Gallipoli, primo sopralluogo del commissario anti Xylella. Domande e risposte

Gallipoli. “Sono stato qui già altre volte. Abbiamo effettuato un sopralluogo, della situazione conosciamo un po’ tutto; abbiamo visitato alcuni impianti di ulivi, da quelli ormai morti a quelli infettati a diversi livelli. Sono qui e voglio parlare con la gente perché si capisca bene cosa è successo e cosa bisogna fare”: queste le prime parole del commissario di Protezione civile, Giuseppe Silletti, comandante del Corpo forestale dello Stato di Puglia, accompagnato da due ufficiali dela Forestale e da Donato Boscia, direttore dell’Istituto di virologia vegetale del Centro nazionale delle ricerche di Bari.

Di domenica mattina, Silletti e Boscia sono andati in giro nella zona che è il cuore della malattia che si è abbattuta sugli ulivi, sulle cui origini sono in corso ancora indagini. In località “Li Sauli”, tra Gallipoli e Taviano, si è incontrato con i giornalisti in un uliveto che porta da tempo evidenti segni del contagio: “E’ stato scoperto nel 2013 ma probabilmente esisteva già da qualche anno – ha detto il commissario – qui si è concentrato ma anche a nord di Lecce.

Da dove si comincia. Dopo aver affermato che la Regione ha fatto tanto sulla vicenda, il commissario afferma che “ora si deve accelerare”: lo impongono i cicli climatici. Per mettere in sicurezza le fasce di protezione (la zona cuscinetto che cinge l’area infetta, cioè tutta la provincia di Lecce, e il cordone fitosanitario, più a nord, in territorio brindisino) bisogna che parta al più presto il piano contro le larve dell’insetto vettore della Xylella, la “sputacchina”, e poi a maggio-giugno l’azione di contrasto all’insetto vero e proprio. Non c’è molto tempo: “Farò il piano prima dei venti giorni che mi sono stati dati – dice Silletti – martedì sarò a Roma dal Comitato scientifico (presso il Ministero delle Politiche agricole, ndr). Il piano prevederà l’impiego delle risorse finanziarie al momento  disponibili, 13 milioni 610mila euro”. Si useranno i fitofarmaci che già si utilizzano contro la mosca olearia, la tignola e simili aggressori.

L’estensione della malattia degli ulivi. Il dottor Boscia conferma l’aumento delle superfici con la presenza di Xylella e di essiccamento degli alberi anche in quella che era stata definita zona rossa: “Alcune piante asintomatiche alcuni mesi fa, oggi denotano la malattia”, dice rivolto proprio al Gallipolino e alle aree più a sud. La sua stima è che sui 96mila ettari di uliveti della provincia, circa 25mila siano quelli interessati dall’infezione e ad alto rischio infezione, con tendenza ad aumentare.

Il secondo passo: l’eradicamento. Su questo passaggio, su cui sono puntati gli occhi dell’Ue almeno da luglio scorso, il commissario è netto: “Si dovrà procedere, non ci sobo dubbi. Cominceremo dalle zone più periferiche rispetto a questa zona, da Trepuzzi, Surbo, Nord Lecce e dalle aree lungo la Statale per Leuca. E per il resto? Gli alberi morti sono il segno che anche il batterio è morto, per cui sradicarli obbligatoriamente non sembra avere molto senso.
Ma è sicuro che è la Xylella? Appena sette giorni fa, nell’affollatissimi assemblea presso la coop Acli, qualcuno ha ancora messo in dubbio che il nemico si chiami Xylella. Risponde il commissario: “Io sto all’ufficialità degli studi fatti da istituzioni universitarie che godono di fama mondiale circa la patologia vegetale”.

L’obiettivo principale. “Il cordone fitosanitario non deve essere assolutamente sfondato dal contagio”: sottolinea quell’avverbio (“assolutamente”) il commissario e le ragioni sono intuibili. “L’Unione europea spainge su questo rischio Xylella, batterio da quarantena. Ci sono alcuni Paesi – come Spagna, Francia, Portogallo – che si sentono in pericolo e vogliono vedere i fatti”. Il Governo italiano è atteso ad un altro severo momento di verifica il 26 e 27 prossimi; a Bruxelles bisogna portare le prove dei primi interventi pratici prima che scatti la proceduta per infrazione, essendo venuta meno l’Italia a due Decisioni della Commissione Ue, datate febbraio e luglio 2014.

I compiti della ricerca, il divieto di reimpianto. Silletti ha ribadito che mentre per sconfiggere il batterio non si possono fissare date e scadenze, la ricerca deve puntare anche sull’individuazione delle cultivar di ulivo che resistono meglio all’attacco. Solo così si svuoterebbe di drammatiticità il divieto, non aggirabile, imposto dall’Europa di reimpiantare ulivi nelle aree sotto attacco. Sarebbe come dare nuovo alimento al batterio.

La centrale operativa. A chi segnalava l’ipotesi di insediare a Gallipoli, al centro dell’area infestata dalla Xylella, la sede operativa, il commissario Silletti ha risposto: “Prevediamo due centri operativi, uno a Bari, in stretta collaborazione con la Regione, e uno a Lecce”. Non lo dice, ma la nuova frontiera della “guerra” è lì adesso; da lì il nemico non deve passare.

Comitati spontanei e consultivi, cabine di regia… possono avere un ruolo? Nei giorni scorsi, proprio quando la questione Ulivi malati ha registrato un rapido susseguirsi di decisioni fondamentali (la dichiarazione dello stato di calamità e due giorni dopo la nomina del commissario), si sono fatti notare il comitato “Voce degli ulivi” e una “cabina di regia” promossa dalla Provincia: che ruolo potranno svolgere? “Non ne sono a conoscenza – è la risposta – e comunque qui il problema è procedere con cognizione di causa. Io parlerò con tutti, scrivetelo per favore, mi avvarrò delle strutture della Regione. Abbiamo le idee chiare”. E poi c’è il decreto ministeriale di fine settembre che comunque indica le linee d’intervento nel dettaglio. Stesso discorso per la protesta annunciata a Lecce fra qualche giorno: “Stiamo tranquilli, dialoghiamo, voglio parlare con gli olivicoltori, con i cittadini: la loro collaborazione è fondamentale, dobbiamo agire insieme.

La conta dei danni e gli impegni degli olivicoltori. La conta dei danni per i risarcimenti viene data per certa da Silletti, sia per i coltivatori che per i vivaisti. Per questi ultimi si stimerà il valore dei lotti bloccati a suo tempo. Quel che ciascun olivicoltorie dovrà fare sul proprio terreno lo si ricaverà dalla rete: la Regione ha predisposto le mappe e cliccando sulla propria particella verranno fuori le operazioni da effettuare.

Cosa è il comitato di monitoraggio? Nel decreto di nomina del commissario straordinario, è previsto un gruppo di monitoraggio di sette componenti: tre di nomina ministeriale, due della Regione e due della Protezione civile; avranno sede a Roma, dal Ministero. Per fare cosa? “Per controllare me”, ribatte sorridendo il dottor Silletti.

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