«Il sogno è rosa»

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Fabio Piscopiello

Melissano. Ha suscitato vibranti polemiche la prima edizione del Giro di Padania, gara ciclistica a tappe che si è corsa dal 6 al 10 settembre con partenza da Paesana (Cn) e arrivo finale a Montecchio Maggiore (Vi). Una delle due associazioni sportive organizzatrici era la “Monviso Venezia”, presieduta dal senatore della Lega Nord, Michelino Davico.

Nei cinque giorni di gara è successo il finimondo. La corsa è stata costellata dalle proteste – in alcuni casi veri e propri atti di violenza e vandalismo – di coloro che disconoscono la Padania come entità territoriale. Alcuni manifestanti esibivano sigle riconducibili ad entità politiche di sinistra.

L’atto di accusa verso gli organizzatori è l’aver “colorato” una manifestazione sportiva a scopo di mera propaganda politica. La protesta ha colpito soprattutto gli atleti, uno dei quali era il ciclista melissanese Fabio Piscopiello (foto): «Non ho mai visto nulla di simile – spiega il portacolori della “De Rosa Ceramica Flaminia – Ci hanno insultato, sputato, preso a schiaffi, urlandoci “bastardi”, “infami”, “venduti” ed hanno tentato di boicottare la corsa in tutti i modi, cospargendo l’asfalto d’olio, benzina, puntine da disegno o letame.

Alla fine, per fortuna, nessuno si è fatto del male»Un’esperienza traumatica, quindi, per l’atleta melissanese, che è riuscito a terminare la gara evitando danni fisici. Secondo Piscopiello, protestare contro i corridori è stato un errore: «Noi siamo professionisti pagati per fare il nostro lavoro e i manifestanti dovevano prendersela con gli organizzatori o con i politici o con chi ha autorizzato la corsa. Tra l’altro, quasi tutti gli iscritti erano stranieri o centro-meridionali».

Aspetto sportivo. La prima stagione di Fabio da professionista volge al termine.

Il bilancio è incoraggiante: «Ho fatto poche gare ma le ho terminate tutte, tra cui corse difficili come il Giro di Polonia o di Turchia. Sogno di partecipare al prossimo Giro d’Italia. Le speranze ci sono, vediamo come andrà a finire». Ed è anche il sogno di tutti gli sportivi melissanesi e salentini: veder vincere Piscopiello, magari in terra di Padania. Sempre che la Padania esista davvero.

MM

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