Galatone, l’amianto va in Procura

Discarica amianto - Galatone

L’accesso alla discarica

GALATONE. La discarica d’amianto di Vignali-Castellino ancora al centro della discussione, anche nell’ultimo Consiglio Comunale. E questa volta la maggioranza del sindaco Livio Nisi e le opposizioni uniscono le forze per vederci chiaro. Nell’ultima Assise, infatti, il presidente della commissione di vigilanza Cosimo Casilli (Pd), ha presentato la relazione stilata dopo lo studio della documentazione relativa alla concessione dell’ampliamento dell’impianto gestito dalla “Rei”.

«Ci troviamo – afferma Casilli – con due discariche: una di inerti da 80mila metri cubi, e una di amianto di 110mila, ottenute con l’allargamento di una discarica di inerti che per legge doveva contenere un 15% di spazio riservato ai materiali contenenti amianto. Sembrerebbe che una nuova discarica sia stata autorizzata godendo delle autorizzazioni di una precedente e tuttora in esercizio». Nisi ha poi proposto  (con l’unanimità dell’Assemblea) di inviare i documenti in Procura, aggiungendoli a quelli già recapitati ai magistrati: «Una delibera del Comune non sarebbe bastata a fermare le cose, così come non è bastata a Calimera per fermare la centrale a biomasse. La Regione non ha dato il suo parere dopo ben due lettere inviate, perché la questione si presenta ambigua, ma non va sottaciuta».

«Sono rammaricato per la lentezza: ci sono delle responsabilità politiche», ha, però, affermato Biagio Gatto (‘Insieme per Galatone’)  mentre il presidente del Comitato per la salvaguardia dell’ambiente, Giuseppe Resta, afferma: «È stata una bella farsa. Prima si firma un atto e poi, quando si mostra che non doveva essere autorizzato per carenze, ci si copre le spalle mandando tutto in Procura. Si sarebbe dovuto ritirare la delibera e fermare l’invio di materiali fino al verdetto del tribunale»

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