Gallipoli, amministratori stabili cercansi

Palazzo Balsamo, foto di Emiliano Picciolo

Gallipoli. Cinque aspiranti alla carica di Sindaco ai nastri di partenza per la conquista di Palazzo Balsamo di Gallipoli.

Francesco Errico, medico dentista, sostenuto dal Pd, dall’Udc, dalla lista civica “Volta la carta”, dalla lista “Francesco Errico Sindaco”. Sul filo di lana nella coalizione sono entrati, con unica lista “Gallipoli è Tua, Dc, Fli”. Rinunciando così, a correre da soli con Alberto Leopizzi candidato sindaco. Salvatore (Toti) Di Mattina, consigliere provinciale Pdl, dottore commercialista, appoggiato da Pdl, La Puglia prima di tutto, la lista del sindaco e “Città vecchia e Città nuova”. Aldo Petrucci, ex magistrato in pensione, con il sostegno della lista civica “Gallipoli 2012”, espressione della omonima associazione. Assunta (Titti) Cataldi, dirigente di Pediatria presso l’ospedale di Gallipoli, candidata a sindaco per la coalizione di sinistra con Sel, Puglia per Vendola, Partito socialista italiano,  Federazione della Sinistra e “Noi ci siamo” in un’unica lista. Giuseppe Perruccio, in contestazione con le scelte del Pdl, in campo con la lista “Gallipoli VogliAmo” sostenuto da “Io Sud” della senatrice Adriana Poli Bortone.

Tatticismi esasperati fino alla fine da una parte e dall’altra. Con i colpi di scena che si sono rincorsi fino all’ultimo minuto. Vedasi difficoltà a mettere in campo liste complete con 16 candidati per alcuni schieramenti.

Nella coalizione del centrosinistra, nei giorni scorsi  c’era stato il rischio che saltasse l’intesa sancita a Lecce, tra Pd e Udc. Le pregiudiziali su alcuni nomi, poste dal Partito democratico cittadino, sono risultate vane, tutte, dal commissariamento dell’Udc col conseguente allontanamento del segretario locale e consigliere udc alla Provincia, Sandro Quintana; porte chiuse per i democratici locali anche per quei consiglieri che avevano fatto naufragare, in pieno inizio della stagione estiva, l’ultima giunta Venneri-o, o l’accordo con l’Udc, solo dopo il co. Niente: è successo che Errico e Quintana, entrambi Udc, hanno fatto pace e il Pd provinciale ha fatto passare la linea delle “porte aperte a tutti”. Voci di disagi e dimissioni nel partito di Bersani ma nulla di più. Con un brivido finale: la lista dei democratici era risultata carente in un primo momento, di documentazione allegata; poi tutto si è risolto.

Ma neppure nel Centrodestra sono state rose e fiori. La candidatura di Toti Di Mattina per il Pdl ha rischiato di saltare già il giorno dopo per persistenti dubbi dell’on. Vincenzo Barba. Riunioni e diktat (“o lui o te” venuti da Lecce e rivolti al deputato) hanno fatto rientrare la sibili pentimenti da parte dell’onorevole Barba, all’interno del partito si era creato un contrasto. Tanto è vero che in città si era sparsa la voce dell’abbandono di Di Mattina. A vantaggio di Rosario Solidoro, pediatra. La Puglia prima di Tutto allora punta i piedi e fa sapere che in questo caso sarebbero usciti dalla coalizione e avrebbero corso da soli con Giuseppe Coppola candidato sindaco. A questo punto ennesimo cambiamento di strategia. Il Pdl allora, per volontà di Vincenzo Barba o forse spaventati dall’atteggiamento di Giovanni De Marini e Giuseppe Coppola,  ritorna su Toti Di Mattina. Ora si parte.

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