La “Giornata della Memoria” a Melissano, una fiaccola per ricordare

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PER LE VIE Hanno partecipato in tanti alle diverse manifestazioni, grandi e piccoli. Nella foto la fi accolata per le vie della città.

Melissano. La cittadinanza melissanese, le associazioni, gli studenti e tutti gli strati sociali hanno attivamente partecipato alle “Giornate della Memoria”, organizzate a fine gennaio dall’Amministrazione comunale in ricordo delle vittime dell’Olocausto.

In particolar modo sono state le nuove generazioni ad aver contribuito in maniera decisiva alla buona riuscita della manifestazione. Grazie alla  collaborazione dell’Istituto comprensivo di via Felline, il 26 gennaio i ragazzi delle medie hanno visitato l’antichissimo ghetto ebraico di Lecce, esperienza vissuta con molta partecipazione, anche perché facilitata dalla preparazione e dalla competenza delle guide e dei docenti. Gli alunni delle elementari, invece, hanno assistito alla proiezione del film “Il bambino con il pigiama a righe”, storia di Bruno, figlio di un ufficiale nazista, che per caso scopre un campo di concentramento nella vicina fattoria. Lì fa amicizia con Shmuel, un bimbo ebraico, che gli sarà compagno di sventura sino alla fine.

Le attività sono proseguite il 27 presso il centro culturale “Q. Scozzi” con proiezioni di documentari, testimonianze e con l’esibizione degli alunni delle elementari che hanno presentato i loro elaborati nell’ambito del concorso “Per non dimenticare”. La cittadinanza è poi scesa in strada lunedì 30, sfidando la temperatura rigida. per una partecipata fiaccolata attraverso le vie del centro abitato.

A chiusura del programma, il musical “Eravamo solo numeri”, a cura della compagnia “Gli Artigiani dell’Arte” di Nardò. Melissano ha inteso così rendere onore alle vittime della Shoah e ai caduti in guerra, tra cui i suoi “figli” Espedito Colizzi, trucidato dai tedeschi presso S. Maria di Vallecannella (Cerignola) nel ’43 mentre era di ritorno verso il suo paese natìo, e Ferruccio Caputo, fucilato nello sterminio nazista delle Fosse Ardeatine, per rappresaglia alla strage partigiana di via Rasella a Roma (’44). Senza contare i dispersi, caduti sul campo e mai più ritrovati, ai quali, per barbaro destino, fu negato anche l’onore di una degna sepoltura.

                                          MM

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