Felline, tre rapine in 15 minuti

Il tracciato del percorso fatto dai malviventi: supermercato Sisa in via Alliste, tabacchino di via Milano e distributore Avio Lamp di via Muraglie

Felline scenario per un giorno di un “film western”, come è stato definito da alcuni sbigottiti spettatori. Anzi, di un cortometraggio durato  appena 15 minuti che poteva però diventare tragico. È bastato tanto, infatti, a tre rapinatori che, in un sabato sera difficile da dimenticare (11 febbraio), hanno messo a segno un triplice colpo ai danni di alcuni esercizi commerciali della frazione di Alliste.

Una sceneggiatura ad alta tensione si è svolta sotto l’“occhio da presa” della gente, che ha fissato la folle andatura di quell’Opel Corsa blu (c’è chi giura di averla vista sfrecciare a 100 all’ora) per le vie del paese intorno alle 19 di un fine settimana. A bordo dell’auto, rubata un paio di giorni prima ad Alezio e usata per un’altra rapina vicino Parabita, hanno sgommato per meno di un chilometro e in una manciata di minuti: troppo pochi per essere intercettati  dai carabinieri, ma abbastanza per seminare terrore nei locali presi di mira.

Prima vittima è stato il supermercato “Sisa” di via Alliste. Da lì, i tre hanno portato via il registratore di cassa con circa 700 euro e la borsa di una cliente: invano, perché per un caso fortuito il denaro, al momento dello scippo, era nelle mani della donna. Il particolare lo racconta uno dei tanti fellinesi che, il giorno dopo, si sono ritrovati  in piazza a parlare dell’accaduto. Neanche poco, soprattutto dopo la seconda tappa dei rapinatori, quella nel tabacchino di via Milano.

L’azione inizia con il classico “fermi tutti, questa è una rapina!” e la dinamica sembra la stessa del supermercato e di quella che sarà la terza “fermata” della banda, la stazione di servizio Avio Lamp di via Muraglie. Ma qui, colpo di scena, c’è la reazione del titolare: «Avevo la pistola puntata alla testa – racconta Vito Casciaro – mentre uno di loro cercava di impadronirsi del registratore di cassa. Ad un tratto, ho visto entrare mia moglie e il rapinatore ha cambiato bersaglio. Poi lei è scappata ed io ho approfittato della confusione generale per tentare di riprendere il registratore».

È stato allora che uno dei tre l’ha colpito in testa col calcio della pistola, prima di fuggire con circa mille euro. Nessuna ferita grave, ma sarebbe potuto andare molto peggio. «Abbiamo provato la stessa paura di quando, nel 1993 – confessano alcuni fellinesi che hanno vissuto alcuni spezzoni del drammatico film – il salumiere Eugenio Casto, il cui negozio era dove adesso ci sono le Poste, fu ucciso dai suoi rapinatori proprio per aver reagito».

Dopo vent’anni l’immagine serena di Felline è stata sfregiata da una serata di incredibile violenza. L’auto è stata poi rintracciata nelle campagne di Ugento. Il sindaco Antonio Renna ha scritto al Prefetto di Lecce, chiedendo più forze dell’ordine sul teritorio. Preoccupati anche i vigili urbani da questo exploit di criminalità in questa frazione, dove fino a ieri ci si “colpiva” al massimo con le polemiche su quell’isola (pedonale) felice ma non troppo.

Roberta Rahinò

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