Gallipoli – Il lido più famoso di Gallipoli, il Samsara, deve sgomberare. La Sezione Quinta del Consiglio di Stato di Roma, che aveva esaminato la vertenza trattenendola per la decisione nella riunione del 7 giugno scorso, l’ha pubblicata ieri, confermando così le motivazioni che già il Tar di Lecce aveva messo a base del diniego circa il ricorso avanzato dalla società Sabbia d’oro srl.

La massima magistratura amministrativa ha ripreso e fatte proprie le valutazioni dei giudici del Tribunale amministrativo regionale sezione di Lecce. “Il punto centrale – si legge in un passaggio della sentenza lunga sette pagine – ai fini della decisione è rappresentato dal dato sostanziale e funzionale che, secondo quanto accertato dagli operatori della locale Capitaneria di porto, fosse in concreto impossibile utilizzare o anche semplicemente individuare le attrezzature finalizzate alla balneazione e le dotazioni di sicurezza”. In altri, termini, è riconosciuto un sostanziale snaturamento della originaria concessione per stabilimento balneare; da qui la decadenza della concessione per occupare quei 1.089 metri quadri in località Baia verde.

La sentenza da eseguire Il Collegio giudicante “ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa”. Le spese legali sono state compensate: tutti i soggetti costituiti in giudizio, dal Comune a Federbalneari Salento, alla società Sabbia d’oro, pagheranno i propri avvocati (il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti è stato rappresentato dall’Avvocatura generale dello Stato).

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I magistrati romani hanno demolito punto per punto le eccezioni sollevate dai legali della società gallipolina, fatte sia nei confronti delle modalità con cui gli agenti della Capitaneria di porto hanno girato il video nell’ispezione del luglio 2017, sia nei confronti del Comune per non aver rispettato nelle procedure “principi di gradualità e proporzionalità che devono necessariamente presiedere all’adozione di provvedimenti di decadenza sanzionatoria”. Non hanno inciso nella decisione, si precisa, le emissioni sonore in quelle quattro ore di attività che il Consiglio di Stato ha definito da “discoteca a cielo aperto” non assimilabile ad attività accessoria”.

La prima reazione “Il Samsara è un modello straordinario di turismo giovanile che ha portato tanti benefici in tutto il Salento. È mancata una normativa di riferimento estremamente chiara – è il commento di Giuseppe Coppola, presidente della sezione turismo di Confindustria Lecce – a cui attenersi. Una normativa che detti le regole sul demanio, dal momento che quella in vigore risulta obsoleta a causa dell’evoluzione del turismo a livello europeo. Occorre dunque accelerare il percorso legislativo per poter fronteggiare in maniera più incisiva le esigenze rappresentate da una fetta di turismo, quello giovanile, di cui l’Italia, la Puglia e il Salento non possono più fare a meno”.
“La proposta di Confindustria – rileva Coppola – è sempre stata quella di definire con chiarezza come poter utilizzare da parte dell’impresa il famoso 40% della concessione demaniale da destinare ad attività complementare. Che non è detto debba essere necessariamente legato alla somministrazione di musica. Perché esistono in altre realtà, e sono richiestissimi, anche altri tipi di offerte negli stabilimenti balneari che vanno dal benessere e quindi la possibilità di dotare gli stabilimenti balneari di vasche idromassaggio ed ogni altra innovativa attrezzatura, alla richiesta di pacchetti sportivi e quindi la possibilità di posizionamento di attrezzature per lo sport e l’attività fisica.
Tenendo sempre ben presente che non è il turista che sceglie il territorio, ma è il territorio che sceglie il segmento di turismo a cui rivolgersi in funzione dell’offerta proposta. Il turismo giovanile rappresenta una risorsa, ma deve viaggiare all’interno di regole ben precise. Indispensabili ad accrescere la reputazione di quella che in gergo viene definita destinazione turistica”.

Per le conclusioni Coppola richiama il dato, pubblicato giorni fa da piazzasalento.it sull’ammontare dei rifiuti raccolti: “L’estate 2018 è ormai alle battute finali ed i dati, quelli rappresentati dagli indicatori che fanno emergere il sommerso, dicono che a Gallipoli la produzione dei rifiuti del mese di agosto 2018 è stata di 10.000 kg. superiore a quella dell’agosto 2017. La crisi, dunque, c’è stata solo nella mente di chi ha sperato che ci fosse”.

 

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