Fumi irritanti in casa

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Melissano. Hanno forse un volto e un nome i responsabili della notte particolarmente agitata vissuta dagli abitanti di Melissano alcuni giorni fa. La causa di un diffuso malessere, con disagi fisici notevoli in alcuni soggetti già affetti da patologie respiratorie particolari, era stata rintracciata in qualche rogo di materiali particolari con conseguenti fumi incontrollati e alquanto irritanti.
L’aria inquinata da sostanze ignote aveva riempito le case con le finestre aperte a causa del caldo, provocando seri disagi respiratori ed un certo allarme.

I carabinieri di Melissano diretti dal maresciallo Alessandro Borgia unitamente ai colleghi della stazione di Ugento guidati dal maresciallo Daniele Corrado, si sono subito attivati. Fino a individuare quasi subito la discarica abusiva incendiata in territorio di Ugento, ai confini con Melissano, esattamente in contrada Pidocchio Calderani, dove erano stati bruciati importanti quantitativi di scarti di pellami e di suole, materiali evidentemente usati in qualche opificio calzaturiero di cui la zona è ancora abbastanza ricca.

Alla fine il lavoro dei carabinieri è stato premiato anche perché gli autori di questo reato ambientale proprio accorti non sono stati nella loro provocatoria operazione per sbarazzarsi dei rifiuti industriali. Così, quattro persone sono state denunciate a piede libero per smaltimento illecito di rifiuti e getto pericoloso di cose: si tratta di un imprenditore 60enne di Casarano, titolare di un’attività operante nel calzaturiero e tre componenti della sua famiglia.

Le forze dell’ordine hanno rinvenuto accanto ai focolai ancora fumanti diversi sacchi di materiale già incenerito ma anche dell’altro sfuggito al fuoco. Proprio questo avrebbe incastrato i presunti responsabili poiché, tra i rifiuti, i carabinieri hanno scoperto documenti fiscali e corrispondenza commerciale varia, forse utilizzata proprio per appiccare il fuoco, che li ha instradati sulle tracce dei quattro casaranesi. Tra l’altro, il podere dove si era consumato l’incendio con le connesse esalazioni, era già stato posto sotto sequestro quale discarica abusiva di rifiuti speciali e pericolosi.

Furibonda e comprensibile era stata la reazione dei melissanesi, cittadini, associazioni e amministratori comunali che avevano protestato vivamente, anche perché non era la prima volta che si verificavano simili episodi.

AP

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