Gallipoli, “Mi hanno stuprata”, poi confessa palpeggiamenti. Aperta l’inchiesta

Gallipoli – Aperta una inchiesta per palpeggiamenti (reato che integra quello di violenza sessuale) dopo un episodio che ha avuto per clamoroso prima di ridimensionarsi in qualcosa di meno drammatico per i giovanissimi protagonisti. È venerdì sera ed una ragazza, 19enne di Bergamo, si rivolge ai vigili urbani e chiede l’intervento dei carabinieri. “Sono stata violentata da sette ragazzi”, è la sua denuncia. Fornisce l’indirizzo della casa in cui sarebbe avvenuto il fatto, un appartamenti che ospitata otto suoi coetanei della zona di Torino. E parte l’indagine, dall’ascolto ovviamente della presunta vittima, la quale – dopo alcune contraddizioni – dice la “verità” fissata nei verbali dei militari: “Ho fatto l’amore, consenziente, con uno di loro. Però gli altri mi hanno palpeggiata e poi buttata fuori di casa, dove invece io  volevo  rimanere”. La visita ginecologica presso l’ospedale “Sacro Cuore” conferma il rapporto sessuale avvenuto ma esclude violenza; i medici registrano però alcune ecchimosi sul corpo della donna. Le indagini si spostano quindi sui giovani, che passeranno tutta la notte in caserma. Loro, lo dice l’avvocato che hanno nominato, confermano una piccola colluttazione per far uscire dalla casa la ragazza. E nient’altro. Ora toccherà alla magistratura verificare i fatti e valutare le ipotesi di eventuali reati consumati. Forse è superfluo dire che al primo accenno di stupro avvenuto, sulle reti sociali sono piovute opinioni stroncanti, sfoghi brutali, incitazioni alla violenza e naturalmente la paura di “altro fango sulla città”. La vicenda è stata seguita dai media che alla fine l’hanno ridimensionata.
Ecco l’articolo del direttore di “Piazzasalento” scritto nell’agosto del 2015. Pro memoria.
“Lunedì pomeriggio il Sindaco di Gallipoli si dimette; è la seconda volta in questa crisi, dopo quella dei primi di maggio. Passano un paio d’ore e il Tgcom24 lancia una notizia così: “Morto in discoteca a Gallipoli, Sindaco si dimette dopo frasi contro i genitori”. Dopo una mezzoretta, l’Huffington Post Italia prende e rilancia: “Il Sindaco di Gallipoli si dimette dopo i tweet contro la famiglia del giovane morto”. Martedì mattina, ecco il titolo del Corriere del Mezzogiorno Puglia: “Un tweet sui genitori scatena lo sdegno, il Sindaco di Gallipoli decide di dimettersi”. Media lontani e vicini, tutti sulla stessa tesi.
Poiché è solo una tesi l’abbinamento tra la tragedia che ha colpito Lorenzo, 19 anni, e l’abbandono del Sindaco di Gallipoli, le cui motivazioni sono prettamente politiche: non ha da un bel po’ la fiducia della maggioranza dei consiglieri per poter continuare a governare la città. Perché allora si tira dentro Gallipoli, la tragedia avvenuta a Santa Cesarea Terme (!), il crudele sfogo del primo cittadino ormai ex? Perchè accostamenti così azzardati? Noi pure una tesi ce l’abbiamo: Gallipoli fa notizia come nessun’altra località; fa salire ascolti e cliccate, fa godere i motori di ricerca, per cui via al “caso Gallipoli” anche quando non c’è. Ricordate l’anno scorso le tv scatenate su un presunto stupro? Un’ultima prova: il fondo precedente è stato visionato da quasi 2.500 lettori del sito piazzasalento.it, un record. Come mai? La parola “Gallipoli” nel titolo ha fatto impennare l’attenzione”.

 

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