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Monsignor  Angelo De DonatisCASARANO. Ha fatto, in poche ore, il giro del web, dei maggiori organi di informazione (anche internazionali)  e della città la notizia della nomina di monsignor Angelo De Donatis quale vicario di Papa Francesco per la diocesi di Roma. L’indubbia importanza dell’incarico ricevuto viene rinforzata dal fatto che sia stato lo stesso Bergoglio a scegliere l’alto prelato per un ruolo delicato e di estrema fiducia, dopo averne apprezzato le capacità umane e la preparazione di grande teologo già nel corso degli esercizi spirituali di Quaresima ad Ariccia, nel 2014. Fu poi sempre il Papa argentino a nominarlo vescovo nel settembre del 2015. Tanti i commenti e gli apprezzamenti a Casarano, città natale del presule, dove lo stesso De Donatis è solito fare spesso ritorno per salutare amici e familiari. «Esprimo a nome dell’intera comunità casaranese l’immensa gioia con la quale è stata accolta la notizia della nomina di “don Angelo”», afferma il sindaco Gianni Stefàno nel ricordare come “la notizia può essere annoverata sicuramente tra le più belle e importanti che la Sua città di Casarano abbia mai ricevuto. Lo stupore è grande – continua Stefàno – ma per noi casaranesi, per chi ha la fortuna di conoscere personalmente “don Angelo”, la notizia non è inaspettata». Da parte sua, monsignor De Donatis, nel suo saluto al Vicariato, ha subito  sottolineato che il suo servizio sarà quello di “annunciare la misericordia di Dio con la parola e la vita nonché di custodire e promuovere la comunione ecclesiale”, invocando “il dono di saper ascoltare in profondità sempre”. “Gioia e grandissimo entusiasmo” vengono espressi anche dal vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli, Fernando Filograna. “Con questa scelta il Pontefice onora anche la nostra diocesi e la città di casarano che hanno generato alla vita, alla fede e al Ministero ordinato il caro don Angelo. Comprendiamo – continua monsignor Filograna – la responsabilità e la gravosità di un tale impegno, per il bene della chiesa di Roma, a servizio diretto del Santo Padre e, come in passato, ribadiamo l’affetto e la preghiera per questo figlio del Salento, per tanti anni impegnato nella direzione spirituale dei preti romani e dei seminaristi, senza mai trascurare la terra che gli ha dato i natali”. Tutti ora attendono che “don Angelo” torni nel suo Salento, magari per stringersi con lui nella semplicità della preghiera sulla cripta del Crocefisso, sulla collina del Manfio, com’è solito fare nelle sue meditazioni estive.  

frantoio-macinaIN EVIDENZA. Con la loro azienda di famiglia, i fratelli Primiceri di Casarano hanno da tempo anticipato quella che ormai rischia di diventare una via obbligata. «Già da anni non facciamo più produzione conto terzi pur mantenendo il tratto distintivo dell’“artigianalità industriale” che da sempre ci caratterizza», afferma Rocco Primiceri, responsabile del settore trasformazione, che insieme a Fernando (commerciale) e Cosimo (produzione) ha rilanciato l’eredità raccolta dal padre Marco, riuscendo a fare della “Primoljo” una delle aziende leader nel settore a forte vocazione internazionale.

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CASARANO. Papa Francesco ha scelto monsignor Angelo De Donatis come suo vicario nella diocesi di Roma. La nomina a vescovo ausiliario di Roma del 63enne prelato di Casarano, ora elevato a dignità arcivescovile, è avvenuta questa mattina  ed ha trovato ufficialità nel bollettino ufficiale della sala stampa della Santa Sede. De Donatis succede al cardinale Agostino Vannini. Fu lo stesso Bergoglio ad ordinare vescovo “don Angelo” il 9 novembre del 2015 nella Basilica di San Giovanni in Laterano dopo averlo già scelto come predicatore degli esercizi spirituali per la Quaresima dell’anno precedente. Monsignor  De Donatis, finora vescovo titolare di Mottola e Ausiliare di Roma, è nato il 4 gennaio 1954 a Casarano, città alla quale è profondamente legato da vincoli di parentela e di consolidata amicizia e dove non manca di farvi spesso ritorno (spesso per gli esercizi spirituali estivi presso la cripta del Crocifisso). È stato ordinato sacerdote il 12 aprile 1980 nella chiesa di San Domenico, a Casarano. Dal 28 novembre 1983 è incardinato nella diocesi di Roma, dapprima come collaboratore nella parrocchia di San Saturnino per poi divenire  vicario parrocchiale, addetto alla Segreteria generale del Vicariato, archivista della Segreteria del Collegio Cardinalizio, direttore dell’Ufficio Clero del Vicariato di Roma, direttore spirituale al Pontificio seminario Romano maggiore e, dal 2003, parroco a San Marco evangelista al Campidoglio e assistente per la diocesi di Roma dell’Associazione nazionale familiari del Clero. Nel 1989 è stato ammesso all’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme con il grado di Cavaliere e dal 10 aprile 1990 è Cappellano di Sua Santità. Al termine  degli esercizi spirituali del 2014 nella casa del “Divin Maestro” ad Ariccia, Papa Francesco salutò e ringrazio don Angelo con queste parole: «Vorrei ringraziarla a nome proprio e di tutti noi per il suo aiuto in questi giorni ed il suo accompagnamento e il suo ascolto, lei è stato il seminatore e sa farlo. Le chiedo di continuare a pregare per questo sindacato di credenti, tutti siamo peccatori ma tutti abbiamo la voglia di seguire Gesù più da vicino».

IN EVIDENZA. «Bei tempi gli anni ’60 e ’70 quando i frantoi lavoravano giorno e notte, senza discontinuità, da inizio ottobre ad aprile inoltrato»: davanti al deprimente “spettacolo” odierno non si può non rifugiarsi nei periodi molto più faticosi ma anche gratificanti della olivicoltura salentina. Anche qui a Taviano, oggi tristemente con Gallipoli come “il cuore della zona rossa”, da dove sembra essere partita l’infezione che devesta tanta parte del Salento e oltre. A parlare è un anziano e storico frantoiano, con gli occhi lucidi e la voce rotta dall’emozione, Bruno Calzolaro (foto nel suo frantoio), frantoiano 79enne di Taviano che ancora oggi lavora nel frantoio ereditato dal padre Giambattista e messo su nel 1919, dopo il reimpatrio dalla carneficina della prima guerra mondiale.

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Ospedale Vito Fazzi di LecceLECCE. Nuova Rete assistenziale per i pazienti affetti dal Parkinson in provincia di Lecce. Lo annuncia la Asl Lecce “a coronamento di un percorso avviato circa dieci mesi fa” con il tavolo tecnico istituito presso l’assessorato alla Sanità della Regione Puglia. Vi hanno partecipato il dottor Giorgio Trianni, direttore dell’unità di neurologia del “Fazzi” di Lecce, ed il dottor Francesco Cacciatore, entrambi esperti nella diagnosi e cura dei disturbi del movimento. Ieri a Bari c’è stato l’ultimo passaggio tecnico che dovrà portare, con l’approvazione di una specifica delibera, alla nascita della rete regionale assistenziale e del Piano diagnostico terapeutico assistenziale per la malattia di Parkinson. L’obiettivo è quello di migliorare ed uniformare i livelli di assistenza nel territorio regionale, riducendo la mobilità dei pazienti. Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa cronica a forte impatto sul paziente e sulla sua famiglia: in Puglia si stimano circa 10mila pazienti dei quali circa 2mila nella provincia di Lecce. Si considera che almeno il 20% di questi ultimi non riceve una diagnosi corretta oppure fa ricorso a tecniche di riabilitazione scarsamente specifiche. Tre i livelli di intervento individuati all’interno della Rete assistenziale: dal medico di medicina generale, che formula l’iniziale ipotesi diagnostica, allo specialista neurologo che opera in “ambulatori dedicati” sino al Centro specializzato (Hub) costituito dalla Unità operativa complessa di neurologia del “Fazzi” di Lecce in grado di assicurare terapie innovative o di alta complessità. Centri di “primo livello” sono previsti nei Distretti sanitari di Lecce, Gagliano del Capo, Nardò e Casarano (anche Presidio ospedaliero). La Rete assistenziale utilizzerà tecnologie innovative come la Scheda informatizzata Parkinson (strumento essenziale di continuità della cura). A promuovere la “rete” è stato il Direttore generale della Asl Lecce Silvana Melli puntando ad “inevitabili e notevoli vantaggi per la Sanità pugliese: ottimizzazione delle risorse esistenti; de-ospedalizzazione dei pazienti con malattia cronica parkinsoniana, con abbattimento delle liste di attesa nei centri di riferimento; maggior facilità per i pazienti di ricevere assistenza specialistica in loco; accesso per il paziente domiciliarizzato a un’assistenza specialistica neurologica territoriale, prevenendone il senso di isolamento e la conseguente “sindrome dell’abbandono”.

 

Francesco FerraroIN EVIDENZA. Sempre più devastanti le conseguenze dell’attacco da Xylella nel territorio di Acquarica e Presicce. «Nel 2015 nel nostro frantoio abbiamo lavorato 50mila quintali di olive – dice Francesco Ferraro, agronomo e socio di un impianto all’avanguardia situato alla periferia del paese sulla strada per Torremozza – l’anno scorso sono arrivati solo 4 mila quintali di prodotto. Si sa che da noi le piante caricano ad anni alterni ma le previsioni per quest’anno sono di un calo di prodotto conferito dell’80 %. Come non bastasse poi ad aggravare ulteriormente la situazione c’è stata la nevicata di Natale che ha rappresentato il colpo di grazia». Situazione tanto disperata che l’anno scorso il frantoio cooperativo – per la prima volta dalla sua fondazione nei primi anni settanta – è rimasto chiuso.

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Da sinistra, Paolo De Castro e Raffaele Fitto

Da sinistra, Paolo De Castro e Raffaele Fitto

IN EVIDENZA. Un altro passo, forse quello decisivo, per aprire al reimpianto di alberi d’ulivo – resistenti o tolleranti alla Xylella – nelle aree colpite da questa pesta venuta da lontano. Ne hanno dato notizia martedì pomeriggio, 16 maggio, gli europarlamentari Paolo De Castro e Raffaele Fitto (foto). Questa la nota ufficiale: “La Commissione Ue permetterà nelle zone infette della Xylella il reimpianto delle due varietà di olivo, leccino e favolosa, risultate tolleranti al batterio”. I due parlamentari l’estate scorsa avevano presentato una interrogazione su questo decisivo terreno, come dimostrano le aspettative prioritarie di tutti gli operatori. «L’ufficialità – dichiarano De Castro e Fitto – arriverà il 19 giugno ma la decisione presa dal comitato fitosanitario, sostenuta da tutti gli Stati membri ad eccezione solo della Francia, permetterà di creare le condizioni per rilanciare le attività imprenditoriali degli olivicoltori.

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marco barba e khalidGALLIPOLI. Come uscire da una casa, una famiglia, un ambiente, contrassegnato da atti criminali messi in atto dal capo che ancora minorenne aveva già ammazzato? Se lo chiedeva da tempo la giovane figlia di Marco Barba, 44enne, indicato come elemento non secondario del clan della Scu locale, attualmente in carcere a Bari. Non si sa come ci è arrivata a trovare il coraggio e la determinazione necessari ma è certo che adesso sarà molto difficile fermare Rosalba Barba, 23 anni e un bimbo in arrivo. La svolta l’ha compiuto in una notte del gennaio scorso, tra il 13 e il 14, quando è andata dai carabinieri, da poco traslocati nella nuova caserma di via Gallipoli, per raccontare tutto quanto sapeva delle ultime ore di vita di Khalid Lagraidi, con qualche anno in più di lei e di nazionalità marocchina, amico della famiglia e suo in particolare.

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SIMU SALENTINI. Non si poteva non parlare di turisti, vacanze e soldi nel “Caffè in redazione” del 5 maggio a Gallipoli. Di andamento stagionale (in calo? Costante?), di attività clandestine (in nero, in tutto o in parte), di periodi da allungare e con quali richiami, delle vicende giudiziarie collegate al Parco Gondar e dei rischi per l’economia indotta dal parco dell’intrattenimento soprattutto in agosto. E del centro storico che chiude praticamente per lunghi mesi dall’autunno ad inizio primavera, nonostante le occasioni anche di carattere religioso (i riti della Passione).

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Vincenzo Zara, rettore dell’Università del Salento

Vincenzo Zara, rettore dell’Università del Salento

IN EVIDENZA. L’Italia un Paese di laureati? Non proprio, forse di aspiranti laureati che si fermano per strada ritenendo il percorso troppo lungo e poco remunerativo. Il titolo di “dott.” che viene elargito a piene mani diventa spesso un omaggio a un’aspirazione generalizzata. Un recente report statistico diffuso dall’agenzia europea Eurostat vede l’Italia al penultimo posto (l’ultima è la Romania) per numero di laureati tra i Paesi aderenti all’Unione europea. La percentuale, infatti, è ferma al 26,2%.

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studentiIN EVIDENZA. I percorsi scolastici non sempre e non per tutti gli studenti sono rettilinei: ci sono deviazioni, interruzioni, riprese, abbandoni a metà strada, tempi di arrivo diversificati. L’obbligo di istruzione, secondo la normativa italiana, riguarda la fascia di età compresa tra i 6 e 16 anni, cioè i cinque anni di scuola primaria, i tre anni di scuola secondaria di primo grado e il biennio delle scuole secondarie di secondo grado: in sostituzione di quest’ultimo si possono fare percorsi di istruzione e formazione professionale realizzati da strutture formative accreditate dalle Regione. Dopo i 16 anni c’è l’obbligo formativo (decreto legislativo 76/2005) che è definito come “diritto-dovere all’istruzione e alla formazione sino al conseguimento di una qualifica di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno di età”.

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frantoio-macinaIN EVIDENZA. Per molti la madre di tutte le priorità si chiama “cancellazione del divieto di reimpianto di ulivi”. Non più sostenibile, dicono, alla luce delle prime risultanze delle sperimentazioni scientifiche in atto, anche se non ancora definitive. Se le cultivar Leccino e Favolosa dimostrano buone capacità di resistenza all’attacco del batterio da quarantena, si cominci da queste a ricreare la foresta di ulivi che una volta imperlava il Salento, a partire dalla fascia jonica, la più duramente colpita. Se si cominciasse oggi, si potrebbe avere una prima produzione soddisfacente dopo 3-5 anni. «Innegabile che gli olivicoltori abbiano fretta ormai – dice Giovanni Melcarne, agronomo e presidente del consorzio dell’olio Dop del Capo di Leuca – reimpianti, innesti e poi un piano di salvataggio degli alberi monumentali. C’è chi sta impiantando leccini tra i secolari ma così si fa di nuovo un grave errore: si creano uliveti di difficile e costosa gestione, con costi fuori mercato e con le premesse dell’abbandono della coltivazione perché anti economica. Reimpianti fatti bene tecnicamente possono rimettere in moto l’economia di questo comparto. Tenendo presente che non tutti i terreni possono ospitare proficuamente queste varietà».

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giannelli parabitaIN EVIDENZA. Sono i Tecnici, i Professionali e gli istituti d’istruzione artistica quelli tradizionalmente più soggetti ad abbandono del corso di studi da parte dei ragazzi. Il dato viene confermato da indagini e studi. Ma ci sono programmi e interventi per l’inclusione ed antidispersione. Su questo fronte è impegnato, al pari di altre scuole, l’Enrico Giannelli” con sedi a Gallipoli, Parabita, Alezio e Casarano. La sfida che l’Iiss “ E. Giannelli” porta avanti è quella di aiutare ogni allievo a raggiungere il successo formativo “in modi e tempi propri” fino a costruire un progetto scolastico e di vita proprio, intrecciando inclusione scolastica con inclusione sociale. Azioni progettuali mirate sono rivolte alle fasce più deboli della platea scolastica per sottrarle alle devianze e alla disoccupazione precoce. I progetti in atto o in fase di completamento sono “Diritti a scuola”, “Aree a rischio” e “Aree a forte processo immigratorio”, “Progetto arcolbaleno”, “Tutti alla meta” e “New gener@tion”. Progetti diversi, con modalità e strategie differenti, ma con obiettivi comuni: “favorire il successo scolastico e formativo, far diminuire il fenomeno della dispersione scolastica intesa soprattutto come disagio socio- educativo; potenziare e accrescere i valori della convivenza civile; limitare le cause della disgregazione sociale; istituire buone pratiche di inclusione sociale”, si legge nelle relazioni di accompagnamento degli interventi.

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PRESICCE. Per alcuni bimbi è stata la prima notte trascorsa fuori casa. E sicuramente la ricorderanno a lungo per le emozioni provate e la magia vissuta. Dormire con i sacchi a pelo nelle stanze del palazzo Ducale, poi, non capita mai. Qualche genitore, invece, avrà dormito poco, in preda alla preoccupazione, trasformata poi in stupore nel vedere, la mattina successiva, la gioia negli occhi dei figli. “Letti a letto” è il format creato dal libraio di Sarzana (La Spezia), Sergio Guastini, che per promuovere la lettura nei più piccoli, gira tutta l’Italia per letture notturne. Arrivato con le sue valigie piene di libri, ha sistemato tutto sui tavoli mentre i bambini si preparavano nei loro sacchi a pelo. Dopo aver congedato i genitori con il rito del saluto, è iniziato il viaggio con la fantasia attraverso le storie e le vicende lette da Sergio.

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L’area degli ultimi esperimenti in piena “zona rossa”

L’area degli ultimi esperimenti in piena “zona rossa”

IN EVIDENZA. Verificare in maniera definitiva l’immunità della vite. Quella che può sembrare una stravaganza è invece uno dei principali segmenti in cui la ricerca sta producendo i maggiori sforzi nella battaglia per contenere l’attacco della Xylella fastidiosa, individuata per la prima volta in Europa proprio qui nel Salento dagli studiosi del Consiglio nazionale delle ricerche di Bari. Al momento, sono i due progetti finanziati con 14 milioni dall’Unione europea – Xfactors e Ponte” – a dispiegare un’azione a tutto campo, ovviamente con i tempi che la ricerca richiede tra intuizioni, verifiche, protocolli e conclusioni ufficiali. Regione, Università di Bari, Centro di ricerche Basile Caramia, col coordinamento del Cnr barese hanno raggiunto dei risultati “preliminari” già noti (due cultivar risultate resistenti al batterio che provoca il disseccamento rapido degli ulivi) “anche se non ci sono ancora – mettono le mani avanti i ricercatori – le osservazioni di lungo periodo e dati di comparazione”. «Ma gli elementi individuati sono incoraggianti», si lascia sfuggire il sempre prudente dottor Donato Boscia (Cnr Bari), in prima linea fin dagli inizi di questa drammatica scoperta. Gli aggiornamenti sulle attività in atto parlano di 300 cultivar (specie di ulivi) sotto osservazione in particolare nei campi di Parabita e Presicce-Acquarica del Capo.

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IN EVIDENZA. Da Roma a Bilbao, da Rimini alla Germania. Sono le esperienze di alcuni ex studenti salentini che quasi vent’anni fa scelsero l’Erasmus, il programma di mobilità studentesca nato nel 1987 per dare la possibilità agli universitari europei di effettuare in un ateneo straniero un periodo di studio legalmente riconosciuto nel proprio Paese. L’Erasmus oggi compie trent’anni. Emanuela Ingusci e Gianni Casaluce, entrambi di Nardò, raccontano la propria esperienza. «Era il 2000. Studiavo Psicologia a Roma e partii per la Spagna – ricorda Emanuela, oggi ricercatrice universitaria all’Università del Salento – ai tempi del cambio dalla peseta all’euro.

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Nel fotomontaggio l'unione "ideale" tra "Ferrari" e "Sacro Cuore" e, da sinistra in basso in senso orario, Claudio Casciaro, Attilio De Marco, Gianni Stefàno e Stefano Minerva

Nel fotomontaggio l’unione “ideale” tra “Ferrari” e “Sacro Cuore” e, da sinistra in basso in senso orario, Claudio Casciaro, Attilio De Marco, Gianni Stefàno e Stefano Minerva

CASARANO. Tutta “colpa” del nuovo “Vito Fazzi” col cantiere da 62 milioni che non parte. Ma anche del Dipartimento emergenza-urgenza e accettazione (Dea), in ritardo pure questo. Da qui parte il presidente Michele Emiliano per ritenere di poter rimettere mano al piano di riordino ospedaliero dato per definito, da ultimo, con una deliberazione della Giunta regionale del 14 marzo scorso, un mese fa, tra le strette maglie delle leggi di stabilità del governo datate 2015 e 2016. Rispondendo alle recenti sollecitazioni degli esponenti del Pd casaranese, Gabriele Caputo e Attilio De Marco, Emiliano prende in considerazione l’ipotesi di un polo ospedaliero unico “di primo livello” (secondo il piano ufficiale, lo era solo il “Sacro Cuore” di Gallipoli) con basi a Gallipoli e Casarano. Il presi- dente informa gli interlocutori che avrebbe incaricato il commissario straordinaria dell’Agenzia regionale per la sanità, Giancarlo Ruscitti, di preparare un progetto che pre- veda gli “ospedali riuniti” (come propose Piazzasalento nel giugno 2012, rilanciando l’idea dei medici Cgil di venti anni prima) Gallipoli- Casarano. A “Quotidiano” De Marco ha convintamente dichiarato di “essere arrivati a questo obiettivo grazie alla mediazione politica ed ai rapporti personali” e che, “tempo una settimana” ci sarà la proposta tecnica pronta per la Giunta regionale.

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Sebastiano Leo - assessore regionaleIN EVIDENZA. Sono otto anni che il progetto della Regione Puglia “Diritti a scuola” cerca di contrastare la dispersione scolastica e di ridurre le difficoltà nello studio di alcuni studenti che vivono particolari situazioni di svantaggio. Nato nel 2009 su iniziativa della Giunta Vendola, “Diritti a scuola” ha contribuito a colmare le lacune di ragazzi tra i 6 e i 16 anni in materie come italiano e matematica (obiettivo originario), ad aiutare quelli più fragili anche con sportelli di sostegno psicologico; contemporaneamente ha promosso il lavoro di tanti docenti e personale Ata. Quest’anno coinvolgerà in via sperimentale anche gli allievi delle scuole dell’infanzia “nella profonda convinzione che sia utile intervenire quanto prima nei confronti di quei giovanissimi che già manifestano il rischio di restare indietro”, come sottolinea l’assessore regionale all’istruzione Sebastiano Leo (foto). La qualità del progetto è stata riconosciuta dalla Commissione europea che ha assegnato alla Puglia il premio Regiostars Awards 2015. Come per la passata edizione, il finanziamento disponibile per il 2017 è pari a 30 milioni di euro.

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IN EVIDENZA. C’è chi il Salento non lo esplora in auto ma camminando, passo dopo passo, tra mare ed entroterra. Torna infatti come ogni anno il trekking di primavera tra parchi, coste e sentieri rurali, chiodo fisso di escursionisti locali e non. Totò Inguscio, da anni con Emanuela Rossi alla guida dello studio ambientale “Avanguardie” di Nardò, racconta le attività di questo periodo: «Ogni domenica organizziamo dei percorsi di trekking. Da giugno in poi dedicheremo una manifestazione a settimana nei Parchi di Gallipoli, Ugento e Portoselvaggio. Per quanto riguarda Portoselvaggio sono previsti anche bici-tour con degustazione finale di prodotti tipici locali. Tra l’altro – prosegue la guida ambientale escursionistica – sta per partire un nostro progetto finanziato dalla Regione, grazie al quale ci occuperemo di salute e benessere nel Parco di Portoselvaggio. Si terrà una serie di incontri a partire dalla prossima settimana (da sabato 22 aprile, ndr) così distribuiti: due ore il sabato e due la domenica, un’ora di “teoria” e attività fisica (tango, cucina, geologia, archeologia».

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SIMU SALENTINI. Un “Caffè in redazione” pieno di amici e conoscenti di provenienza diversa ma con tante cose da dire quello svolto a Taviano il 21 aprile, nella sede dell’associazione Vittorio Bachelet” in odore di festeggiamenti per il 25mo compleanno. A cominciare da chi è stato chiamato subito in causa per caso o per notorietà o per chiara curiosità: capire il senso di questi incontri e magari dire la propria. Il Salento eletto a patria adottiva dopo anni di palazzetti dello sport tra Casarano, Alessano, Squinzano, Presicce, ora Taviano: il “Caffè” è partito infatti da Andrea Battilotti e Marco Lotito, giallorossi della Pag Edilcentro Volley. Incuriositi anche loro dalla lunga galleria di manifesti e ritagli che testimoniano 25 anni di attività culturale e ricreativa ad ampio raggio a cura della “Bachelet”, i due atleti hanno parlato del bel presente al profumo di promozione ed anche del loro personale futuro prossimo (ne riferiamo sopra). Con il vicepresidente della società sportiva Donato Bruno, il passo è stato breve verso il tema che preoccupa chi fa sport competitivo ad un certo livello: gli impianti. Riferendosi alla precedente storica esperienza, Bruno ha ricordato che si andava a Lecce per giocare gli incontri di Coppa Italia della serie A. Facile prevedere che potrebbe riproporsi il problema della capienza del Palasport e delle altrettanto probabili deroghe da parte della federazione pallavolistica, non si sa fino a quando. Riprendere e rilanciare le strutture, magari riconvertire un impianto preparandolo per più discipline. Partendo da qui il pensiero è andato al campo sportivo e alla tristemente famosa pista di atletica. la cui storia (finora triste) è stata ripercorsa da Francesco Longo, ex Sindaco e tecnico comunale a Casarano. Nonchè responsabile dell’associazione regionale di categoria. «Riconvertendo vecchie strutture e rendendole multidisciplinari, realizzeremmo anche risparmio di suolo”, ha detto Bruno, che da imprenditore ha volto lo sguardo anche ad altre lacune strutturali, come centri per congressi, contenitori per concerti al coperto. Quindi il tema dei temi: come arrivare qui e come muoversi.

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Gabriele Papa Pagliardini

Gabriele Papa Pagliardini

IN EVIDENZA. Portale aperto per chiedere elettronicamente i contributi da parte degli olivicoltori colpiti dalle infezioni ed indenni nel corso del 2014 e fino al 30 giugno 2015. La Regione ha inteso così semplificare l’accesso ai fondi, pari a 12 milioni di euro per la mancata produzione. Alla base c’è il decreto ministeriale – il numero 21 del 2015 – con cui veniva riconosciuto il carattere di eccezionalità dell’evento collegato al flagello del batterio da quarantena, e il Fondo di solidarietà nazionale. La Coldiretti ha salutato con favore queste iniziative ed ha invitato le aziende interessate, calcolate in circa 1.500 tra Lecce, Brindisi e Taranto, ad attivarsi entro i termini fissati per avviare le procedure informatiche. È possibile attingere ad altri aiuti. L’Agea, l’agenzia nazionale a sostegno dell’agricoltura Gabriele Papa Pagliardini (foto), ha proceduto a liquidare premi per gli olivicoltori destinati a 670 aziende; con un ulteriore decreto dovrebbero essere distribuite risorse a 25mila aziende del settore per un importo di 30 milioni di euro.

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XylellaIN EVIDENZA. È tornata a circolare con insistenza in questi giorni la copia della deliberazione della Giunta regionale n. 1999 del 13 dicembre 2016 dal titolo “Misure fitosanitarie per contrastare la diffusione della Xylella fastidiosa sul territorio regionale” che modifica un precedente atto. Sul sito della Regione Puglia la delibera è diventata in questi giorni un vero e proprio appello ai contadini. La sua ricomparsa non è casuale: quel vademecum sulle buone pratiche è finalizzato a bloccare il più possibile il vettore (la sputacchina) che diffonde il morbo micidiale. È infatti noto anche ai non olivicoltori ormai, che l’insetto attualmente è ancora allo stato di larva a livello del suolo agricolo (in erbe spontanee) ma che con i primi caldi sale sulla chioma degli ulivi e diventa incontrollabile. Per cui questo periodo è fondamentale per tentare di ridurre i contagi che intanto segnalano casi nuovi, da ultimo, anche a Carovigno (Brindisi). «A poco meno di due settimane dalla comparsa dei primi adulti della sputacchina le misure di contenimento languono (in particolare le lavorazioni meccaniche superficiali di terreni ed altre aree private e pubbliche nelle zone demarcate) – si legge sul sito infoxylella.it – e l’informazione sulla loro importanza, obbligatorietà ed urgenza stenta a decollare. Un ritardo o un’applicazione solo parziale e limitata di tali misure di salvaguardia, in presenza di nuovi focolai sul fronte di avanzamento del batterio e della malattia, significherà un ulteriore avanzamento dell’epidemia di parecchi chilometri, la distruzione di altri paesaggi agrari, l’amplificazione di un danno economico e sociale già di enorme portata».

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nardoNARDÒ. Lo sguardo della comunità neretina, nelle settimane precedenti la Pasqua e oltre, è rivolto ai più bisognosi. Ed è all’insegna della beneficenza, come quella della Fondazione Ant che proseguirà con la sua campagna nazionale “Le uova della solidarietà” a sostegno dell’assistenza medica domiciliare gratuita ai malati di tumore e della prevenzione oncologica. Il punto di aggregazione e di ascolto dei volontari accoglie quotidianamente le proposte pasquali in corso Vittorio Emanuele II. Accoglienza, perdono, ascolto, offerta e condivisione sono invece i concetti chiave che hanno caratterizzato le settimane di Quaresima del gruppo scout Nardò 2 “S. Maria degli Angeli” di don Giuseppe Raho. Il percorso di avvicinamento alla Pasqua si concluderà sabato 8 aprile: i “lupetti” visiteranno il Museo della Memoria di Santa Maria al Bagno per rivivere la cena ebraica e scoprire il significato del triduo pasquale; gli esploratori parteciperanno alla Via Crucis dei giovani (aperta a tutti) presso la Croce dell’Alto. La “Juventus Nardò Bianconera”, in collaborazione con l’associazione di volontariato “Il giardino dei bimbi” di Leverano, si è attivata nel progetto “Diamo una casa a chi non ce l’ha”: l’intero ricavato della vendita delle uova sarà devoluto per la costruzione di una abitazione destinata ad accogliere i bambini orfani ed abbandonati di Kolwezi, nella Repubblica democratica del Congo.

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Probabilmente non arriveranno tutti quelli che hanno cliccato su uno dei siti più famosi in tema di viaggi e vacanze. Ma il dato resta:...