Ci eravamo tanto amati…

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Per separarsi si va in tribunale ma, a volte, ci si ritorna per le liti

Alliste. Un amore che finisce, una storia che si chiude, una coppia che scoppia. È sempre una lacerazione e una sconfitta per chi nel matrimonio aveva creduto e investito risorse affettive e materiali. Soprattutto quando in mezzo ci sono i figli.

Il livello di delusione per il fallimento di un’unione non è mai sullo stesso piano per i due protagonisti. C’è sempre uno che si sente più tradito, che non si rassegna,. E a questo punto o subentra la rassegnazione e la decisione di mantenere il rapporto sul piano civile, oppure, e gli esempi sono sempre più frequenti, le reazioni diventano aggressive e ossessive.

È successo così ad una coppia, lui di Alliste e lei di Racale, separati legalmente, lui che non si rassegna al distacco della moglie  e della figlia. L’amore di un tempo che diventa disprezzo manifestato in tanti modi: telefonate ossessive, sms, appostamenti, minacce di morte.

La donna già nel 2008 aveva denunciato ai carabinieri la situazione che stava riempendo la sua vita di ansia e paure.  Quindi la denuncia per stalcking e ora la notifica all’uomo, da parte dei carabinieri di Racale, del provvedimento di divieto di avvicinarsi all’ex moglie e alla figlia.

Del caso si è occupato il sostituto procuratore Paola Guglielmi. Già precedentemente l’uomo aveva perso la possibilità di incontrare la figlia minorenne in ambito familiare e, infatti, gli incontri avvenivano presso il consultorio familiare alla presenza di un’assistente sociale. Ora il divieto assoluto di avvicinarsi alla moglie e alla figlia.

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