«Divieti, da superare anche a mano»

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La sbarra di accesso sollevata

Felline (Alliste). A Felline la paura fa novanta… giorni. Fra i timori generali, infatti, sono trascorsi circa tre mesi dall’inaugurazione dell’isola pedonale nel cuore antico della frazione.

La decisione della Giunta comunale di chiudere il centro storico con sbarre telecomandate ha spiazzato ed ha riempito di dubbi, fin dall’inizio, parte dei residenti (e non) all’interno di quella che, nel corso delle varie polemiche, è stata definita un “recinto”. La preoccupazione principale era ed è rimasta legata al passaggio dei mezzi di soccorso in caso di emergenza: pare, infatti, che le ambulanze, ad esempio, non siano state ancora fornite dei telecomandi per il sollevamento delle sbarre.

Non sono gli unici, però, ad essere rimasti “fuori dall’isola”. La protesta arriva, prima di tutto, dalla bocca degli “isolani”. Ci prova a far tacere tutti, un’altra volta, l’assessore al turismo Donatuccio Scanderebech: «Abbiamo ordinato i telecomandi prima delle festività natalizie, quindi a breve dovrebbero essere disponibili per tutti. Ad ogni modo, abbiamo lasciato fuori, finora, i casi non urgenti, cioè coloro che nell’isola non ci abitano, ma sono solo proprietari di un garage magari».

L’assessore “disattiva” anche l’allarme scattato intorno ai mezzi di soccorso, e lo fa svelando un trucchetto, in realtà un’arma a doppio taglio: «Si è fatto tanto rumore per nulla. Fin da principio, infatti, c’è la possibilità di sollevare manualmente le sbarre colpendone un punto specifico. Questo metodo, però, può favorire atti di vandalismo, perciò stiamo pensando ad un dispositivo che faccia alzare la sbarra al suono delle sirene d’emergenza, per esempio». Ma le lamentele dei fellinesi riguardano anche l’arredo urbano dell’isola: «Hanno tolto le panchine ed ora siamo costretti a portarci le sedie da casa».

Scanderebech invita alla pazienza, in attesa di nuove risorse economiche che permettano di completare l’opera. «Si lamentano di quanto realizzato qui – aggiunge l’assessore – poi vanno a Palermo, in piazza Politeama, e mi riferiscono con orgoglio delle somiglianze con Felline. Come San Tommaso, se non vedono non credono».
I “miscredenti” ora hanno visto, dunque, ed hanno pure udito il trucco per sollevare le sbarre in caso di emergenza. Chissà se avranno ancora da ridire.

RR

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