Gallipoli: pescatori a terra aspettando Roma

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Le proteste dei pescatori su Corso Roma

Gallipoli. L’onda lunga della protesta dei pescatori della marineria di Gallipoli e del Salento. Con il grido di dolore e la disperazione che ora scuote anche i palazzi romani e la Comunità europea. Una lunga settimana di proteste, cortei, invasioni pacifiche in Comune e in Provincia, con le reti ancorate sul molo e i motori dei pescherecci “rabbiosamente” spenti.

E la battaglia continua nonostante gli incontri provinciali e regionali finalizzati a raccogliere le proposte e le correzioni che la gente di mare invoca per fronteggiare la crisi del settore e alleggerire il peso delle normative comunitarie sempre più rigide  e inflessibili: “Subito le nostre proposte per salvare il mondo della pesca. Noi non vogliamo affondare, qui ora si fa la fame”, urlano i pescatori radunati sul fronte del porto in raduno permanente e in sciopero ad oltranza.

Il maltempo ha abbattuto il gazebo montato in piazza del Canneto per simboleggiare la mobilitazione in atto, ma non ha bloccato la protesta della marineria. Ci sono oltre 800 famiglie da sfamare e ora come ora pescatori e armatori, uniti,  non vogliono abbassare la guardia, pronti a buttare a mare strumentalizzazioni di sorta, padrini politici e associazioni di categoria, e condurre la battaglia da soli. Lo sottolinea nel capannello degli operatori ittici, Enzo Corciulo, lamentando la situazione al collasso di cui “le associazioni di categoria e i governanti devono dare conto; ci hanno abbandonato e presi in giro per anni, ora basta”.

C’è rabbia e disperazione palpabile nella marineria gallipolina e non solo. Accanto al malcontento e alla disperazione degli uomini del mare aleggia il conforto della fede e della speranza, con il parroco del santuario del Canneto, don Gigi De Rosa, in campo nel capannello dei manifestanti: «Non sono un esperto, né un politico – dice don Gigi – non ho nemmeno soluzioni da proporre, solo il desiderio di mettermi al  fianco dei pescatori per aiutarli in questo cammino di ricerca».

Un cammino che prosegue. La scorsa settimana  confronto in Provincia con il presidente Antonio Gabellone e l’assessore alle Risorse del mare, Francesco Pacella per stilare il documento tecnico da sottoporre ai tavoli regionali, nazionali ed europei. Il ghiaccio e il maltempo hanno poi fatto slittare il confronto con il ministro dell’Agricoltura e le Risorse del mare, Mario Catania.

Nel corso delle riunioni i pescatori hanno reiterato alcune problematiche che li riguardano, tra cui la licenza a punti, la tracciabilità, i punti di sbarco e la necessità di accorciare la filiera del pescato. L’assessore regionale Dario Stefano (anche nel suo ruolo di presidente degli assessori regionali alle Risorse ittiche ed agroalimentari) ha ribadito la necessità, che non vede altre alternative, di un tavolo tecnico a livello regionale nel quale formulare proposte concrete da portare su scala nazionale.

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