Gallipoli, Parco Gondar per quest’anno resta chiuso. I titolari: “Da incubo gli ultimi quattro anni”

Gallipoli – Di solito, nelle annate normali, a maggio il “parco più famoso d’Italia” era pronto a partire: programma organizzato entro la fine dell’anno precedente; contratti sottoscritti con le agenzie delle star nazionali e mondiali; accordi fatti con il personale, fornitori di servizi, organizzatori delle serate e di quanto necessario per un’altra stagione al top. Di solito, a maggio c’era già stata almeno la Pasquetta come anteprima dei divertimenti che sarebbero venuti. A maggio magari era in arrivo la “Giornata dell’arte” con ragazzi delle Superiori di tutta la provincia ad esprimersi sotto i pini. Questo maggio, però, non sarà decisamente all’altezza dei suoi predecessori. Lo avevano fatto presagire le incalzanti vicende giudiziarie – e tutte di segno negativo – per presunti abusi edilizi ed urbanistici che ancora sono in corso. Ma poiché l’attesa della sentenza non sarà breve (la prima udienza del processo penale è fissata per il 29 maggio) e poiché “quattro anni da vero incubo” evidentemente pesano, ecco l’annuncio paventato da migliaia di giovani e non: “Quest’anno il Parco Gondar non ci sarà”.

L’annuncio per rispondere alle centinaia di richieste di informazioni L’annuncio è contenuto in una lunga nota di Ferruccio Errico e Cristian Scorrano, redatta e diffusa contro il parere dei loro legali, orientati verso il più classico dei silenzi precedenti il dibattimento in aula. L’amarezza tracima dalle righe del comunicato. Errico e Scorrano ribadiscono di essersi mossi nel più completo rispetto di regole, norme, permessi: “Gli ultimi anni sono stati difficilissimi; dal di fuori non si può comprendere i sacrifici fatti per provare a sopravvivere, sempre forti della nostra buona fede. Abbiamo investito in quello splendido posto – sottolineano – tutte le vite, le energie, le risorse economiche, nostre e delle nostre famiglie,  per comprare e portare avanti questa attività e fare quelle opere di sicurezza e rispetto delle normative che le autorità ci hanno richiesto: pannelli fonoassorbenti, vie di fuga, servizi igienici, impianti antincendio, investendo nella sicurezza per il nostro pubblico  convinti che se avessimo rispettato tutte le prescrizioni e tutte le regole, la legge, lo Stato ci avrebbero protetti, ed invece proprio per queste opere siamo giunti alla fine”. “Tutto sarà chiarito nel processo”, scrivono i titolari della struttura, i quali si augurano che il corso della giustizia non arrivi poi ad attività ormai defunta.

Un grande indotto orfano. Negli ultimi anni tre sequestri In questo tormentato percorso, dopo un fervido periodo di avvio e di successo, potrebbe però non essere arrivata la parola fine. Non solo per l’ipotesi affacciata dagli stessi accusati, ma anche perchè sembra improbabile che l’importante movimento economico attivato dai 30-40 spettacoli estivi del “Gondar” possa evaporare senza lasciare alcuna traccia o possibile seguito. E’ quanto auspicano non solo gli utenti che si organizzavano le vacanze in base al programma del “Gondar” e che a centinaia ogni giorno hanno chiesto informazioni sul futuro prossimo, ma anche i duecento addetti (con punte di trecento in agosto); i b&b e le case vacanza collegate in tutto il territorio circostante; i punti di ristoro; i servizi navetta per i trasferimenti locali. Negli “anni difficilissimi” il primo sequestro è scattato nel marzo 2015 con accuse cadute in tre mesi; se ne sono registrati altri due, nel 2017 (con locale rimasto attivo da dietro una forte cauzione) e quest’anno, in cui i giudici hanno respinto l’ipotesi di affidare la gestione ad un amministratore giudiziario.

Un addio o un arrivederci? La “ferita curata con bellezza e fantasia” potrebbe rimarginarsi Si vedrà se si tratta di un addio o piuttosto di un arrivederci. Ad oggi, il peggio è arrivato. La storia scritta fin qui però – lo ricordano i due 36enni – è fatta anche di passaggi positivi, di prove superate, di belle relazioni. L’elenco è lungo; parte dai genitori di Ferruccio (Luigi Errico e Bruna Scarcia) e di Cristian (Oreste Scorrano e Silvana Petruzzi, quest’ultima di Alezio) e dallo staff (Giusy Venneri, Flaminia Del Prato, Marco e Silvia Errico), per passare agli artisti salentini “che dal 2008 hanno creduto in questo sogno” e “a chi non ci ha fatto sentire dei criminali”, per finire ai grandi nomi della musica £che prima potevamo vedere solo a Roma o a Milano”. Ringraziamenti sono inviati poi all’indirizzo delle scuole, delle palestre e delle società sportive per le attività svolte al “Gondar”, alle Amministrazioni comunali e ad altre strutture “che nei momenti di difficoltà si sono messe a disposizione”, agli sponsor e alle multinazionali “perché ci sono persone appassionate anche là”. E poicé il “Gondar” è stato ed è soprattutto musica, alla musica Errico e Scorrano lasciano l’ultima parola: “Grazie a Carl Brave e Coez per il bel regalo della canzone intitolata “Parco Gondar”; a Chimango autore di un’altra canzone omonima; e ad Alessandro Mannarino per la sua “Parco Gondar Boa Energia” e alla sua definizione di questo splendido posto: “Parco Gondar è una ferita curata con bellezza e fantasia”.

 

 

 

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