«Adoro il Salento però solo Madrid mi ha dato una buona occasione»

Giorgio Alemanno assieme alla fidanzata Isaura Blanco in un parco di Madrid

Sannicola. L’associazione “Pugliesi in Spagna” è, con solo tre anni di vita, tra le più attive nel panorama dei gruppi di pugliesi nel mondo. Concerti di pizzica, cineforum, presentazione di libri, tavole rotonde: le attività svolte tendono alla diffusione della cultura pugliese in Spagna ma puntano anche all’aiuto all’integrazione dei corregionali nella terra del Flamenco. Tra i soci fondatori c’è Giorgio Alemanno, 33enne, di Sannicola.

«Vivo nella capitale spagnola dal 2006 e ne sono innamorato. È una metropoli da 6 milioni di abitanti e sempre in pieno fermento. Nonostate questo, mantiene l’inerzia di un paese: per certi versi mi ricorda Sannicola. Prima ho lavorato 5 anni da ufficiale sulle navi da crociera: con me lavorava una ragazza spagnola, Isaura, mia attuale fidanzata. Quando decidemmo di stabilirci sulla terra ferma – dice Alemanno – Madrid assieme al Salento erano le principali opzioni. Ora lavoro come coordinatore vendita e post vendita per una azienda tedesca che produce sistemi di propulsione navali».

Perchè non in Salento? Risposta su cui riflettere: «Bella domanda. Semplicemente ho avuto una opportunita e non me la sono fatta scappare. Prima di stabilirmi in Spagna mandai un curriculum ad un cantiere navale da noi: cercava personale specializzato. Il titolare rimase impressionato del mio cv e mi voleva da lui già il lunedì seguente. Era venerdi. Io, ringraziandolo, chiesi informazioni sulle condizioni contrattuali. Lui mi rispore testualmente: “Na, contrattu! Quandu ce fatia ieni, quandu nu nce fatia te stai a casa”. Anche volendo tornare a Sannicola non ho francamente intravisto prospettive professionali nella mia terra. La mia fidanzata, del resto, parla perfettamente il dialetto sannicolese ed entrambi siamo da sempre soci dell’Associazione dei Pugliesi in Spagna: il cuore resta lì e ne sono orgoglioso».

Ogni tanto ovviamente si toglie un po’ di nostalgia: «Mi piacciono le vacanze lunghe. Preferisco tonare una volta all’anno, in estate. In inverno – racconta – vengono a trovarmi mia madre e le mie sorelle. Sto ancora aspettando che venga mio fratello». Qualche ricordo dell’infanzia a Sannicola infine: «Ah, tantissimi. Come la prima squadra del Sannicola calcio. Capitano della squdra in innumerevoli occasioni. Partite e battaglie insieme ai compagni ed amici sul campo di Sannicola zeppo di tifosi sugli spalti e pietre e “rasapieti” sul campo. Ho ancora i segni di quelle partite sulle ginocchia».

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