Fore de capu, visto il successo, non tanto

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Alcune t-shirt con gli slogan diventati popolari

Simu Salentini. Essere  e  sentirsi salentini e farlo sapere a tutti, in giro per il mondo dirlo con le t-shirt, con le borse, zaini, portachiavi, bavette. Naturalmente con  una frase  in dialetto salentino che alla fine diventa uno slogan.

Che cosa, infatti, ha di meno il dialetto salentino rispetto a quelli degli altri territori italiani? Niente. Solo che i percorsi sono stati diversi e mentre per alcuni dialetti (veneto, romano, milanese) la tradizione colta (Goldoni, Belli, Trilussa, Porta ) ha dato la consapevolezza e l’orgoglio di usare una lingua parallela e nobile sullo stesso piano della lingua nazionale, nel Salento non è stato così. P

ersino Pierpaolo Pasolini nel suo viaggio tra i dialetti italiani non considera quello salentino e non cita nessuno dei poeti che ora riconosciamo come punto di riferimento nella nostra storia linguistica. Per anni ci si è vergognati di parlare in dialetto che al massimo veniva parlato nell’intimità familiare ma diventava subito “italiano comune” appena fuori.

Da circa trent’anni la musica è cambiata e su questo giornale ne abbiamo segnato le tracce. Poesie, commedie, canzoni uomini di successo,  il dialetto è diventato di moda.  Così il passo “commerciale” è stato quasi naturale. Ci hanno pensato  le due sorelle Liaci:  Laura, 27 anni, una laurea in economia, e Paola, 23, che viene dal conservatorio, fa i concerti. Tutte e due con il papà   Eduardo hanno costituito un’azienda intorno al  marchio “Fermento”: t-shirt e una serie di gadget  resi originali da frasi in dialetto salentino.

«L’idea di utilizzare il dialetto – dicono – nasce 7-8 anni fa da quando il Salento ha incominciato a divenire tappa di turismo, cultura, eventi, location cinematografica. Abbiamo pensato di usare il nostro dialetto che è  musicale e orecchiabile. Quelli che vengono da altre regioni cercano di individuare il significato delle frasi, si sforzano di capire, e una volta che viene spiegato loro il significato,  memorizzano le parole. Dopo due o tre giorni il turista s’innamora follemente della nostra terra e diventa a sua volta salentino d’adozione»

Così “Fermento” vende il Salento e lo afferma in giro per il mondo. Anche quest’anno, come nel 2010, ha portato i suoi prodotti alla  Fiera internazionale “Macef”,  Salone internazionale della casa, a  Milano riscuotendo successo.

Il prodotto certamente più gettonato è la t-chirt con il logo “Salento” proposta in 15 diverse soluzioni.  «L’ideatore di questo business è stato papà Edoardo che vende questa t-chirt  da circa 40 anni nelle più importanti località italiane» dicono. Ma le frasi di successo sono tante: da “Fore de capu” a “Lassatime stare ca stau stunata” a “Lassatime perdere ca me capiscu a sula”,”Terrone al 100%”, ”Te Lecce simu simu”.

Per il turista, ma anche per tanti salentini affascinati della loro terra, c’è solo l’imbarazzo della scelta.  E questa scelta, considerando risultati, paga in successi: «Dal 10 di novembre – concludono le sorelle Liaci – saremo a Miami in America per fare delle ricerche di mercato e individuare prodotti nuovi, portando un catalogo da proporre ai vari negozi di gadgets e souvenirs di quella località.Noi vogliamo che del Salento se ne parli in termini positivi comunque e dovunque perché siamo fieri ed orgogliosi di appartenere a questo lembo di terra». Insomma “Salentu, lu sule, lu mare lu ientu” fanno varcare l’oceano.

“Fermento” non è il solo marchio che ha scelto di usare il dialetto salentino quasi a garanzia dei suoi prodotti, della serie “salentino è meglio”

C’è “Salentomania” di Cavallino, nata nel 2003 dalla collaborazione tra la dott.ssa Maria Teresa Carrozzo e il designer romano Paccasassi . «In un periodo in cui il cosiddetto “prodotto di impulso emozionale” era praticamente sconosciuto, Salentomania ha dato vita ad una nuova forma di comunicazione visiva, caratterizzata da slogan estratti dal gergo comune, stampato su capi di abbiagliamento e accessori» si legge sul sito nella presentazione dell’azienda. “Stau comu na paccia”, “Cu nienti me stizzu”, “Comu la fazzu la sbagliu”, “Mo te dau”,“Nu bu pensu propriu” sono solo un piccolo esempio degli slogan su maglie e accessori vari.

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