sono soltanto alcune delle prelibatezze che si potranno degustare «cui non può mancare – aggiunge Enzo Marra, presidente del Comitato 11 anni fa e ideatore della sagra – la pagnotta con la sarda e la ricotta schianta, il piatto che si mangiava in tutte le case il 9 settembre.

L’idea, perciò, fu semplice, ma vincente: preparare lo stesso piatto esattamente un mese prima, per consentire ai turisti di assaggiarlo e contemporaneamente averne un ritorno per finanziare la festa della Madonna. Negli anni la sagra si è consolidata ed è diventata un evento che rimane nel ricordo di chiunque vi partecipi».

Maria Cristina Talà

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