Ferrovie elettrificate e veloci dappertutto, tranne che sullo Jonio. E scoppia la protesta: appello ai Sindaci

Gallipoli – Con i soldi del Patto per la Puglia, 130 milioni in tutto, le Ferrovie del Sud Est saranno elettrificate, compreso il Salento, Ma non tutto il Salento: resta fuori dalla progettazione (che non c’è) e dal finanziamento (che potrebbe trovarsi qualora ci fosse l’elaborato tecnico) l’intera fascia jonica salentina NardòGallipoliCasarano, quella che – per intenderci – viene indicata da analisi e indagini economico-sociologiche di Unisalento ed altri Istituti – la più vitale e dinamica della penisola.

La buona notizia che i progetti esecutivi della fascia ovest riguardanti Maglie-Otranto-Leuca, redatti corretti ed approvati, hanno indotto le Fse ad accorciare di un anno l’inizio dei cantieri e quindi, di conseguenza, ad anticipare al 2022 la fine dei lavori, si scontra brutalmente in queste ore con la cattiva notizia che il resto del Salento dovrà attendere ancora un altro po’. Il motivo: non ci sono i progetti pronti. I retroscena li racconta il consigliere Ernesto Abaterusso, che da anni con mozioni e interventi, insiste sull’esigenza di ammodernare lì’ormai famosa seppure mai nata metropolitana di superficie. “Circa due anni fa – ricorda il consigliere – ci riunimmo con i Sindaci della fascia ovest, cioè da Carmiano, Novoli, Nardò in giù, per mettere insieme una proposta di elettrificazione della rete ferroviaria di quest’area; quelle Amministrazioni potevano chiedere di trovare i fondi dal progetto Interreg per

Ernesto Abaterusso

realizzare i progetti da elaborare. Dopo un incontro con l’assessore regionale Giannini, la Regione s’impegnò a finanziare con 5 milioni l’opera, a cui si sarebbero aggiunti i fondi Ue. Una serie di vicissitudini tra cui i cambi di diversi Sindaci, hanno visto sfumare quella iniziativa ed oggi Fse comincia l’operazione da quelle zone che sono pronte”.

Che fare adesso per recuperare il tempo perduto? Risponde Abaterusso: “Tocca ai Sindaci riprendere l’iniziativa e spingere per riattivare le procedure che avevo cercato di avviare”. Per pura coincidenza temporale, a gridare “Non ci stiamo” rivolto proprio ai Sindaci è l’associazione di commercianti ed imprenditori di Gallipoli col suo presidente Matteo Spada che ha lanciato un appello ai primi cittadini della Riviera jonicosalentina. Spada richiama innanzitutto il recente convegno a Gallipoli di lunedì sera con l’assessore regionale Loredana Capone, in cui si è lanciata l’idea di un piano turistico di Gallipoli e del suo hinterland d anche un invito a tutte le componenti che agiscono nel settore a cooperare tra loro e con le Istituzioni. “Da questo incontro – ricorda ancora il presidente – oltre a tutta una serie di criticità e proposte, è fortemente emersa la necessità di interventi strutturali ed infrastrutturali per accrescere la competitività della destinazione turistica più in voga nell’ultimo decennio. La rinnovata speranza di poter essere finalmente attenzionati dalla Regione è durata relativamente poco”.

La doccia fredda della esclusione dalla elettrificazione delle linee ferroviarie non è accettabile, si sostiene, “perché si ignorerà

Matteo Spada

completamente il versante che è ricco di località turistiche importanti come la Gallipoli, Ugento, Porto Cesareo, Nardò solo per citarne alcune. dovesi registrano numeri da capogiro”. Non si possono attendere “altri dieci anni per far sì che una vera e propria rete di trasporto su ferro possa essere vantata dal territorio che amministrano i nostri Sindaci”. “Una metropolitana di superficie, e quindi un sistema di trasporto efficiente, alternativo alla gomma, è uno dei tasselli fondamentali sul quale poggiare il progetto di Riviera jonicosalentina”, sottolinea Spada. Da qui l’appello “ai cari Sindaci Mellone (Nardò), Minerva (Gallipoli), Tanisi (Taviano), Metallo (Racale), Lecci (Ugento), Monsellato (Presicce) ed agli altri: che da domani ci si mobiliti con tutti gli strumenti a disposizione per proporre una variante al progetto che includa le nostre città, che possa valorizzare i nostri sforzi, che possa dare lustro alla nostra Terra”.

 

(Nell’articolo, foto della littorina di Daniele Donadelli)

 

 

 

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