A Gallipoli è già Natale dal 15 ottobre

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Presepe artistico “Vita di corte” di Luigi “Mba Pi” Tricarico

Simu Salentini. Il Natale a Gallipoli è una festa che ha sempre affascinato il popolo gallipolino. Tradizionalmente è una festa che associa il sacro e il profano in un rapporto inscindibile. Da un lato i riti religiosi con novene, tridui e processioni e dall’altro il profumo dell’incenso  che va a  mescolarsi con il profumo della frittura delle pittule. Qui oltretutto esiste, ben radicato, il culto del presepio. Sia nelle famiglie che nelle sedi delle numerose associazioni, nelle parrocchie e nelle chiese confraternali.

Da S.Teresa (15 ottobre) in poi, la Pastorale gallipolina, composizione di autore anonimo, echeggia per le vie del centro storico scandendo le tappe del periodo natalizio. Il popolo immaginifico racconta che la santa, sul letto di morte, avesse espresso il desiderio di ascoltare le note della Pastorale gallipolina. Negli anni passati, ultimata la funzione religiosa, nella chiesa di Santa Teresa, le carmelitane del convento intonavano i canti natalizi e ai fedeli venivano distribuite, attraverso la “ruota”, le “pittedde cu lu mele”, quale dono del Bambino Gesù. La nenia viene ancora eseguita nelle vigilie di S. Cecilia (22 novembre), sant’Andrea, (30 novembre), Immacolata /7 dicembre), S. Lucia (13 dicembre), vigilia di Natale.

Intanto il 30 novembre la confraternita di Santa Maria degli Angeli, retta dal priore Antonio Carmone, ha festeggiato S. Andrea, con triduo e processione per le vie della città vecchia, accompagnato dal suono melodioso della Pastorale.

Il 7 dicembre prossimo, è la vigilia dell’Immacolata. In città è il giorno che più di ogni altro viene sentito. A mezzogiorno si mangia la tradizionale puccia con il tonno e le alici.  Essa, così lievitata, è unica in tutto il Salento.  La processione organizzata dalla confraternita di Maria SS. Immacolata, retta dalla priora Lucia De Rosa, avrà luogo la sera della vigilia. Anni addietro la novena, come la processione,  si svolgeva all’alba di ogni giorno. Tradizione che è andata scomparendo.

Lunedì scorso, intanto, il simulacro della Vergine, dalla sua chiesa dell’Immacolata, è stato condotto processionalmente nella chiesa di San Francesco d’Assisi, al suono della Pastorale, eseguita da un folto gruppo di suonatori. A conclusione della cerimonia religiosa sono state distribuite pittule fritte all’istante.

Giorno 13, festa di S. Lucia. Ad organizzarla è la parrocchia di San Lazzaro con la processione che dalla chiesa parrocchiale uscirà alle 4,30. Accompagneranno la santa una compagnia musicale, originaria di Casarano, al suono di ciaramelle e zampogne. La comunità parrocchiale, guidata da don Santo Tricarico, per la ricorrenza ha organizzato la fiera del dolce di Santa Lucia, con l’esposizione di prodotti tipici natalizi artigianali, offerti dalle famiglie della parrocchia. Oltre alle tradizionali pittule.

 

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