Gallipoli, recuperato il peschereccio “L’Assunta III” affondato nel porticciolo del Canneto

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Barca affondata con bomba al porticciolo del CannetoGALLIPOLI. Un piccolo motopesca, “L’Assunta III” iscritto nei registri della marineria di Gallipoli, è affondato nella notte tra il 4 e 5 gennaio scorso nello specchio d’acqua del porticciolo del Canneto, dove era ormeggiato.
L’imbarcazione di proprietà di un operatore gallipolino, Luciano Bianco, si è inabissato a circa sette metri di profondità e a ridosso della banchina dello scalo d’alaggio per cause ancora tutte da chiarire.

Per recuperare il peschereccio si è reso necessario l’intervento di alcune squadre e di una gru dei vigili del fuoco e del personale della Capitaneria di porto. Per tutta la mattinata del 5 gennaio il tratto della banchina del porticciolo, alle spalle del santuario del Canneto e  di via della Cala, è stato interdetto alla circolazione e alle attività in mare con apposita ordinanza della Guardia costiera sino al completamento delle operazioni di recupero e messa in sicurezza della zona.

La presenza di una falla sulla fiancata dell’imbarcazione, che ha determinato l’affondamento, non ha fatto escludere nessuna delle ipotesi sulle cause dell’episodio: da quella accidentale, al danneggiamento volontario da parte di qualcuno, a quella dolosa vera e propria legata ad un possibile ordigno piazzato sulla barca. Per limitare i danni per il possibile  sversamento del gasolio in mare sono state utilizzate barriere e panne galleggianti di contenimento e per comandante e armatore, come spesso accade in casi analoghi, è scattata la diffida a intervenire a  proprie spese al fine di arginare l’inquinamento. Alla fine è intervenuta la Capitaneria che ha recuperato il carburante, ha bonificato lo specchio d’acqua e ha presentato il conto allo stesso armatore, come fosse stata colpa sua la perdita di gasolio in mare.

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