La Fidas va a L'Aquila per impegno e amicizia

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Tuglie. Da più di trent’anni, la Fidas di Tuglie rappresenta un’isola felice in cui il volontariato si mescola all’amicizia, alla solidarietà ed all’accoglienza. Dinamico è sempre l’anno associativo composto di incontri, feste, riunioni e tante donazioni.

Tra tutti gli impegni, si organizzano anche dei viaggi, come quello avvenuto domenica 4 settembre: più di cinquanta donatori insieme a dieci amici di Villaverla sono andati a L’Aquila per incontrare il sacerdote tugliese don Bruno Tarantino e poter vedere di persona come è la città dopo quel terribile terremoto. L’idea di organizzare una giornata in Abruzzo è nata ai donatori, subito dopo le meravigliose giornate vissute a Tuglie con don Bruno ed il vescovo ausiliare della città, monsignor Giovanni D’Ercole.

«E’ stata un’esperienza molto toccante – racconta Walter Giorgino, presidente Fidas – essere in quel posto dove hanno perso la vita tante persone, vedere quei paesini smembrati, senza più la quotidianità della vita è qualcosa di irreale». La giornata serviva a condividere la terribile esperienza. Un gruppo è andato a visitare la città deserta, dove le uniche opere realizzate sono state la messa in sicurezza delle abitazioni, delle chiese e dei palazzi.

Un secondo gruppo, insieme agli amici di Villaverla ed ai donatori aquilani, ha donato il sangue: un gesto simbolico, carico di significato. La giornata è continuata con la celebrazione della messa nella tenda, la stessa dove si pranzava o si passava il pomeriggio. «E’ stato un viaggio che ha lasciato qualcosa di forte – ribadisce Antonio Antonaci della Fidas – in ognuno di noi. Ricordiamo ancora la frase del vescovo Molinari, presente tra noi, di non lasciare sola questa gente».

«Un viaggio che ha lasciato un segno indelebile – aggiunge Walter Giorgino – che non scorderemo mai e ci fa apprezzare tutto ciò che abbiamo». Dopo L’Acquila il cammino associativo della Fidas conta di un’altra tappa: Villaverla, comune gemellato con Tuglie, dove domenica 9 ottobre si è svolta la festa del donatore. «Questa festa – ricorda Giorgino – importante per il significato e per quel che a Villaverla rappresenta, che unisce anche il piacere di incontrare tanta gente conosciuta e non».           

GP

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