Gallipoli, assegnato al Polo 3 l’ex casa del custode, oggetto di ripetute occupazioni abusive

Paola Scialpi

Gallipoli – Consegnata alla scuola di via Gorizia l’ex abitazione del custode: lo ha deciso l’Amministrazione comunale nei giorni scorsi. Il provvedimento è stato adottato da un lato perché dalla stessa scuola era partita la richiesta di avere la disponibilità di quei locali, e, dall’altro, per impedire che l’immobile – come già avvenuto in passato – finisse per essere occupato del tutto illegalmente. “Evitare nuovi casi di occupazioni abusive e dotare il plesso scolastico  di via Gorizia di ulteriori spazi per le proprie attività istituzionali”: comincia infatti così la nota del Comune che chiarisce appunto le ragioni della deliberazione.

“Con questo duplice obiettivo l’Amministrazione comunale ha assegnato, tramite atto di  concessione amministrativa e a titolo gratuito in ossequio al relativo  regolamento comunale per l’uso da parte di terzi di beni immobili ad uso  non abitativo nella disponibilità dell’Amministrazione comunale. L’immobile è composto da tre vani più accessori.

Obiettivo di tale  donazione è quello di “consentire  al plesso guidato dalla professoressa  Martinella Biondo di avere un ampio locale di circa quattro vani da  utilizzare in base alle esigenze che saranno definite dallo stesso  dirigente scolastico; un locale – prosegue la nota – che è stato oggetto, anche nel passato  recente, di occupazione abusiva e pertanto la scelta dell’Esecutivo va  nella direzione di mettere nella fruizione e nella disponibilità  pubblica, per finalità prettamente educative”. Attualmente l’immobile si presenta murato proprio per scongiurare ulteriori ingressi abusivi.

L’intendimento  dell’Amministrazione Comunale – dichiara l’assessore al Patrimonio,  Paola Scialpi – è quello di avviare una politica volta ad utilizzare nel  migliore dei modi il patrimonio comunale. La delibera di recente  approvata, che mira a consegnare un bene di proprietà del Comune nella  disponibilità e fruibilità pubblica, atteso che il beneficiario finale è  l’ente scolastico, va proprio in questa particolare direzione e  rappresenta la prima di una serie di iniziative tese a tutelare il  patrimonio dell’Ente, sia valorizzandolo, sia contraendo eventuali  sprechi”.

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