Salvare Ostetricia: scoppia la guerra pure tra i volontari

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L’ospedale “Sacro Cuore”

Gallipoli. Dove far nascere i bambini di questo comprensorio (tenendo presente che le nuove norme consentono di dichiararli al Comune di residenza dei genitori) sta diventando una questione dilaniante. Questa volta non sono tanto le voci dei rappresentanti politici e sindacali a farsi sentire ed a combattere, ma addirittura quelle dei volontari, oltre che di  cittadini piuttosto arrabbiati.

Partendo dall’affermazione, evidentemente basata su proprie fonti informative, secondo cui “nell’Asl di Lecce si prevedono accorpamenti… per il Basso Salento quelli di Gallipoli-Casarano-Scorrano a favore di Gallipoli”, la presidente regionale del Tribunale dei diritti del malato-Cittadinanzattiva, Anna Maria De Filippi spezza chiaramente una lancia a favore di Casarano.

Per due ragioni: la “posizione geografica centralizzata” rispetto al bacino di competenza che va da Gallipoli a Scorrano; l’assenza del servizio di Rianimazione presso il “Sacro Cuore” di Gallipoli, mai attivato si sottolinea, mentre Casarano ce l’ha. In base a quest’ultimo criterio fissato dal comitato tecnico percorso nascita della Regione, anche Galatina dovrebbe avere la meglio su Copertino, sede invece prescelta. La nota del Tdm è stata inviata al presidente Vendola, all’assessore Fiore ed ai vertici dell’Asl leccese. Se avrà una risposta non si sa; è certo però il fragore scatenato.

La sede di Gallipoli del Tdm, retta da Agata Coppola, ha preso carta e penna per manifestare la propria “sorpresa” nel leggere le dichiarazioni della presidente regionale del Tribunale; ricordando che la De Filippi è di Casarano e una delle sue affermazioni nella citata lettera alla Regione (“si andrebbe a localizzare un punto nascita a Gallipoli a scapito di un ospedale come Casarano”), la responsabile del Tdm gallipolino dichiara tutta la propria sofferenza nel vedere emergere il sentimento di campanilismo della propria presidente regionale. La lettera di Gallipoli, inviata agli stessi destinatari dell’altra, si chiude con la clamorosa sospensione delle attività in questo scorcio del 2011, presentata come “pausa di riflessione”.

Torna alla carica per l’avvio di Rianimazione nuovamente il consigliere regionale Antonio Barba, che al termine di un incontro con l’assessore regionale alla Sanità dichiara di aver ottenuto “una promessa e forse una garanzia”.  Barba, a proposito dell’ineludibile problema di personale le assunzioni sono bloccate per legge), proprone di spostare “qualche unità specializzata operante in altri ospedali della nostra provincia a Gallipoli”. Del resto, il reparto di Rianimazione  “Sacro Cuore” è bell’e completato da tempo.

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