Fidas, i primi 35 anni da donatori

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Il manifesto della mostra Fidas

Alezio. Una mostra fotografica per ripercorrere i 35 anni di storia della Fidas di Alezio, presso il vecchio palazzo comunale a partire dal 28 luglio.

«L’associazione festeggia l’anniversario attraverso le foto – annuncia la presidente, Anna De Santis – nella mostra dal titolo “La nostra storia in immagini”, venti pannelli creati apposta con dodici foto su ognuno, scelte da un archivio molto più vasto. L’inaugurazione avverrà in presenza di tutti i presidenti che si sono succeduti: Anna Maria Bidetti; Raffaele Garzia; Giuseppe Manta ed io. Purtroppo, Giovanni Romano ci ha lasciato qualche anno fa».

La mostra rimarrà aperta tutti i lunedì e giovedì del mese di agosto dalle 21 alle 23.
«Attualmente l’associazione conta 560 soci – continua la presidente, che ricopre anche la carica di vicepresidente provinciale Fidas – nel corso degli anni si sono succeduti 1052 donatori».

In un anno, la Fidas riesce ad organizzare 12 donazioni al momento, senza contare quelle che avvengono direttamente presso il centro trasfusionale, dove si effettuano le donazioni del plasma, si contano circa 180 donatori: «Fra i primi ad aver permesso questo tipo di donazione – sottolinea De Santis -. A livello provinciale abbiamo una buona percentuale di volontari, circa il dieci per cento, mentre la media nazionale è del 4». Successo, dovuto all’impegno costante e del gruppo.

«Se ci fermiamo, tutto si blocca – continua – il nostro ruolo non è solo quello di organizzare le giornate di donazione, ma soprattutto quello di spiegare quanto sia importante farlo, nonostante il caldo d’estate. Lo facciamo in tanti modi, con le manifestazioni e anche attraverso il giornale che curiamo».

Un lavoro certosino di persuasione che d’estate non si ferma, anzi. Proprio per l’emergenza che si riscontra puntualmente da giugno fino a settembre, momento in cui, per via delle vacanze,la popolazione salentina cresce in modo esponenziale, il lavoro si raddoppia. Il gruppo Fidas di Alezio, riesce sempre a garantire un numero di donatori, di tutte le età, coinvolgendo nella sfida anche i paesi limitrofi.

«Negli anni, il gruppo è cambiato – racconta De Santis – sono entrate a farne parte persone nuove, ma lo spirito rimane lo stesso. Sono tanti gli episodi che mi piace ricordare, tra questi, sicuramente il caso di un signore ricoverato a San Giovanni Rotondo, per una grave leucemia. Aveva bisogno di piastrine, una parte del sangue che degenera in poco tempo. Dall’ospedale ci hanno contattati e siamo andati direttamente con i nostri donatori. È stato veramente emozionante vederlo guarito completamente».

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