Gallipoli, il porto commerciale sempre più giù: solo 13 navi nel 2017. Si spera ora nelle crociere

Gallipoli – L’ultimo triennio 2015-’16-’17 ha registrato per il porto di Gallipoli un calo costante dei movimenti per operazioni commerciali. Si tratta di un dato opposto a quello che invece proprio fino agli inizi del 2015 aveva segnato un rifiorire delle attività. Le navi che si alternano sul molo foraneo caricano in prevalenza cemento proveniente dalla ditta Colacem di Galatina, come confermano dagli uffici della Capitaneria; questa attività è però legata ai periodi di benessere e ricostruzione di paesi e città del Mediterraneo feriti dalla guerra. Dalle 62 navi nell’anno 2015 si è passati dunque alle 30 nel 2016 e alle 13 soltanto nel corso del 2017. Il 2018 sembra registrare un lieve aumento considerato che nel primo bimestre sono transitate otto navi per un carico totale di cemento alla rinfusa di 41.790 tonnellate. Un traffico monotematico dunque, al quale sporadicamente nel 2015 si è aggiunto quello dei tubi di grande portata destinati alle condotte dell’Acquedotto pugliese.

Commerci sempre più esigui, ma intanto ci vivono circa 50 famiglie Questi numeri, secondo alcuni, non giustificano il mantenimento della natura commerciale dello scalo gallipolino ma occorre anche evidenziare che “ci sono almeno una cinquantina di famiglie che vivono grazie a questi se pur esigui commerci”, come fanno notare in Capitaneria e negli uffici doganali. Se si volesse comunque pensare a riconvertire totalmente il bacino portuale, occorrerebbero dei lavori di adeguamento di notevole importanza: una nave da crociera di linea di medie dimensioni, ad esempio, occupa l’intero braccio e richiede uno spazio di manovra ora insufficiente; soprattutto si dovrebbe dotare l’intera area di infrastrutture, servizi e una rete di collegamenti ad oggi inesistenti.

Minerva: “Affiancare al traffico commerciale quello crocieristico” Alla navigazione per operazioni commerciali tuttavia negli ultimi anni si è accostato un esiguo turismo croceristico con quattro scali nei mesi estivi del 2015 e 2016 di piccole navi da crociera; nessuno scalo invece nel 2017. “Per quest’anno – afferma il Sindaco – ci sono già cinque navi da crociera che sicuramente faranno scalo a Gallipoli”. Una notizia confermata dall’agenzia marittima De Luca e dalla Capitaneria; il numero potrebbe anche aumentare. Non si tratta però di crociere di linea, precisano dall’agenzia, ma di navi private che possono trasportare da 150 a circa 400 passeggeri , come la già nota “Seabourn Spirit”, che seguono itinerari studiati ad hoc dai tour operator specializzati per soddisfare un determinato target di lusso che sceglie i porti di interesse. Sono per lo più turisti americani e nord europei. Parallelamente a questo inoltre l’Amministrazione comunale sta lavorando per cercare di chiudere una intesa con alcune grandi compagnie con navi di media grandezza per entrare nel circuito delle crociere di linea. “Una riconversione totale del porto non è semplice – dice ancora Minerva – anche perché c’è una larga fascia di cittadinanza sfavorevole. Bisogna trovare delle soluzioni intermedie per incrementare sia il traffico commerciale che quello turistico e far coesistere entrambe le funzioni”.

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