Gallipoli, con la crisi la flotta cala a picco

pescatori_gallipolimassimo esposito sel gallipoliGALLIPOLI. Un settore sempre più imbrigliato nelle maglie della crisi. E per pescatori, ma soprattutto membri di equipaggi e marinai dei pescherecci della flotta ancorata sul molo del porto di Gallipoli, si prospettano tempi sempre meno propizi. Le opportunità di lavoro, già soffocate dal caro gasolio, le norme comunitarie sempre più restrittive, la riduzione del pescato e il calo delle vendite, potrebbero ancor più colare a picco dopo l’annuncio di alcuni armatori locali di dismettere i loro motopescherecci. Una circostanza che interesserebbe almeno dodici unità di pesca della marineria gallipolina e che rischia di ripercuotersi su almeno una quarantina di famiglie legate all’attività della pesca a bordo di quelle imbarcazioni. Gli armatori di dodici pescherecci hanno infatti presentato richiesta alle autorità competenti per demolire i loro motopesca, usufruendo in tal modo, come ristoro, dei relativi incentivi elargiti dell’Unione europea. Una decisione drastica ma motivata dalla crisi del comparto che impedisce agli armatori di mantenere ancora a galla l’impresa della pesca.

In tal modo la flotta della marineria di Gallipoli rischia di impoverirsi sempre più di uomini e mezzi. Già nel corso degli ultimi anni si è passati da circa 100 agli attuali 46 pescherecci in attività. E che ora, con i dodici per i quali è stata comunicata la volontà di procedere alla demolizione, si arriverebbe a veder ormeggiati in banchina solo 34 pescherecci. Il tutto con le evidenti ricadute sui livelli occupazionali della filiera e anche sulle attività economiche dell’indotto.

Un allarme reale del quale si è fatto interprete anche il circolo di Sel, con il segretario Massimo Esposito (a sinistra), che ha avuto un incontro con alcuni rappresentanti della marineria. «Abbiamo incontrato nei giorni scorsi alcuni rappresentanti della marineria – dice Esposito – e da quanto abbiamo appreso tutto il comparto versa in una situazione a dir poco disastrosa, in particolar per le figure dei marinai parte da sempre più debole e bistrattata». A tal proposito è partita anche una richiesta indirizzata al sindaco Errico per l’istituzione di un tavolo tecnico permanente nel quale far confluire, oltre all’Amministrazione comunale, anche i rappresentanti degli armatori, delle cooperative ittiche, dei marinai, la capitaneria di porto, guardia di finanza e dell’ispettorato del lavoro. Richiesta che ha già trovato la disponibilità del primo cittadino che convocherà a breve un incontro.

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