L’olio da medaglia

Alliste. Dopo “Slow Food” si è accorta di loro un’altra importante guida specialistica, “Flos Olei”, da sempre a caccia del fior fiore degli extravergine del mondo.

Ma la strada di Cosimo Adamo, titolare dell’omonima azienda olivicola,  e della sua passione non è di oggi, anzi risale a ben tre generazioni fa. L’avvocato ha ben presto abbandonato la sua professione per seguire le orme del padre, mutuandone soprattutto la cura maniacale dei particolari.

«L’eccellenza sta proprio in questo – spiega Adamo – ed anche nel tentare di restringere quelle maglie troppo larghe della legislazione comunitaria, attraverso cui passano tante furberie».

Il primo dito puntato dall’imprenditore fresco di riconoscimenti è sulla percentuale di acidità: il valore massimo consentito è di 0,8, mentre non dovrebbe superare lo 0,4 con le olive molite entro le 24 ore. Se da qui l’attenzione non si sposta, su altri fronti si può cominciare a stare più tranquilli.

È pronta la bozza per un nuovo regolamento comunitario che pone un limite alla quantità di alchil esteri nell’oro giallo: con questo sbarramento si cerca di porre un freno a recenti procedimenti fisico-chimici truffaldini che “deodorano” oli con difetti organolettici facendoli diventare d’incanto degli extravergine. «Ma 75 milligrammi per chilo è ancora un valore troppo alto – osserva Adamo – non si dovrebbero superare i 15 mg».

Un altro mezzo passo avanti è stato compiuto con il regolamento europeo 182 del 2009 che ha reso obbligatoria l’indicazione dell’origine in etichetta. Ma le frodi restano dietro l’angolo: «Urge l’obbligatorietà dell’esame del Dna che smascheri le false etichette – insiste Adamo – e l’aumento dei  controlli  dei Nas dei carabinieri nelle multinazionali, anche se loro in caso di irregolarità se la caverebbero con il pagamento di una sanzione, mentre aziende come la nostra sarebbero costrette a chiudere».

Come difendere, allora, la qualità e farla apprezzare dal consumatore? «Non abbiamo molti mezzi – spiega Adamo – ma un consiglio è quello di considerare il prezzo dell’olio sugli scaffali che non dovrebbe essere inferiore a 7 euro. Da parte nostra selezioniamo la clientela escludendo la grande distribuzione. Inoltre, cerchiamo di dar prova della nostra eccellenza con eventi di degustazione e con i titoli di cui le più importanti guide del settore ci hanno onorato».

E con proficui incontri ravvicinati con l’artigianato dolciario di qualità: girato l’angolo ecco il “liquido d’oro” intrecciare le proprie preziose caratteristiche con i dolci di un altro allistino, il pasticciere Giovanni Venneri. Al Festival Dieta Med italiana insieme concorreranno per altri ambiti traguardi.

Roberta Rahinò

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