E il campanile si incendierà

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Gli incendi pirotecnici del campanile delle passate edizioni

Parabita. Devozione e sobrietà.  Queste le linee guida della “tre giorni” di festa con cui Parabita celebrerà la sua santa patrona, la Beata Vergine della Coltura, i prossimi 26, 27 e 28 maggio. Inalterata espressione di fede, identità collettiva e sentimento popolare, anche la festa patronale risentirà, però, della crisi economica, assumendo quest’anno un profilo più modesto e contenuto.

Niente sfarzi, dunque, nel programma dei festeggiamenti che il Comitato festa patronale, guidato da Adriano Marzano, sta già approntando. In via Ferrari, l’arteria laterale della festa,  le luminarie (curate dalla ditta Mariano) saranno meno sontuose del solito ma con un risparmio garantito di circa 13mila euro.

Tornerà, però, dopo l’ultima edizione del 2009, lo spettacolare incendio pirotecnico del campanile della Basilica, proposto per la prima volta nel 1980 su intuizione di padre Carlo Viviani, che mutuò l’iniziativa da Santa Maria dell’Arco a Napoli, sede centrale della famiglia domenicana. Ad allietare le celebrazioni saranno, poi, i concerti dei gruppi bandistici delle città di Montescaglioso, Lecce, Conversano e Racale.

In attesa del programma definitivo, però, hanno già preso il via i tradizionali “Sabati maggiori della Madonna”, in preparazione alla festa liturgica che si celebrerà 15 giorni dopo Pasqua, e che quest’anno coincidono con un importante trentennale.

Era il 18 febbraio 1982, infatti, quando il Pontefice Giovanni Paolo II proclamava la Vergine  della Coltura protettrice degli agricoltori del Salento. Dal 25 febbraio al 31 marzo, dunque, ogni sabato, il Monolito della santa patrona riunirà, come in un’unica grande fotografia di famiglia, tutta la comunità parabitana suddivisa in categorie professionali, religiose e sociali che porteranno la loro testimonianza di vita e di fede.

Torneranno per l’occasione anche i precedenti padri rettori della Basilica, da Renato D’Andrea a Giuseppe Damigella e Giovanni Distante, dal Provinciale dei Padri Domenicani del Sud-Italia, Padre Francesco La Vecchia, a Padre Giuseppe Sabato, uno tra i tanti frati predicatori che la città di Parabita ha donato all’Ordine.

Ognuno dei sette “Sabati maggiori” viene dedicato ad una specifica categoria della società parabitana, dalla cultura alla vita pubblica, dai giovani alle famiglie. Il primo appuntamento è stato dedicato alla grande comunità del Santuario,  i successivi ai “diciottenni” ed a seguire ai 41 ragazzi ed alle 45 ragazze che compiranno (o hanno già compiuto) la maggiore età nel corso dell’anno.

La festa delle famiglie e degli anniversari di matrimonio è invece per il 10 marzo. Saranno 45 le coppie al loro 25° anno, 36 al 50°, tre le coppie unite in matrimonio da 60 anni e due quelle più longeve, sposate da 65. Sabato 17 marzo sarà poi il turno degli artigiani, la categoria professionale più numerosa, mentre il 24 parteciperanno gli imprenditori e i professionisti locali.

Ultima giornata in programma quella del 31 dedicata alla  cultura. Al mattino la Basilica accoglierà i bambini della scuola elementare, mentre la sera sarà la volta delle varie associazioni culturali.   DP

 

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