Gallipoli – Si è conclusa con un notevole successo sabato 27 gennaio, la seconda edizione di “Figilo”, il Festival dell’informazione giornalistica locale che si è tenuto presso il “Bellavista Club” a partire dal giovedì precedente. Tanti gli appuntamenti in programma, seguiti da un pubblico non solo di addetti ai lavori (oltre 120 i giornalisti che hanno partecipato ai due corsi di aggiornamento accreditati dall’Ordine nazionale su regole deontologiche e “notizie” che fomentano l’odio con Elio Donno e Adelmo Gaetani relatori) e da studenti di istituti superiori di Lecce e Gallipoli, oltre a cittadini ed appassionati dei media e della comunicazione.

Giornalismo di qualità, antidoto alle notizie false e dell’odio. Il tema-richiesta principale di questa edizione è stato l’esigenza di un giornalismo di qualità ed anche di un racconto completo delle realtà locali medie e piccole che esistono, operano e realizzano anche al di là delle notizie di cronaca nera che le fanno balzare per un giorno alla ribalta, sia che si tratti un una rapina o di un atto violento tra le mura domestiche. Non basta insomma, è stato detto da più parti, avere un pc  ed un collegamento ad internet per fare il giornalista, pubblicando spesso fatti descritti in modo incompleto, parziale, tendenzioso quando non quasi del tutto falsi.

Niente fretta: meglio dare una informazione completa che strillata e amputata. “La capacità del giornalista  sta nel distinguersi in affidabilità; è più importante – ha affermato Attilio Romita, caporedattore di Tg Rai Puglia durante l’intervento “Giornalisti del territorio senza complessi d’inferiorità” – rinunciare allo scoop e dare la notizia magari anche venti minuti dopo, ma che sia stata verificata e che sia certa e non da smentire poco dopo. Si forma così la credibilità del giornalista e la fiducia del lettore, che (come hanno confermato i giovani ascoltatori, ndr) dopo aver appreso una notizia qualsiasi dalla rete, va poi a verificarla sui vari siti informativi on line per vedere se è vera”.

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Vero o falso? Quanto è difficile stabilire la verità. Poco prima, nel corso dell’ultima giornata, la capacità di distinguere il vero, dal verosimili, dal fasullo e dal falso è stata messa a dura prova con i redattori di Lercio,it, il sito online dello “sporco che fa notizia”. Patrizio Smiraglia e Vittorio Lattanzi, dopo aver rintracciato ile prime “bufale della storia” nel 1700 in Irlanda e in America, sono giunti ai giorni nostri dopo una lunga serie di fatti inseistenti ma cliccati e commentati per migliaia e migliaia di volte: ormai famoso il caso della ex ministro Kienge data per autrice di un invito a mangiare cani e gatti: tutto falso naturalmente ma con 900mila lettori e altrettanti insulti e invettive. Dell’importanza della verifica delle notizie e del trattenere la voglia di “arrivare per primi a darle” ha parlato Giuseppe Vernaleone, direttore di Telerama, come aveva fatto due giorni prima Vincenzo Magistà di Telenorba e i giornalisti della carta stampata Vincenzo Maruccia (Nuovo Quotidiano di Puglia), Tonio Tondo (Gazzetta del Mezzogiorno), Antonio Della Rocca.

Governance locale, media e racconto dei luoghi: i valori. Il Festival ha volutamente intrecciato temi di fondo come quelli trattati dai docenti universitari, come “Media e governance locale” del prof. Stefano Cristante e “Placetelling e racconto dei luoghi: valorizzazione e patrimonializzazione” del prof. Fabio Pollice, entrambi di Unisalento, con passaggi più leggeri con “Inindialetto” con la creatrice di una fortunata pagina fb, Valentina Murrieri, giornalista di Presicce, che focalizza le forzate traduzioni di formule dialettali in italiano con effetti esilaranti, e le esperienze di testate locali come “Salentosport” di Melissano con Lorenzo Falangone di Nardò.

Il direttore di “Piazzasalento” Fernando D’Aprile, col giornalista Attilio Palma dell’Ufficio stampa di Caroli Hotels (sono questi i due soggetti promotori e realizzatori di Figilo), hanno tenuto le fila dei vari interventi, aperti cominciati giovedi mattina con il presidente dell’Ordine dei giornalisti di Puglia Piero Ricci sul tema Notizie e fatti senza rete ai tempi della rete), subito dopo l’avvio ufficiale del secondo “Figilo” con il direttore D’Aprile e Attilio Caroli Caputo, direttore del gruppo.

Come contrastare o impedire la diffusione di fatti artatamente gonfiati o inventati? Ricerca aperta. Come fare per contrastare le bufale, fino al impedirne la diffusione. distorcendo realtà ed opinioni? Il dibattito è destinato a proseguire ancora per molto, essendoci risvolti delicati quali la libertà di esprimere la propria opinione. C’è anche da riequilibrare tg e giornali trovando un assetto più completo e meno deprimente della ondata di notizie di cronaca nera e giudiziaria che stanno portando, in Europa, ad un declino anche dei telegiornali (di questo ed altro hanno parlato gli ideatori di “Buonenotizie.it”). In attesa di sviluppi che riguardano il mondo intero, sono stati consegnati i Premi 2018 ad Adelmo Gaetani, a Simona Rolandi (Rai Sport), a Oronzo Russo di Tricase, uno dei decani dei corrispondenti locali salentini.

Da scrivanie e computer ai fornelli: tutto a km zero, come le informazioni. Nella “tre giorni” ha trovato infine posto uno spazio dedicato al divertimento ed al buon cibo con la quinta edizione di “Penne al dente”, ideato da Pierpaolo Lala e organizzato da Coldiretti, dove i giornalisti si sono cimentati in una prova di abilità in cucina provando a diventare il migliore chef della giornata, con giornalisti a cucinare per una volta non fatti e inchieste a prelibati piatti con prodotti a km zero di Coldiretti; come l’informazione di prossimità.  Uno dei momenti più seguiti è stato l’incontro con le criminologhe Roberta Bruzzone e Isabel Martina di Gallipoli, con l’avvocato Farizio Ferilli di Gallipoli, che hanno presentato gli ultimi sviluppi su due scomparse inquietanti avvenute una sull’asse Ugento – Gallipoli (Roberta Martucci, scomparsa nel 2009), l’altra a Racale (Mauro Romani, svanito nel nulla nel 1977). Se ne parla in un altro articolo apposito.

 

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