Gallipoli, l’ex ospedale è molto malato. Via al piano di demolizioni urgenti

GALLIPOLI. Il pericolo là dove in tanti sono stati messi in salvo: i rischi di crollo di alcuni pezzi del vecchio ospedale sono diventati tali che entro l’estate – assicurano fonti comunali – verranno rimossi. Da rimuovere per primi i muri esterni di Pediatria, che sono a picco (tra il piano stradale e il piano di calpestio c’è un dislivello di circa tre metri) sul lungomare Marconi, peraltro in un punto in cui i pedoni, protetti da paletti, devono praticamente sfiorare la parete rocciosa su cui poggia l’immobile. Inimmaginabili le conseguenze di un eventuale crollo mentre circolano persone e automezzi.

Il piano di demolizioni “al fine di eliminare con urgenza le situazioni di pericoli”, come scrivono i tecnici dell’Asl al direttore generale, è stato uno degli ultimi atti del dg Mellone. Lo ha ripreso il 3 febbraio scorso il Sindaco Francesco Errico con una ordinanza che ricalcando i rilievi tecnici e l’allarme del servizio tecnico dell’Asl, intima “di provvedere con ogni urgenza ad eseguire la demolizione” delle opere indicate in una planimetria elaborata dall’ingegnere Fiorenzo Pisanello, capo dell’area tecnica dell’Asl; dal geometra Antonio Ciccarese, con la collaborazione dell’ingegnere Maria Daniela Fracella e inserita nel piano programmatico di interventi per il recupero dell’ex presidio ospedaliero.

Questo l’elenco: tutta la parte a sinistra dell’entrata attuale del distretto (sul frontespizio si nota dove finisce la parte ristrutturata di recente e dove comincia quella pericolante); box prefabbricato in lamiera adibiti ad archivio; il fatiscente depuratore; parti del padiglione 1 e ampliamenti effettuati nel corso degli anni. Si volta pagina, dunque, dopo 18 anni dal trasferimento del “Sacro Cuore” nelle torri di via per Alezio. Errico ha inviato l’ordinanza al nuovo direttore generale, Giovanni Gorgoni. L’ora delle “demolizioni controllate” non dovrebbe tardare. Non può tardare.

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