Fusione piccoli Comuni, si passa da 40 a 14

ACQUARICA DEL CAPO. Dal 17 marzo al 31 dicembre 2015: slitta a fine anno il termine entro il quale i piccoli Comuni con popolazione inferiore ai 5mila abitanti (nell’arco ionico Acquarica e Seclì)  dovranno accorpare funzioni e servizi. L’emedamento è stato approvato nei giorni scorsi  dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio alla camera, ora l’emedamento passerà alle Camere per il voto definitivo e poi i 40 sindaci dei Comuni salentini interessati potranno tirare un sospiro di sollievo. Almeno per poco, perché dovrano mettersi subito al lavoro per ottemperare a quello che già stabilivano una legge di quattro anni fa e la spending review del 2012. Nelle ultime settimane era intervenuta la lettera del prefetto Giuliana Perrotta che, pena commissariamento, intimava ai  40 sindaci dei Comuni interessati  ad accorpare la maggior parte dei servizi entro il 17 marzo. Dalle difficoltà di arrivare in tempo, è nata la richiesta di una proroga che sembra accordata anche se per pochi mesi. I nuovi enti nasceranno dalla fusione di almeno tre comuni  per raggiungere una popolazione di 10mila abitanti. Ogni comune manterrà l’Anagrafe e lo stato civile: trasporti pubblici, protezione civile, smaltimento rifiuti, tributi, edilizia, servizi scolastici dovranno essere gestiti dall’unione dei comuni.

In questo percorso potrebbe venire in aiuto la  Provincia di Lecce, che come ha dichiarato il presidente Gabellone, metterebbe a disposizione delle costituende nuove realtà le professionalità provinciali consolidate. Si tratta ora di capire di quali competenze avranno bisogno i nuovi enti.
Grande attenzione per questo processo, che vedrà sorgere dai 40 municipi 14 Unioni,  anche da parte del prefetto Perrotta che per il 18 febbraio  ha convocato i sindaci interessati ad un incontro della Conferenza provinciale permanente. La  “guerra dei campanili” sembra proprio destinata a spegnersi, come anche le polemiche sulla difesa delle identità comunali. La scarsità di risorse, il peso della tassazione sempre più pesante dovrebbero essere gli argomenti fodamentali a spingere verso l’attuazione della normativa sulle fusioni che è datata 1990. Ci potrebbe essere anche un altro argomento a spingere in questo senso: il contributo dello Stato. Lo scorso anno il il Ministero dell’Interno ha erogato più di 9 miloni e mezzo di euro ai Comuni che si sono fusi nel corso dell’anno.  Forse questo potrebbe essere l’elemento più convincente.

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