L’agricoltura torna regina

Il banchetto del pane esposto durante la serata

Sannicola. Una serata per festeggiare l’agricoltura e per riflettere sulle prospettive future del settore, tra aspirazioni e difficoltà attuali.

Di altissimo profilo e di grande interesse il dibattito tra i docenti universitari Giordano Sivini e Ada Cavazzani dell’Università della Calabria e i produttori e consumatori che hanno preso parte alla manifestazione “Festa del contadino, agricoltura bene comune”, presso la Cooperativa olearia sannicolese.

«E’ necessario puntare l’attenzione  – spiega Sivini – sull’agribusiness, sugli imperi alimentari e sulla teoria della clessidra secondo cui i prodotti e il relativo prezzo sono paragonabili alla sabbia che passa attraverso lo stretto collo: chi controlla il collo della clessidra controlla il mercato. Infatti negli anni più bui della crisi economica, i maggiori mediatori di prodotti agroalimentari si sono arricchiti».

Ada Cavazzani dà della situazione un risvolto sociologico «dagli anni ’80 l’alleanza produttori – consumatori, tramite l’agricoltura contadina, alla ricerca di giusto prezzo, qualità, genuinità e scelta, ha prodotto esperienze esaltanti come Campi Aperti e Movimento Terra che permettono l’incontro tra piccoli produttori e consumatori».

Puntualizzano le necessità del settore gli agricoltori di Sannicola: «è necessario che la produzione sia programmata – specifica Rolando De Salve, agricoltore storico – per garantire ai consumatori ciò di cui necessitano e a noi produttori il giusto reddito: solo così si tratterà di un vero lavoro attraente anche per i giovani e non della passione di qualche pensionato».

Dello stesso avviso Pasquale Stamerra: «Da oltre 60 anni produco il pisello riccio e la tolaca, legume altrove perduto, che mia moglie prepara in mille modi. Un tempo abbiamo vissuto di questo commercio: i nostri prodotti erano spediti in tutta Europa. Ora continuo solo per passione». La passione e l’amore della terra è ciò che traspare negli sguardi dei tanti espositori, ma «non è economicamente sostenibile – interviene Angela Greco  – oggi un’agricoltura in cui i pensionati usino la pensione per coltivare e i grandi distributori adoperino solo la logica del massimo profitto».

MCT

 

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