Candilora, lu state intra llu jernu fora

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Simu salentini. La festa della Candelora era una delle feste più legate al mondo contadino in un periodo in cui le previsioni meteo erano affidate ai tramonti rossi di sera e alle feste dei santi  come nel caso della patrona di Gallipoli “S. Agata de Catania vene cu lu sciroccu e se ne va cu lla tramuntana”.

Parliamo della Candelora che si celebra il 2 febbraio, esattamente 40 giorni dopo il Natale. La chiesa cattolica ricorda il  rito della purificazione della Vergine Maria. Secondo la legge degli ebrei la donna che aveva dato alla luce un maschio veniva considerata impura e per quaranta giorni non poteva uscire di casa e partecipare ai riti. Al termine di questo periodo avveniva la presentazione al tempio del bambino. Così fece la Madonna con Gesù. Il rito prevedeva l’accensione delle candele (il fuoco è considerato simbolo di purificazione), uso che dall’Oriente è passato in Occidente  e che viene rinnovato anche ai nostri giorni. Vengono benedette le candele che poi sono distribuite ai fedeli. In passato si accendevano in caso di temporali, o di malattie, o se in casa c’era uno in fin di vita.

Sempre nei decenni scorsi si dava molta importanza alle condizioni meteo del giorno della Candelora, se era brutto tempo si aspettava una bella primavera , e quindi anche l’inverso: “Candilora trubba, mese chiaru/ma se lo sai ben cuntare/nc’è nu beddhu quarantale/poi rispunne u vecchiu de ‘ntra lu saccu/e dice ca face friddu finu a Santu Marcu”. Cioè fino al 25 aprile.

Pura illusione, quindi, quella che la primavera è alle porte perché il freddo può continuare fino ad aprile inoltrato. Un altro detto rafforza il precedente: “A lli ddoi è la Candilora: o ca nivica o ca chiova; ma se bbonu tiempu fa, la  nvernata se ne va (ma se sai bene cuntare, nc’è mm’autru quarantale).E ancora “Candilora, lu state intra e llu jernu fora” La sensazione che si va verso la bella stagione è data anche dalla constatazione che le giornate sono diventate più lunghe “De Natale a lla Candilora, la sciurnata se llonga de n’ora”.

Se anche piove, bisogna stare attenti alla qualità della pioggia:“De la Candilora se chiove acqua minuta, la nvernata se n’è ssuta”, l’acqua minuta è quella sottile, quella di primavera che fa bene alla terra.

Candelora chiara o trubba che sia, è davvero l’ultima festa del periodo natalizio: “Ausative, camasce, ca le feste su’ passate; ma nc’è nn’autra festicciola, ca se chiama la Candilora”. Dopo anche i giorni del carnevale finiranno presto e ci saranno i quaranta lunghi giorni della Quaresima che la chiesa cattolica impronta al sacrificio e alla penitenza.

Nel Salento il 2 febbraio  si tengono due fiere importanti che richiamano gente da tutto il territorio: a Martano e a Specchia. Qui si conserva anche un’antica usanza: viene  tolto il Bambino dal presepe e custodito per l’anno successivo. Di solito il rito del bacio del Bambino avviene con l’Epifania, a Specchia è la Candelora, la presentazione di Gesù al tempio che chiude il periodo natalizio. A Martano la fiera è preminentemente di prodotti agricoli: si vendono animali, soprattutto cavalli, e i compratori arrivano anche dalle  regioni vicine.

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