manifestazione pro castelloGALLIPOLI. Il Castello di Gallipoli è stato scelto come una delle “sedi decentrate” dell’ormai imminente esposizione mondiale “Expo 2015”: la notizia, ancora non ufficiale, è giunta nei giorni scorsi a Palazzo di città, riempiendo di soddisfazione gli amministratori cittadini. In attesa di conoscere i dettagli del prestigioso coinvolgimento che farà viaggiare il nome di Gallipoli a livello mondiale, rendendo nota la città più di quanto già non sia, il maniero riaperto al pubblico circa un mese fa è stato al centro di una protesta di cittadini organizzati dal “comitato cittadino di liberazione”.

Oggetto della protesta la fruizione gratuita del monumento la prima domenica del mese, come stabilito – sostengono i dimostranti – dal cosiddetto “decreto Franceschini”, dal nome del ministro ai Beni culturali. Dice Arturo Orlando, uno dei promotori: «Abbiamo inviato una richiesta ufficiale al Comune, concessionario di questo bene statale, per chiedere l’applicazione della recente legge ma non abbiamo ottenuto risposta». Da qui la manifestazione cui hanno partecipato alcuni cittadini e turisti.

Obbiettivi del comitato sono anche il blocco della vendita della farmacia comunale, dell’immobile dei salesiani e della trasformazione dell’ex Ceduc in centro sportivo. Nota comunque la posizione della Giunta comunale: essendo un bene demaniale dato in concessione, la normativa indicata non si può applicare.  «Ma il Castello era e resta dei gallipolini: la città tra l’altro organizzerà per i 50 anni di attività  dell’illustre concittadino Eugenio Barba un festival di teatro proprio nel Castello».

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