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Maglie – Si chiama Aurora Maggiulli e frequenta la IV H del Liceo scientifico  Leonardo da Vinci di  Maglie  uno dei 15 studenti pugliesi premiati nel contesto della terza edizione del Premio Asimov per l’editoria scientifica divulgativa, attribuito quest’anno ex aequo ai libri “La tempesta in un bicchiere: Fisica della vita quotidiana” di Helen Czerski e “Le due teste del tiranno. Metodi matematici per la libertà” di Marco Malvaldi. Nell’iniziativa sono stati coinvolti 2300 studenti provenienti da 68 istituti superiori delle sette regioni che hanno dato la loro adesione: Abruzzo, Marche, Puglia, Umbria, Sardegna, Calabria e Sicilia. I ragazzi sono stati interessati sia come giurati, chiamati a scegliere l’opera di divulgazione scientifica pubblicata nei due anni precedenti, sia come autori di una recensione dei  cinque testi in concorso: Helen Czerski, “ La tempesta in un bicchiere: Fisica della vita quotidiana”; Alessandro Della Corte, Lucio Russo, “La Bottega dello Scienziato”; Pietro Greco, “Fisica per la pace. Tra scienza e impegno civile”; Marco Malvaldi,  “Le due teste del tiranno. Metodi matematici per la libertà”; Carlo Rovelli, “L’ordine del tempo”. Il liceo scientifico magliese ha partecipato per la prima volta con 30 ragazzi, tra cui dieci sono stati selezionati, per la qualità delle loro recensioni, da una commissione interna alla scuola. Aurora Maggiulli di Muro Leccese (seconda da destra nella prima fila), nella cerimonia di premiazione (15 ragazzi per regione), avvenuta nei giorni scorsi per la Puglia a Lecce, si è segnalata per la recensione del libro di Carlo Rovelli “L’ordine del tempo”. Il premio, per Aurora, consiste in una visita presso i laboratori del Gran Sasso che si svolgerà nell’ottobre 2018.

Il Premio Asimov per l’editoria scientifica divulgativa fu istituito tre anni fa dal Gran Sasso Science Institute (Gssi) dell’Aquila, per avvicinare le giovani generazioni alla scienza attraverso la lettura critica di opere di divulgazione scientifica. L’odierna edizione è promossa e organizzata, oltre che dal Gran Sasso Science Istitute, dalle Sezioni di Cagliari, Lecce e Perugia dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), dai Dipartimenti di Matematica e Fisica ′′E. De Giorgi′′ dell’Unisalento, dell’Università di Catania e della Calabria, dalla Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Camerino.

Per le scuole e per i ragazzi che vi hanno partecipato si è trattato di una esperienza ampiamente positiva, come sottolinea la docente referente Fortunata Maria Briscuso: “Ritengo che la partecipazione del mio liceo al Premio Asimov rappresenti per i ragazzi un’ulteriore opportunità di formazione scientifica, un arricchimento personale e uno straordinario stimolo alla lettura di opere importanti che, dovendo essere recensite, accrescono in loro il senso critico e la capacità di valutare consapevolmente le scelte future”.

 

 

Alessano – Quella parola rassicurante che forse qualcuno si aspettava, non è venuta, non almeno in senso esplicito. Chi conosce le segrete cose della Chiesa non se ne meraviglia: è la Congregazione delle cause dei santi a fare la segnalazione al Papa, al quale spetta poi il decreto. Ma alla gran parte dei 15mila convenuti fin da prima dell’alba nel piazzale del cimitero poco importa: c’è fa giurarci che don Tonino Bello rimarrà don Tonino Bello anche quando l’auspicata elevazione a Beato dovesse ufficialmente arrivare. Gli interventi ufficiali del vescovo di Ugento – S. Maria di Leuca, Vito Angiuli, per oltre dieci anni accanto al salentino vescovo di Molfetta, e del Pontefice venuto dall’Argentina si sono intrecciati su ben altri terreni, quelli che il profeta “che ha legato cielo e terra”, teneva più a cuore e praticava giorno per giorno. Agli espliciti auspici del presule di Finis terrae Francesco ha risposto con un sorriso e con tanti accenti convergenti sui poveri e la Chiesa del grembiule, sulla pace e la lotta a qualsiasi tipo di guerra, sui migranti e la dignità calpestata.

Ammalati, migranti, giovani in primo piano fin da subito con mons. Angiuli Gli ammalati, i migranti, i giovani hanno trovato posto fin nell’incipit dell’intervento di mons. Angiuli, insieme “ai confratelli Vescovi, alle Autorità religiose istituzionali civili e militari, ai familiari di don Tonino Bello. a tutta la gente del Salento”. Insieme alla “grande gioia” la consapevolezza di “vivere oggi un giorno memorabile: l’incontro con Lei lascerà un segno indelebile nella nostra storia e rimarrà sempre vivo nella memoria del popolo salentino”. “La ringraziamo, Padre Santo, per questo Suo gesto di squisita paternità nei riguardi del Servo di Dio, Mons. Antonio Bello, nel XXV anniversario del suo dies natalis. La sosta orante presso la sua tomba – ha rimarcato il vescovo di Ugento – è espressione di sincera ammirazione per l’esempio di vita evangelica che egli ha offerto, ma è anche un invito, rivolto a tutti noi, a seguire i suoi insegnamenti”. Mons. Angiuli ha ricordato davanti ad una folla attenta e a tratti rapita dall’importanza dell’evento “la più bella testimonianza su don Tonino offerta da lui stesso: “Volevo diventare santo – scriveva il parroco di Tricase parlando della sua “evocazione” – cullavo l’idea di passare l’esistenza tra i poveri in terre lontane, aiutando la gente a vivere meglio, annunciando il Vangelo senza sconti, e testimoniando coraggiosamente il Signore Risorto». “Siamo persuasi che questa sua aspirazione – ha ripreso il vescovo – si è pienamente realizzata ed è diventata per noi uno stimolo a incamminarci sulla via della santità; quella via che Lei ci ha invitato a percorrere con la Sua recente Esortazione Apostolica Gaudete et Exsultate. Il Cardinale Carlo Maria Martini, che ha conosciuto personalmente don Tonino, ha scritto che in lui brillava «la centralità assoluta del mistero di Gesù crocifisso e risorto». Anche Mons. Angelo Magagnoli, Rettore del seminario dell’Onarmo di Bologna, era convinto che don Tonino era stato «uno strumento docile per scuotere dal torpore tanti cristiani». E aggiungeva: «Non mi meraviglierei se domani la Chiesa lo dichiarasse santo»3. Non ce ne meravigliamo nemmeno noi. Anzi lo auspichiamo ardentemente”.

La lettera di due ragazzi al vescovo “C’è una forte unione tra loro due” Una testimonianza particolare ha poi raccontato il pastore, riguardante due ragazzi, due ministranti: “Mi hanno inviato una tenerissima lettera nella quale hanno scritto queste parole: «La visita del Papa sulla tomba di don Tonino è segno di forte unione tra loro due. L’episcopato di don Tonino e il pontificato di Papa Francesco hanno in comune la semplicità bella dell’umiltà. Speriamo di vedere presto don Tonino Beato! Don Tonino è vivo esempio per i nostri pastori. È stato per tutti, don Tonino, prima che Vescovo, papà del suo popolo, mostrando una forte paternità». Conferma autorevolmente questo comune sentire mons. Angiuli: “Santità, nelle Sue esortazioni all’amore verso i poveri, all’impegno per la pace, all’accoglienza dei migranti, ci sembra di riascoltare l’eco delle parole che più volte ci ha rivolto il nostro amato don Tonino. Nei Suoi gesti, ci pare di intravedere gli esempi di vita che don Tonino ci ha lasciato. Troppo evidente ci sembra la somiglianza. Ogni volta che Lei appare alla finestra del Palazzo Apostolico, a noi viene in mente il titolo di un libro di don Tonino: Alla finestra la speranza. Sì, Padre Santo, le Sue parole, come quelle di don Tonino, ci aiutano a non farci rubare la speranza”. E allesperanze ha messo le ali “la Sua presenza, oggi qui”.

Papa Francesco: “Da pellegrino su di una tomba tutta piantata per terra” “Sono giunto pellegrino in questa terra che ha dato i natali al Servo di Dio Tonino Bello. Ho appena pregato sulla sua tomba, che non si innalza monumentale verso l’alto, ma è tutta piantata nella terra: Don Tonino, seminato nella sua terra – lui, come un seme seminato –, sembra volerci dire quanto ha amato questo territorio. Su questo vorrei riflettere, evocando anzitutto alcune sue parole di gratitudine: «Grazie, terra mia, piccola e povera, che mi hai fatto nascere povero come te ma che, proprio per questo, mi hai dato la ricchezza incomparabile di capire i poveri e di potermi oggi disporre a servirli. Capire i poveri era per lui vera ricchezza, era anche capire la sua mamma, capire i poveri era la sua ricchezza. Aveva ragione, perché i poveri sono realmente ricchezza della Chiesa. Ricordacelo ancora, don Tonino, di fronte alla tentazione ricorrente di accodarci dietro ai potenti di turno, di ricercare privilegi, di adagiarci in una vita comoda”: Papa Francesco ha cominciato così la narrazione di don Tonino “un nome semplice e familiare che ci parla ancora”. “Non lo disturbavano le richieste, lo feriva l’indifferenza. Non temeva la mancanza di denaro, ma si preoccupava per l’incertezza del lavoro, problema oggi ancora tanto attuale. Non perdeva occasione per affermare che al primo posto sta il lavoratore con la sua dignità, non il profitto con la sua avidità. Non stava con le mani in mano: agiva localmente per seminare pace globalmente, nella convinzione che il miglior modo per prevenire la violenza e ogni genere di guerre è prendersi cura dei bisognosi e promuovere la giustizia”, ha rilevato il Vescovo di Roma, interrotto spesso dagli applausi. E questa terra è terra di pace, ne ha la vocazione, “arca di pace” anzi, che non diventi mai “arco di guerra”, per citare l’amato figlio di Alessano. Questo suo rifiutare titoli ed onori “racconta il suo desiderio di farsi piccolo per essere vicino, di accorciare le distanze, di offrire una mano tesa. Invita all’apertura semplice e genuina del Vangelo. Don Tonino l’ha tanto raccomandata, lasciandola in eredità ai suoi sacerdoti. Diceva: «Amiamo il mondo. Vogliamogli bene. Prendiamolo sotto braccio. Usiamogli misericordia. Non opponiamogli sempre di fronte i rigori della legge se non li abbiamo temperati prima con dosi di tenerezza».

“Che sia sempre di più una Chiesa contemplattiva” “Da questa sua amata terra – ha continuato il Capo spirituale della Chiesa cattolica – che cosa don Tonino ci potrebbe ancora dire? Questo credente con i piedi per terra e gli occhi al Cielo, e soprattutto con un cuore che collegava Cielo e terra, ha coniato, tra le tante, una parola originale, che tramanda a ciascuno di noi una grande missione. Gli piaceva dire che noi cristiani «dobbiamo essere dei contempl-attivi, con due t, cioè della gente che parte dalla contemplazione e poi lascia sfociare il suo dinamismo, il suo impegno nell’azione», della gente che non separa mai preghiera e azione. Caro don Tonino, ci hai messo in guardia dall’immergerci nel vortice delle faccende senza piantarci davanti al tabernacolo, per non illuderci di lavorare invano per il Regno. E noi ci potremmo chiedere se partiamo dal tabernacolo o da noi stessi. Potresti domandarci anche se, una volta partiti, camminiamo; se, come Maria, Donna del cammino, ci alziamo per raggiungere e servire l’uomo, ogni uomo. Se ce lo chiedessi, dovremmo provare vergogna per i nostri immobilismi e per le nostre continue giustificazioni. Ridestaci allora alla nostra alta vocazione; aiutaci ad essere sempre più una Chiesa contemplattiva, innamorata di Dio e appassionata dell’uomo”.

Alliste – Con i 32.230 euro raccolti con le Uova pasquali a firma dell’associazione di genitori con bimbi malati di tumore “Per un sorriso in più”, la Band di Babbo Natale ha raggiunto e superato i 200mila euro in sette anni di attività, di promozione, di “spina nel fianco nel fianco di chi è soddisfatto”, per dirla con un’espressione di don Tonino Bello. La battaglia certo non è vinta; la malattia si presenta sotto tante forme, per ciascuna di esse bisogna trovare il giusto antidoto e non è affatto facile: lo hanno detto a più riprese i medici del reparto di Oncologia pediatrica del “Vito Fazzi” di Lecce, guidato da Assunta “Titti” Tornesello di Alezio e da pochissimo finalmente con un organico quasi al completo.. C’è ancora molto da fare, dunque, come sanno bene quelli della Band, riuniti ieri pomeriggio nell’auditorium della Media di Alliste per programmare il futuro ed indicare i massimi responsabili. Nuovi. E questa è la novità: il cambiamento prevede il passaggio di mano dall’ideatore e fondatore Giorgio Adamo, ad un nuovo presidente. Gli iscritti – che ieri hanno raccolto le candidature anche per il direttivo – voteranno sabato e domenica prossimi nella sede di Alliste. Per quella importante postazione due le candidature: una riguarda il vicepresidente vicario Antonio Cimino di Racale, proposto dallo stesso Adamo; l’altra candidata è Samantha Alfarano di Melissano. Dopo tre anni, passa la mano anche il presidente onorario Fernando D’Aprile direttore di Piazzasalento. Al suo posto è stato eletto Gianpiero Pisanello di Tuglie (nella foto).

Adamo passa la mano; resta con un ruolo di garanzia Il presidente Adamo si è presentato dimissionario ma resta a dare quanto sarà necessario perché il sodalizio – diventato in questi anni “il più importante della provincia per gli aiuti forniti al reparto” – possa continuare a crescere ed a sensibilizzare le comunità salentine. Sembrano lontani, visti da qui i giorni del 2011 quando un gruppetto di ragazzi dell’Azione cattolica cominciano a nutrire questo sogno: la prima sfilata porta in cassa appena 750. L’associazione diventa legalmente riconosciuta; si comincia a dare una struttura; soprattutto crede che si possa fare. E infatti si fa: dalle prime cinque piazze, originarie e ancora oggi punti di forza, cioè Alliste, Racale, Taviano, Melissano, Ugento, la Sfilata della solidarietà arriverà a coinvolgere paesi anche lontani come Monteroni, Sternatia, Maglie, Specchia. Il credito cresce, il tour prenatalizio diventa sempre più lungo, il conto delle donazioni pure, alimentato da un carburante speciale: si chiama fiducia e Giorgio e i suoi ne fanno una carta di credito inossidabile e inesauribile. Il rendiconto dei soldi maneggiati è maniacale quasi, fino al centesimo, e sempre in pubblico; ricevute e versamenti fanno il giro del web, tramite l’utilizzo dei social network oltre che delle fonti d’informazione come Piazzasalento; le lotterie benefiche passano prima dalla Guardia di finanza e poi si comincia la distribuzione dei blocchetti.

“Se ho svolto bene il mio compito è grazie a tutte queste persone” L’affetto e la stima verso questo giovane leader si è manifestato anche ieri, quando per il collegio dei garanti ha ottenuto 63 voti su 65 schede. Emozionato ed emozionante il suo intervento da presidente dimissionario (l’assemblea è stata presieduta per questo da Anna Toma, iscritta di Racale). “Ho ricevuto in queste ore messaggi di incredulità sul passaggio di consegne (per statuto, Adamo avrebbe potuto svolgere altri due mandati biennali, ndr); a tutti ho risposto che la Band è un progetto comune, di tutti non di una persona, anche se a quella persona l’entrate in quel reparto ha cambiato la vita”. E poi nomi su nomi: non ha voluto dimenticare proprio nessuno, a cominciare da Antonella e Carla che dall’Azione cattolica allistina lo spronarono ad andare avanti e dal suo “padre spirituale” don Massimo D’Aquino. “Particolare il ricordo della compianta Maria Antonietta Caggiula di Taviano, “maestra di danza e di vita”, a cui era particolarmente legato; d’ammirazione quello per la dottoressa Tornesello; affettuoso quello per Federica Parata, una adolescente di Taviano che hanno visto rifiorire alla vita nel “loro” reparto. Non ha resistito il neo ex presidente a replicare ad insinuazioni e qualche illazione maligna: “Fate funzionare le vostre associazioni con lo stesso metodo nostro, tutto alla luce del sole, tutto con trasparenza – ha ribattuto – e poi ne parliamo… Comunque,se ho svolto bene il mio compito è stato grazie a tutte queste persone”.

Con lui, è stato eletto nel collegio di garanzia anche il presidente onorario uscente, Fernando D’Aprile. Per lui e per l’informazione che fornisce il suo giornale parole di apprezzamento e fiducia: “Ringraziamo Fernando D’aprile, ex Presidente onorario, per aver svolto il suo ruolo con carisma e impegno per tutto il nostro operato”, ha detto la portavoce della Band, Emanuela Minutello di Taviano, che ha aggiunto”C’è però ancora molta strada da fare insieme!”. Adamo ne ha ricordato, tra l’altro, la costante collaborazione, la disponibilità e “i consigli come ad un figlio”. Terzo componente del collegio Massimo Coppola di Taviano; supplenti Mino Sgaramella di Ugento e Giovani Compagnone di Racale. Ancora pochi giorni, per eleggere il gruppo dirigente, e si riparte: il tour aspetta, insieme alle decine e decine di associazioni coinvolte. 

Nociglia – Si chiama “Rural Revolution” il progetto presentato dai Comuni dell’Unione delle Terre di Mezzo (Botrugno, Giuggianello, Nociglia, Sanarica, San Cassiano, Supersano, Surano) che con un attimo quinto posto su 83 concorrenti della graduatoria regionale ed un  primo posto tra le aggregazioni di piccoli Comuni con abitanti compresi tra i 15mila e i 30mila, ha ottenuto un finanziamento di 3 milioni di euro. La fonte è il bando regionale sulla Rigenerazione urbana, destinato alle aree con particolari condizioni di marginalità sociale ed economica, finalizzato a favorire i processi di contrasto alla povertà e di inclusione sociale delle fasce disagiate della popolazione residente. In questo caso le risorse in arrivo sono un importante traguardo per i paesi del Parco Paduli, per un lavoro iniziato 15 anni fa, e che ancora una volta, ha dato ragione a chi da tempo ha deciso di agire come territorio e non come singole entità: «Quando si lavora in sinergia – commenta infatti il Sindaco di Nociglia e presidente di turno dell’Unione, Massimo Martella (foto) – i risultati arrivano. Il recupero dei nostri beni è fondamentale per dare ancora più lustro alle nostre comunità.»

Un lavoro durato 15 anni. Protagonisti di questo complesso e lungo lavoro sono stati cittadini, associazioni, consorzi del Piano sociale di zona, dipartimenti universitari, Arca-Sud e imprese che, insieme alle amministrazioni comunali “hanno condiviso una strategia capace di coniugare il carattere rurale di questi piccoli centri con un’idea di smart-land, ossia un sistema di servizi intelligente, in grado di migliorare la qualità della vita nei centri urbani, renderli più sostenibili e ecologici, recuperare gli edifici dismessi per potenziare e innovare l’offerta e la qualità dei servizi per i cittadini ed essere più vicini alle esigenze delle fasce di popolazione più disagiate e marginali”, come si sottolinea in un comunicato. Nello specifico questi i progetti da realizzare.

I progetti approvati paese per paese.Nociglia, Comune capofila, mediante il recupero di un edificio dismesso di proprietà pubblica, sarà realizzato un frantoio di comunità, uno spazio destinato agli abitanti – contadini e consumatori del Parco, ma anche una scuola di “social rural innovation”, luogo del confronto e della divulgazione di pratiche agricole sostenibili. Grazie all’accordo di partenariato con l’Ambito sociale di Poggiardo, saranno coinvolti i cittadini titolari di reddito di dignità. A Botrugno la riqualificazione e pedonalizzazione degli spazi di connessione tra la chiesa Madre e la “Congrega” completerà il processo di pedonalizzazione di una parte della rete viaria del centro urbano realizzando un percorso in sicurezza che collegherà vari servizi di natura sociale (asilo d’infanzia, casa di riposo, futuro centro diurno per persone affette da Alzheimer e il centro culturale previsto nel palazzo marchesale Ignazio Guarini). L’intervento di riqualificazione consentirebbe di mettere in sicurezza la mobilità veicolare e ciclopedonale oltre a recuperare l’utilizzo parziale di alcuni edifici che saranno acquisiti dal Comune come sede dei servizi sociali da adibire a case-parcheggio. A Giuggianello la “Foresteria dei Bambini” sarà uno spazio di accoglienza di gruppi di scolari, insieme ai loro accompagnatori, in visita al Parco dei Paduli. La foresteria, oltre ad aprire a nuove prospettive occupazionali, diventa l’occasione per il potenziamento del “servizio integrato per gli affidi e le adozioni”: infatti ospiterà una scuola di Genitorialità, con finalità di sostegno alle famiglie e contrasto della caduta demografica. A Sanarica la riqualificazione di edifici di proprietà comunale, oggi dismessi consentirà la realizzazione della “Casa del Pellegrino” una struttura a vocazione sociale-religiosa, che ospiterà i fedeli che si recano ogni anno in pellegrinaggio, al Santuario della Madonna delle Grazie. In parte dell’edificio troverà spazio la sede dei servizi sociali e casa parcheggio. A San Cassiano sarà realizzata una piazza di comunità: attraverso un laboratorio di cohousing, a cui prederanno parte gli abitanti delle case ex-iacp e Arca Sud Salento, saranno rigenerati edifici e spazi pubblici, avviando la sperimentazione del primo modello di autogestione e manutenzione ordinaria degli spazi e dei fabbricati collettivi in cambio di una calmierazione del costo dell’affitto. A Supersano la “Casa degli animali terapeutici” sarà un parco ha vocazione multifunzionale, poiché è destinata non soltanto alla prevenzione del randagismo e alla tutela delle condizioni psico-fisiche degli animali, ma anche all’organizzazione e promozione dell’adozione dei cani, all’offerta di servizi di dog-sitting, all’organizzazione di attività educative e ricreative per bambini e ragazzi di età scolare. In particolare la struttura sarà destinata in accordo con il Consorzio per la realizzazione del sistema integrato di welfare dell’ambito di Poggiardo e Casarano, al servizio di pet-therapy. A Surano sarà realizzata la Casa della Comunità. Si tratta di recupero e ristrutturazione di un edificio di proprietà comunale e la sua trasformazione in complesso destinato a sede di un poliambulatorio sociale, dei servizi assistenziali domiciliari, dell’anagrafe cittadina, del comando di Polizia municipale. Si tratta di un progetto pilota di integrazione di servizi della comunità.

 

Gallipoli – L’ultimo triennio 2015-’16-’17 ha registrato per il porto di Gallipoli un calo costante dei movimenti per operazioni commerciali. Si tratta di un dato opposto a quello che invece proprio fino agli inizi del 2015 aveva segnato un rifiorire delle attività. Le navi che si alternano sul molo foraneo caricano in prevalenza cemento proveniente dalla ditta Colacem di Galatina, come confermano dagli uffici della Capitaneria; questa attività è però legata ai periodi di benessere e ricostruzione di paesi e città del Mediterraneo feriti dalla guerra. Dalle 62 navi nell’anno 2015 si è passati dunque alle 30 nel 2016 e alle 13 soltanto nel corso del 2017. Il 2018 sembra registrare un lieve aumento considerato che nel primo bimestre sono transitate otto navi per un carico totale di cemento alla rinfusa di 41.790 tonnellate. Un traffico monotematico dunque, al quale sporadicamente nel 2015 si è aggiunto quello dei tubi di grande portata destinati alle condotte dell’Acquedotto pugliese.

Commerci sempre più esigui, ma intanto ci vivono circa 50 famiglie Questi numeri, secondo alcuni, non giustificano il mantenimento della natura commerciale dello scalo gallipolino ma occorre anche evidenziare che “ci sono almeno una cinquantina di famiglie che vivono grazie a questi se pur esigui commerci”, come fanno notare in Capitaneria e negli uffici doganali. Se si volesse comunque pensare a riconvertire totalmente il bacino portuale, occorrerebbero dei lavori di adeguamento di notevole importanza: una nave da crociera di linea di medie dimensioni, ad esempio, occupa l’intero braccio e richiede uno spazio di manovra ora insufficiente; soprattutto si dovrebbe dotare l’intera area di infrastrutture, servizi e una rete di collegamenti ad oggi inesistenti.

Minerva: “Affiancare al traffico commerciale quello crocieristico” Alla navigazione per operazioni commerciali tuttavia negli ultimi anni si è accostato un esiguo turismo croceristico con quattro scali nei mesi estivi del 2015 e 2016 di piccole navi da crociera; nessuno scalo invece nel 2017. “Per quest’anno – afferma il Sindaco – ci sono già cinque navi da crociera che sicuramente faranno scalo a Gallipoli”. Una notizia confermata dall’agenzia marittima De Luca e dalla Capitaneria; il numero potrebbe anche aumentare. Non si tratta però di crociere di linea, precisano dall’agenzia, ma di navi private che possono trasportare da 150 a circa 400 passeggeri , come la già nota “Seabourn Spirit”, che seguono itinerari studiati ad hoc dai tour operator specializzati per soddisfare un determinato target di lusso che sceglie i porti di interesse. Sono per lo più turisti americani e nord europei. Parallelamente a questo inoltre l’Amministrazione comunale sta lavorando per cercare di chiudere una intesa con alcune grandi compagnie con navi di media grandezza per entrare nel circuito delle crociere di linea. “Una riconversione totale del porto non è semplice – dice ancora Minerva – anche perché c’è una larga fascia di cittadinanza sfavorevole. Bisogna trovare delle soluzioni intermedie per incrementare sia il traffico commerciale che quello turistico e far coesistere entrambe le funzioni”.

Presicce – La scomparsa di Stephen Hawking, noto scienziato di levatura mondiale; l’autore di libri “di scienza” di grandissima divulgazione e diffusione; quella scommessa su una disputa scientifica con in palio l’abbonamento a “Penthouse”; il ruolo di questo “mito” nella fantasia di un 13enne di Presicce – Cesario Lia, 47enne, nato a Tricase, in questi giorni in Vietnam, laureato con lode in Astronomia all’Università di Padova, dottorato di ricerca in Astrofisica svolto presso la Sissa di Trieste. Attualmente è dirigente dei settori ricerca e sviluppo di una azienda del nord Est. E’ spesso in giro per il mondo. “Piazzasalento” nell’occasione pubblica la testimonianza del professore Lia “(nella foto durante una lezione di astrofisica per ragazzi).   

“È morto Stephen Hawking, è stata una sorpresa, devo ammettere che non me lo aspettavo. Avrei dovuto farlo, viste le sue condizioni di salute e la sua età, ma vedete io, come molti di voi, ho conosciuto Hawking leggendo i suoi libri, “Dal Big Bang ai buchi neri” per primo, da piccolo.
Io da grande volevo fare lo scienziato e lui per me è divenuto presto uno di quegli eroi mitologici fuori dal tempo e dallo spazio: come tutti gli eroi mitologici non può morire.
Hawking è stato Titolare della cattedra lucasiana di matematica all’Università di Cambridge, che fu prima di lui di Newton e di Dirac, ma non voglio scrivere nulla della sua storia: uno sguardo a wikipedia potrebbe dirvi della sua vita molto di più e meglio di quanto potrei fare io. Io mi limito a parlare di ciò che è stato per un bambino della provincia di Lecce che da grande voleva fare lo scienziato.
Ricordo in particolare una sua scommessa fatta con l’amico e collega Roger Penrose, altro mito della mia infanzia, in merito ad una disputa scientifica: avevano scommesso un abbonamento annuale alla rivista Penthouse. Vivendo in provincia ed avendo meno di 14 anni, io non avevo idea di cosa si trattasse… doveva essere qualcosa per scienziati. Qualche anno dopo, ricordo ancora con incredulità, il momento in cui scoprì nell’edicola della stazione di Lecce che si trattava di una rivista erotica.
Questo episodio mi ha insegnato molto di più dei mie successivi anni di studio e del mio Dottorato di Ricerca in Astrofisica. Mi ha insegnato che si deve restare umani per cercare di capire quello che umano non è. L’essere umano ha una particolare sfortuna: riesce a concepire l’infinito, ma non riesce a comprenderlo. Hawking non ha mai smesso di cercare di farlo e nel farlo non ha mai smesso di essere profondamente umano.
Non so se è vero che ha lasciato la moglie per la sua infermiera, forse è una bufala e non ho certo voglia di controllare, ma a me piace pensare che sia vero: piace pensare che il mio grande eroe, la persona che cercava di capire cosa ci fosse dietro le Costanti Cosmologiche e di sviluppare una “Teoria del Tutto“, in modo da togliere potere al caso (e forse anche a Dio), sia stato profondamente umano e in qualche modo banale … forse così anche io, così banale, ho il diritto di ragionare su cose così poco umane.
Hawking non ha mai smesso di guardare oltre in maniera umana. Molti grandi uomini di scienza in vecchiaia si sono dedicati a speculazioni filosofiche sulle Costanti Cosmologiche, quasi a cercare un divino che potesse rassicurarli, lui lo ha fatto sempre in maniera concreta partecipando attivamente a progetti decisamente più umani: ricordo, fra tutti, l’idea di progettare una sonda che usando delle vele solari possa raggiungere le stelle.
“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza” fa dire Dante ad Ulisse. A parte la virtù, è una frase viva e potente in figure come Hawking.
Grazie prof. Hawking per tutto quello che ha insegnato ad un bambino che da grande voleva fare lo scienziato e che grazie a lei e ad altri eroi come lei pensa di esserlo un pochino diventato”.

Melpignano – C’è la legge regionale n. 26 del settembre 2014, che si chiama “Disposizioni per favorire l’accesso ai giovani all’agricoltura e contrastare l’abbandono o il consumo dei suoli agricoli “; c’è la legge che la modifica e la integra del settembre scorso; c’è da fare il primo passo con il censimento di questi beni. E il Comune di Melpignano è fra i primi a partire per arrivare all’obiettivo finale: la Banca delle terre incolte del proprio territorio. Il Comune, guidato dal Sindaco Ivan Stomeo (foto), con la collaborazione dei volontari del Servizio civile nazionale impegnati nel progetto “Love Eat 016”,  ha così messo in moto il meccanismo con la deliberazione del novembre 2017 ed ora diventata un avviso pubblico.

“Ai proprietari che vogliano mettere a disposizione i propri terreni e fabbricati agricoli, si chiede di darne comunicazione all’ufficio comunale di competenza secondo le modalità indicate nell’avviso pubblico diffuso tramite manifesto. Questo censimento mira alla creazione del Registro comunale delle terre incolte di Melpignano: una banca dati pubblica e accessibile a tutti – si legge nella nota diffusa oggi – che faciliterà la ricerca dei terreni incolti disponibili rispondendo così alla richiesta in forte crescita di terre da coltivare, soprattutto da parte di giovani agricoltori che non ne dispongono. Questa iniziativa, già messa in atto da tempo in altre regioni d’Italia, nasce con l’intento di contrastare l’abbandono dei suoli e di incentivare il recupero a uso produttivo dei terreni incolti”. Fino alla nascita della Banca delle Terre di Puglia, uno strumento utile per dare nuovo impulso all’agricoltura  pugliese offrendo soprattutto ai giovani la possibilità di investire il proprio futuro in questo settore di primaria importanza.

Oltre agli estremi catastali, il proprietario può dichiarare il periodo di disponibilità all’affitto o al comodato d’uso: eventuali criteri e vincoli ed altri dati.

 

Gallipoli – Si è conclusa con un notevole successo sabato 27 gennaio, la seconda edizione di “Figilo”, il Festival dell’informazione giornalistica locale che si è tenuto presso il “Bellavista Club” a partire dal giovedì precedente. Tanti gli appuntamenti in programma, seguiti da un pubblico non solo di addetti ai lavori (oltre 120 i giornalisti che hanno partecipato ai due corsi di aggiornamento accreditati dall’Ordine nazionale su regole deontologiche e “notizie” che fomentano l’odio con Elio Donno e Adelmo Gaetani relatori) e da studenti di istituti superiori di Lecce e Gallipoli, oltre a cittadini ed appassionati dei media e della comunicazione.

Giornalismo di qualità, antidoto alle notizie false e dell’odio. Il tema-richiesta principale di questa edizione è stato l’esigenza di un giornalismo di qualità ed anche di un racconto completo delle realtà locali medie e piccole che esistono, operano e realizzano anche al di là delle notizie di cronaca nera che le fanno balzare per un giorno alla ribalta, sia che si tratti un una rapina o di un atto violento tra le mura domestiche. Non basta insomma, è stato detto da più parti, avere un pc  ed un collegamento ad internet per fare il giornalista, pubblicando spesso fatti descritti in modo incompleto, parziale, tendenzioso quando non quasi del tutto falsi.

Niente fretta: meglio dare una informazione completa che strillata e amputata. “La capacità del giornalista  sta nel distinguersi in affidabilità; è più importante – ha affermato Attilio Romita, caporedattore di Tg Rai Puglia durante l’intervento “Giornalisti del territorio senza complessi d’inferiorità” – rinunciare allo scoop e dare la notizia magari anche venti minuti dopo, ma che sia stata verificata e che sia certa e non da smentire poco dopo. Si forma così la credibilità del giornalista e la fiducia del lettore, che (come hanno confermato i giovani ascoltatori, ndr) dopo aver appreso una notizia qualsiasi dalla rete, va poi a verificarla sui vari siti informativi on line per vedere se è vera”.

Vero o falso? Quanto è difficile stabilire la verità. Poco prima, nel corso dell’ultima giornata, la capacità di distinguere il vero, dal verosimili, dal fasullo e dal falso è stata messa a dura prova con i redattori di Lercio,it, il sito online dello “sporco che fa notizia”. Patrizio Smiraglia e Vittorio Lattanzi, dopo aver rintracciato ile prime “bufale della storia” nel 1700 in Irlanda e in America, sono giunti ai giorni nostri dopo una lunga serie di fatti inseistenti ma cliccati e commentati per migliaia e migliaia di volte: ormai famoso il caso della ex ministro Kienge data per autrice di un invito a mangiare cani e gatti: tutto falso naturalmente ma con 900mila lettori e altrettanti insulti e invettive. Dell’importanza della verifica delle notizie e del trattenere la voglia di “arrivare per primi a darle” ha parlato Giuseppe Vernaleone, direttore di Telerama, come aveva fatto due giorni prima Vincenzo Magistà di Telenorba e i giornalisti della carta stampata Vincenzo Maruccia (Nuovo Quotidiano di Puglia), Tonio Tondo (Gazzetta del Mezzogiorno), Antonio Della Rocca.

Governance locale, media e racconto dei luoghi: i valori. Il Festival ha volutamente intrecciato temi di fondo come quelli trattati dai docenti universitari, come “Media e governance locale” del prof. Stefano Cristante e “Placetelling e racconto dei luoghi: valorizzazione e patrimonializzazione” del prof. Fabio Pollice, entrambi di Unisalento, con passaggi più leggeri con “Inindialetto” con la creatrice di una fortunata pagina fb, Valentina Murrieri, giornalista di Presicce, che focalizza le forzate traduzioni di formule dialettali in italiano con effetti esilaranti, e le esperienze di testate locali come “Salentosport” di Melissano con Lorenzo Falangone di Nardò.

Il direttore di “Piazzasalento” Fernando D’Aprile, col giornalista Attilio Palma dell’Ufficio stampa di Caroli Hotels (sono questi i due soggetti promotori e realizzatori di Figilo), hanno tenuto le fila dei vari interventi, aperti cominciati giovedi mattina con il presidente dell’Ordine dei giornalisti di Puglia Piero Ricci sul tema Notizie e fatti senza rete ai tempi della rete), subito dopo l’avvio ufficiale del secondo “Figilo” con il direttore D’Aprile e Attilio Caroli Caputo, direttore del gruppo.

Come contrastare o impedire la diffusione di fatti artatamente gonfiati o inventati? Ricerca aperta. Come fare per contrastare le bufale, fino al impedirne la diffusione. distorcendo realtà ed opinioni? Il dibattito è destinato a proseguire ancora per molto, essendoci risvolti delicati quali la libertà di esprimere la propria opinione. C’è anche da riequilibrare tg e giornali trovando un assetto più completo e meno deprimente della ondata di notizie di cronaca nera e giudiziaria che stanno portando, in Europa, ad un declino anche dei telegiornali (di questo ed altro hanno parlato gli ideatori di “Buonenotizie.it”). In attesa di sviluppi che riguardano il mondo intero, sono stati consegnati i Premi 2018 ad Adelmo Gaetani, a Simona Rolandi (Rai Sport), a Oronzo Russo di Tricase, uno dei decani dei corrispondenti locali salentini.

Da scrivanie e computer ai fornelli: tutto a km zero, come le informazioni. Nella “tre giorni” ha trovato infine posto uno spazio dedicato al divertimento ed al buon cibo con la quinta edizione di “Penne al dente”, ideato da Pierpaolo Lala e organizzato da Coldiretti, dove i giornalisti si sono cimentati in una prova di abilità in cucina provando a diventare il migliore chef della giornata, con giornalisti a cucinare per una volta non fatti e inchieste a prelibati piatti con prodotti a km zero di Coldiretti; come l’informazione di prossimità.  Uno dei momenti più seguiti è stato l’incontro con le criminologhe Roberta Bruzzone e Isabel Martina di Gallipoli, con l’avvocato Farizio Ferilli di Gallipoli, che hanno presentato gli ultimi sviluppi su due scomparse inquietanti avvenute una sull’asse Ugento – Gallipoli (Roberta Martucci, scomparsa nel 2009), l’altra a Racale (Mauro Romani, svanito nel nulla nel 1977). Se ne parla in un altro articolo apposito.

 

Gallipoli – Riduzione al minimo dei viaggi fuori; diagnosi sempre più precoci; ricerche genetiche a partire dal cancro al cervello; sempre più telemedicina, per consulti a distanza ma sempre in un contesto prezioso di supporto globale, permanente e gratuito ai piccoli, alle loro famiglie, all’Unità operativa di Oncoematologia pediatrica che si avvia finalmente ad avere l’organico medico previsto e consolidare standard di assoluto rilievo.

Venti anni vissuti e compiuti insieme. Hanno compiuto i 20 anni insieme il reparto del “Vito Fazzi” di Lecce e l’associazione di genitori di bambini malati “Per un sorriso in più”, e insieme li hanno ricordati, poco prima di Natale a Lecce, in una sala dell’hotel Tiziano.  A modo loro: facendo il punto della situazione delle cure, della lotta contro il tempo “perchè il tempo lavora contro di noi”, per dirla con le parole della dottoressa Titti Tornesello, di Alezio, il tassello professionale ed umano  intorno a cui un progetto è diventato realtà. Con tante tappe, tanti stop e molti intoppi, soprattutto per la persistente carenza di personale, come ha ricordato il presidente del sodalizio Antonio Giammarruto: “Persino una diffida all’Asl – dice, con l’aria di chi oggi se ne duole un po’ – ma siamo andati sempre avanti, imparando a fare le cose migliori nelle condizioni peggiori”.

Il piccolo Gioele, le note  di “Imagine”, i video della Band di Babbo Natale. Chissà cosa avrà pensato Gioele vedendo, dal cielo, tanti visi commossi e contenti per il duro lavoro svolto, con il cuore stretto dalla paura di non farcela. Avrà sorriso anche lui con i suoi compagni quando sono stati chiamati i genitori-volontari formati apposta per diffondere conforto e speranza tutto intorno: a loro targhe e attestati a fissare il dono generoso della propria esperienza a chi ne ha avuto bisogno. Vanno le note di “Imagine” di John Lennon (“forse sono un sognatore, ma forse non solo il solo…”) e le immagini della Band di Babbo Natale, di Alliste e dintorni “l’associazione più assidua negli ultimi sette anni anni con consistenti contributi”, rileva il presidente (a breve ci sarà il bilancio del Natale 2017 e si avvertono segnali di un nuovo record nella raccolta di fondi). Anche qui soldi sono diventati borse di studio per giovani medici, apparecchiature, arredi a misura di bimbo, accoglienza quotidiana, assistenza psicologica, centro ascolto e un appartamento per familiari non residenti qui.

Quanta strada fatta, ma ancora il cammino è lungo. “E’ cambiata molto Oncoematologia – ha detto la dottoressa Tornesello che ha ringraziato Band, Rotary di Nardò e Lions – e sono aumentate le richieste e le necessità. Si è sempre alla ricerca di di trattamenti meno tossici e più efficaci. Ma la soluzione è assolutamente lontana. A volte centralizzare in altra sede il paziente è ineludibile, sotto l’incalzare della malattia”. “La nuova frontiera – ha aggiunto il dottor Andrea Carai dell’omologo reparto del “Bambin Gesù” di Roma da cui proviene la dottoressa Tornesello – è riuscire a distinguere le varie forme di tumori che finora abbiamo messo sotto uno stesso nome. Viaggi fuori proprio quando è necessario: le tecnologie ci consentono di comunicare in tempo reale avendo tutti a disposizione gli stessi dati di base, per poi decidere insieme ed aggiornarsi continuamente”.

Due donne, “i nostri due fiori d’acciaio, Titti e Rita”. Ringraziamenti e incoraggiamenti a questo molto ben riuscito compost di professionalità e solidarietà sono venuti dal Sindaco di Lecce Carlo Salvemini, dai parlamentari Rocco Palese, Dario Stefàno e Salvatore Capone, dalla dirigente di Ares Paola Povero. Ed anche da Antonio Pastore e Patrizia Ciminiello, dirigenti Asl: “Un impegno giornaliero che dura da 20 anni; si avverte la forte sensazione di un reparto umano, sereno quasi; la dedizione e la caparbietà ci hanno lasciato sgomenti in certi passaggi. Grazie a queste due donne, Titti e Rita (Masciullo, moglie del presidente dell’associazione, ndr), i nostri due fiori d’acciaio”.

L’accoglienza al primo contatto, le lezioni scolastiche che proseguono, le eccellenze.  “L’accoglienza, il primo contatto con l’ospedale è un momento fondamentale nel percorso di cura”, ha rilevato il dirigente psicologo Giuseppe Palma, che ha anche richiamato la “normalità” della presenza di una scuola e delle lezioni tra quelle mura. E’ il frutto di un altro progetto comune,, con l’Ufficio scolastico provinciale diretto da Enzo Nicolì. Ne ha parlato la prof.ssa Roberta Manco: “Il servizio pubblico scolastico lo è stato a tutti gli effetti, con docenti distaccate, nel rispetto dei principi costituzionali e in pieno accordo con le famiglie e con le scuole di provenienza”. Un’eccellenza, anche in questo particolare modo di proseguire nella formazione, sia pure in un modo più accentuatamente ludico. “Sarebbe bello che non ci fosse un altro anniversario simile fra vent’anni, per un semplice motivo: mancanza di utenti”, ha chiosato il coordinatore dei lavori, Fernando D’Aprile, direttore di “Piazzalento“. Così Gioele e la sua squadra – i veri animatori di tutto ciò – avranno vinto un’altra partita.  (nella foto sopra, Fabiola Nucci di Taviano, Rosaria Manni di Racale, Alessandra Ricchiuto di Ugento, Antonio Cimmino di Racale e Rita Masciullo)

Giuseppe Coppola

Gallipoli – Cosa unisce Puglia e Lombardia sul piano del turismo? Di sicuro il fatto di essere complementari e non in competizione. Partendo da questa constatazione, le due Regioni con i rispettivi assessorati allo Sviluppo economico, hanno stretto così un accordo che unisce la Valtellina e i grandi laghi lombardi alla Puglia e al Salento di Lecce, Gallipoli, Otranto, Ugento e Leuca.

A breve la firma dell’accordo con obiettivi comuni. Lo schema di collaborazione per l’attuazione di iniziative congiunte per incrementare l’attrattività turistica è già stato deliberato al Pirellone lo scorso 20 dicembre e sarà firmato a breve dalle due Istituzioni. L’intesa prevede tra l’altro un investimento di 200mila euro; fissa diversi ambiti di intervento che vanno dalla formazione e qualificazione del personale e la formazione scolastica; definisce gli standard delle strutture e dei servizi offerti alla comunicazione. “Sono convinto che mettere insieme le competenze e le risorse di Puglia e Lombardia per integrare l’offerta turistica rappresenti per il nostro territorio una grande opportunità”, è il primo commento di Giuseppe Coppola, presidente della sezione Turismo della Confindustria provinciale. “Le due regioni presentano nei fatti componenti che da anni si intrecciano; basti pensare che dopo Bari, Milano potrebbe essere considerata la seconda città della Puglia per numero di pugliesi che ospita, in ragione dei flussi migratori e che la Lombardia rappresenta il 16% dell’incoming turistico della nostra regione. Lavorare in simbiosi  – sottolinea Coppola – permetterà dunque non solo di abbracciare un target ampio di turisti ma anche di valorizzare alcuni settori nei quali ancora qui abbiamo tanto da investire. Il tutto partendo anche da risorse comuni. Penso alla nuova legge sull’enoturismo ad esempio, che dà maggiore autonomia agli operatori del settore e che oggi consente di programmare dei percorsi che prevedano la scoperta dei rispettivi comparti enologici, in vari periodi dell’anno, che si concludano con la scoperta del mare, dei borghi, dell’arte e della montagna”.

Buone prassi, meno burocrazia i vantaggi da importare. Dal patto Puglia e Salento posso trarre beneficio soprattutto in termini di acquisizione “delle buone prassi attivate dalla Lombardia, che rappresentano l’eccellenza, e possono facilitare e accelerare i percorsi dei nostri operatori”, come dichiarato dall’assessore pugliese allo sviluppo economico, Loredana Capone. Le lungaggini della burocrazia sono infatti una delle principali lamentele degli operatori salentini. D’altra parte il Salento da sempre ospita numerosi turisti lombardi: “Lavorare insieme permetterà di ottenere il doppio dei risultati raggiungendo un target più ampio allo stesso costo e con un’offerta variegata – ha commentato l’assessore lombardo Mauro Parolini”. Tra gli obiettivi anche quello di monitoraggio dei flussi e l’individuazione dei punti di forza e debolezza dei due territori. “Nel Salento ad esempio – continua Parolini – avete la fortuna di avere delle strade comodissime che collegano le principali località ma c’è tanto da lavorare su altri fronti“.

Cutrofiano – Festa grande a Cutrofiano domani, domenica 7 gennaio, per l’ingresso della città nel circuito nazionale delle “Città della ceramica”. Cutrofiano si aggiunge alle 39 che ne fanno parte, tra cui solo due pugliesi: Grottaglie e Laterza. L’appuntamento, a cui prenderanno parte il viceministro allo sviluppo economico Teresa Bellanova, il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, il sindaco Oriele Rolli (foto) e l’assessore alle Attività produttive Tommaso Campa, è per le ore 10.30 nella Congrega dell’Immacolata dove è ospitata la mostra nazionale itinerante “Grand tour.

L’associazione nazionale nata a Faenza nel 1999. Alla scoperta della ceramica classica italiana, curata dall’Associazione italiana città della ceramica (Aicc). Questa associazione, senza fini di lucro con sede a Faenza, è stata costituita nel 1999 con l’obiettivo di creare una rete nazionale delle città dove nel tempo si è sviluppata un’importante e significativa attività ceramistica che ha contribuito a creare un’identità ben definita. La mostra, che è stata inaugurata il 12 novembre scorso, presenta manufatti provenienti dalle città aderenti all’Aicc e traccia attraverso le ceramiche un vero e proprio percorso dall’età arcaica fino ai nostri giorni. Nella rassegna ci sono naturalmente manufatti dei ceramisti cutrofianesi che vantano un’antichissima tradizione che continuano a diffondere con numerose iniziative come la Mostra mercato della ceramica artigianale, che quest’anno ad agosto ha segnato la 45^ edizione, e un curatissimo Museo comunale della ceramica ricchissimo di testimonianze.

Il paese, la sua argilla, la creatività di bravi artigiani. A ben ragione, quindi, Cutrofiano entrerà nel novero delle città che hanno fatto della ceramica la loro cifra distintiva determinando anche lo sviluppo economico anche perché le competenze dei bravi artigiani si sono adeguate alle nuove esigenze delle innovazioni tecnologiche e delle richieste del mercato. D’altra parte il destino di Cutrofiano sembra contenuto già nel nome (tra le varie ipotesi dal greco “cutra” vaso o cutrubbu) e nella presenza nel terreno di uno strato d’argilla a poca profondità. L’attività dei vasai si sviluppò nel Medioevo (ma in recenti scavi archeologici, nel 2005, è stata trovata una fornace di epoca romana, per cui si può andare andare indietro nel tempo). Nel catasto onciario del Comune, che risale al 1700, sono annotate 31 botteghe in cui lavoravano 46 artigiani. In terracotta venivano realizzati piatti, bicchieri, zuppiere, capase per i legumi, giare per l’olio. Ora predominano oggetti d’arte finissima e i motivi di decoro sono originali, tramandati nei secoli, realizzati con l’aiuto di strumenti sofisticati. Sempre, però, con cura estrema e precisione, qualità che hanno dato origine a un modo di dire popolare: quando si desidera una persona o cose difficili da ottenere, si dice “Fatteli fare a Cutrufianu”.

Gallipoli – Motori diesel che improvvisamente si spengono, mezzi di soccorso chiamati ad intervenire e ricoveri in officine di riparazione. E sempre con la stessa diagnosi: il sistema di alimentazione del motore intasato o bloccato. Centinaia, forse migliaia gli automobilisti delle province di Lecce, Brindisi e Taranto che tra Natale e i primi giorni dell’anno hanno chiesto l’intervento del meccanico lamentando incresciosi problemi alla vettura. La diagnosi – questo il dato curioso e sconcertante allo stesso tempo, è risultata essere “guasti all’alimentazione e filtri intasati”.

Sono gli stessi meccanici a certificare che il danno è stato causato dal cosiddetto “gasolio sporco” nel serbatoio. Così sono partiti i controlli della Guardia di finanza, che già in passato aveva scoperto irregolarità in una trentina di impianti di distribuzione in Puglia, sequestrando 3.900 litri di carburante. La prima replica è di Eni, la statale Ente nazionale idrocarburi: «Il gasolio spedito dalla raffineria di Taranto (foto) rispetta tutti i requisiti di qualità previsti, per cui si esclude categoricamente che le presunte anomalie possano essere imputabili alla raffineria. Sono tuttora in corso – fa sapere la società d bandiera – approfondimenti sulla catena di distribuzione a valle per accertare le cause dei disservizi subiti».

Il presidente provinciale di Federconsumatori Lecce, Antonio Moscaggiuri, dà qualche consiglio ai malcapitati automobilisti: «Innanzitutto è necessario dar prova che il danno subito sia stato causato dal cosiddetto ”gasolio sporco”. Questa certificazione può essere richiesta alla stessa officina che ha effettuato la riparazione. Altro aspetto fondamentale è provare presso quale distributore abbiamo effettuato il rifornimento di carburante. La prova può essere data, ad esempio, dalla stessa ricevuta rilasciata dal rifornitore o essere ricavata in caso di pagamento effettuato con bancomat o carta di credito». Queste dunque le “premesse” da allegare alla richiesta di rimborso, da inviare tramite raccomandata con ricevuta di ritorno a distributore e compagnia petrolifera.

Analoga reazione da parte di “Codici Puglia”, associazione che si occupa di tutela dei diritti dei cittadini e che sta avviando una “azione collettiva”, cioè una class action. Tramite l’avvocato Stefano Gallotta (foto), “Codici” fa sapere che verrà richiesto senz’altro “il rimborso delle spese di riparazione sostenute e il risarcimento di tutti i danni sofferti dagli automobilisti, rivolgendo le legittime pretese, in prima istanza, ai gestori delle pompe di benzina e alle compagnie petrolifere coinvolte, per aver illegittimamente somministrato carburante inidoneo. I consumatori, che solitamente non conservano lo scontrino dopo aver fatto rifornimento, possono comunque dimostrare di aver fatto rifornimento, ad esempio grazie alle prove testimoniali oppure attraverso l’esame dei filmati delle telecamere”. Va ricordato che in alcuni casi i costi per le riparazioni dell’automobile hanno superato i mille euro.

 

 Lecce –   #Pressphobia – la parola scelta per il 2° Forum delle Giornaliste del Mediterraneo, iniziato oggi Bari – è la sintesi della paura della informazione, ma anche delle persone che fanno informazione, tanto da diventare bersaglio da colpite duramente.

C’è anche la #Pressphobia, la paura dell’informazione. Lo hanno raccontato nella prima giornata del Forum promosso da “Giulia giornaliste” Petra Caruana Dongli e Caroline Muscat, raccontando la storia di Daphne Caruana Galizia, la giornalista uccisa il 16 ottobre scorso a Malta in un attentato  mirato a bloccare le scomode inchieste che stava conducendo sulla corruzione nei piani alti. La sua è una storia di giornalismo investigativo che la ha costretta a subire quell’escalation di violenza che con i social,  ha raccontato Caroline Muscat, passa per gli hate speech, la distruzione della reputazione, l’attacco sessista –  Daphne era insultata come “strega” – per poi arrivare alle minacce, agli attacchi all’abitazione o al luogo di lavoro e  terminare nell’esercizio della violenza sulla presona , fino all’omicidio. Un episodio che ha sconvolto l’immagine di Malta come paradiso del benessere e che la rilancia come luogo di corruzione e traffici illeciti che non devono essere scoperti.

Quando costa resistere, da giornalista e da donna. La resistenza in nome del diritto superiore ad essere informati e ad informare è però troppo spesso fatta di solitudine. Solitudine sotto scorta, come quella di Marilena Natale, nella sua non interrotta battaglia per “svelenire”, in tutti i sensi, la sua “terra dei fuochi”. Aggressioni, intimidazioni, querele temerarie: tutti strumenti vissuti sulla propria pelle anche da Ester Castano e Fabiana Pacella di Leverano, e in cui la lotta più grande è quella con la solitudine, con l’isolamento, il discredito sulla propria attività di cronisti. Esempi di numerosi altri casi che coinvolgono giornalisti in Italia (al 52° posto per la libertà di informazione), come a Malta, in Tunisia, in Kosovo, in Turchia e via proseguendo. Per questo il messaggio lanciato in questa giornata è la necessità di costruire una scorta mediatica: l’appoggio della società civile, dei colleghi giornalisti, delle organizzazioni   per contrastare un meccanismo che da subdolo diventa violento di tacitamento della libera informazione. E il supporto anche dall’esterno, importante, ha ribadito Caroline Muscat, per non far spegnere i riflettori sulla vicenda.

Chi sostiene il Forum di “Giulia giornaliste”. Il Forum è organizzato da Giulia giornaliste su un’idea di Marilù Mastrogiovanni di Casarano grazie al contributo di: Corecom della Regione Puglia, Consigliera di parità della Regione Puglia, Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana), UsigRai (sindacato giornalisti Rai), Idea Dinamica coop di giornalisti e con il Patrocinio della presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, Accademia della Crusca, Articolo 21, Ossigeno per l’Informazione, Università degli Studi di Bari, Archivio di Genere presso Uniba, Università del Salento, Lim (Laboratorio Interdisciplinare del Mediterraneo), Centro Studi Osservatorio Donna presso UniSalento, Associazione Una buona storia per Lecce, Comune di Lecce, Creis (centro di ricerca europeo per l’innovazione sostenibile) .

Il programma della seconda giornata a Lecce. Domani seconda giornata a Lecce, Open space di piazza S. Oronzo alle ore 9,30. Introduce Marilù Mastrogiovanni (Giulia giornaliste); intervento di Marina Cosi (originaria di Castrignano del Capo) presidente nazionale “Giulia giornaliste”, Rossella Matarrese, coordinatrice di Giulia giornalista Puglia. Oltre ai saluti istituzionali, si parlerà anche di Daphne, Malta e l’Unione Europea; di di giornalismo embedded o non embedded; di raccontare l’Europa dai confini dell’Europa., di Kossovo e Turchia, di censura e giornalismo di guerra ai tempi dei social media. Chiude i lavori Carlotta Sami, portavoce Unhcr, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati nel Sud-Europa.

 

Porto Cesareo – Gianfranco Amendola e Piero Angela, Bandabardò e Andrea Camilleri, Luca Carboni e Alessandro Cecchi Paone, don Luigi Ciotti e Licia Colò e poi Leonardo Ferragamo, Marisa Laurito, Neri Marcorè, Luca Mercalli, Piero Pelù, Nicola Piovani, Folco Quilici, Paola Saluzzi, Giovanni Soldini, Dario Vergassola, Alessandro Preziosi ed altre personali hanno messo la loro firma accanto a quelle di esponenti del mondo accademico (Ferdinando Boero dell’Unisalento, ad esempio) per chiedere al presidente del Senato, Pietro Grasso, ed alla senatrice Paola Pelino ed al senatore Giuseppe Marinello, di mettere in calendario al più presto la legge che ha ultimato il suo percorso alla Camera un anno fa: quella che blocca l’uso di microplastiche che finiscono nei nostri scarichi domestici e quindi in mare. Le contengono saponi, creme, gel, dentifrici e molti prodotti cosmetici in commercio.

La Camera ha già detto sì: tocca al Senato. La battaglia, per l’approvazione della norma prima che si sciolga il Senato per le votazioni è stata lanciata dalle associazioni Wwf Italia, Legambiente, Lipu, Lav, Marevivo, MedSharks, Greenpeace. Oltre a scienziati e ricercatori, l’obiettivo  di salvare il mare, in definitiva, essendo non catturabili queste microplastiche (diametro massimo 5 millimertri) neanche dai filtri dei depuratori, è di attivare i filtri umani e di legge tanto che la campagna si chiama “Faidafiltro”, ha l’appoggio convinto di numerose Aree marine protette. L’adesione più recente in ordine di tempo è quella dell’Area marina protetta di Porto Cesareo che comprende anche Portoselvaggio di Nardò. Ha affermato il presidente Remì Calasso: “Ci uniamo all’appello lanciato dalle associazioni ambientaliste già sottoscritto da molte personalità del mondo della ricerca scientifica, dello spettacolo, dello sport, del mondo produttivo e dai rappresentanti delle aree protette italiane. Ne chiediamo l’immediata approvazione”.

Una delle sei minacce emergenti agli oceani. Si legge in un passaggio importante della nota in materia: “L’industria cosmetica utilizza microplastiche come agente esfoliante o additivo in diversi prodotti di uso quotidiano. Quello che molti consumatori ignorano è che queste microplastiche non vengono trattenute dai sistemi di depurazione e finiscono così direttamente in mare. Le microplastiche generano un inquinamento incalcolabile e irreversibile. Lo stesso Rapporto Frontiers 2016, rilasciato dall’Unep, inserisce l’inquinamento da microplastiche negli oceani tra le sei minacce ambientali emergenti. Molti studi confermano – si sottolinea – che una volta in mare queste vengono ingerite dalla fauna, assieme alle sostanze tossiche accumulate. Il rischio è anche lo squilibrio della catena alimentare: pesci e molluschi contaminati da plastica e inquinanti possono finire così sulle nostre tavole”.

 

Gallipoli – Dietro a tanti appuntamenti che danno lustro alla città ci sono inevitabilmente ansie e contrattempi, che magari sfuggono ai più: così, visto da dietro le quinte, è l’atmosfera anche per l’evento clou di fine anno, il tradizionale “sparo del Pupo”.

“Basta navigare a vista, bisogna programmare”. Ce la stanno mettendo tutta i ragazzi dei “Cantieri di Capodanno” perché anche il 2017 (come da qualche tempo in qua sta accadendo grazie a loro) si chiuda nel migliore dei modi, consegnando così al nuovo anno una tradizione tutta gallipolina. Loro però, quelli dei “Cantieri”, non vorrebbero più come accaduto finora, “navigare a vista e col fiato sul collo”. Reclamano una necessaria e chiara programmazione concordata col Comune per la notte di S. Silvestro e l’1 di gennaio, quest’ultima data voluta proprio dal Comune.

Un evento unico con venti gruppi già al lavoro. Sono un fiume in piena Giuseppe Chetta (conosciuto con lo pseudonimo di Peppe Art) e Gianfranco Scialpi, rispettivamente presidente e vice dell’associazione che ha tra l’altro il merito di aver messo insieme una ventina di gruppi sparsi nei vari quartieri (salvo qualche eccezione). “Un evento unico nel suo genere: non ve ne sono altri al mondo di spettacoli simili” dicono Chetta e Scialpi. E’ questa la ragione per cui, già da febbraio hanno scritto al Sindaco Stefano Minerva sollecitando la sottoscrizione di un protocollo d’intesa che coinvolga Comune e Regione Puglia che però non si è concretizzato. “Di recente ci siamo incontrati con Minerva e l’assessore regionale Loredana Capone che si sono dimostrati disponibili – dicono – ma sino ad ora abbiamo visto niente e manca  poco al 31 dicembre”. Il riferimento è alla “riunione strategica per la prossima stagione” tenutasi in Comune a fine ottobre. In quella sede si è capito che l’iniziativa dei Cantieri avrebbe potuto essere confezionata in un progetto da presentare per il bando “InPuglia365” rivolto proprio a quanti con le loro manifestazioni attraggono turisti e vacanzieri nella “bassa stagione”.

“Collaboriamo col Comune, ma urgono risposte”. Sia chiaro che noi siamo per la collaborazione e non intendiamo attaccare nessuno del Comune”. Nella richiesta protocollata a  febbraio si evidenziava anche la necessità di locali dove poter lavorare ed anche di un congruo contributo economico. “Alcuni nostri associati ci chiedono insistentemente locali dove poter lavorare, e noi (il loro quartiere è quello di via Agrigento, ndr) abbiamo gli stessi loro problemi; ci stringiamo nelle spalle, non sapendo che risposte dare.

Emergenza locali: l’ipotesi dei garage dell’ex caserma dei carabinieri. Si parla di locali Proprio l’altro giorno ci è stato detto che, forse, ci avrebbero dato qualche garage dell’ex caserma dei Carabinieri, ma occorre fare in fretta”. Al recente bando dell’assessore al Turismo Emanuele Piccinno che invitava a presentare progetti per l’imminente periodo natalizio, l’associazione di Chetta e Scialpi ha replicato con una nota protocollata il 14 ottobre in cui si reiterano le richieste di febbraio con allegata una bozza di programma, che prevede oltre allo sparo del pupo a mezzanotte, anche mostre, concerti e spettacoli,  dal 27 dicembre a tutto l’1 gennaio, che chiuderebbe le manifestazioni con un gran concerto di Capodanno, l’incendio di un Gigante in cartapesta e i fuochi d’artificio.

Nardò – “Benvenuti nel centro storico di Nardò, città d’arte”. Segue foto di piazza Pio XI e via Anime invase dalle automobili. È l’amara “cartolina” di un post pubblicato oggi su Facebook da Marcello Tarricone, giornalista e residente nel centro storico neretino. L’argomento, di cui si dibatte ormai da decenni, è la chiusura al traffico del centro storico. Cosa che avvenne nel 2015 grazie all’“eroico” primo passo compiuto dall’assessore comunale dell’epoca, Maurizio Leuzzi. Dal perimetro messo al riparo dalle auto son rimaste escluse però altre aree di prestigio della città vecchia e per questo su di esse è stato di fatto dirottato il traffico veicolare. È il caso di via Gaballone, via Anime e piazza Pio XI. Proprio quest’ultima ospita la Cattedrale, la Curia Vescovile e il Museo Diocesano. Si tratta di zone che a parte weekend e festivi, quando almeno “sulla carta” l’accesso alle auto è vietato, durante la settimana sono transito quotidiano per centinaia di veicoli. «Tutti sanno ma nessuno fa niente – scrive Tarricone – e conoscono bene il problema il sindaco Pippi Mellone, gli assessori Giulia Puglia, Mino Natalizio, Ettore Tollemeto, il comandante della Polizia locale, etc. etc.». Come avvenuto per piazza Salandra, l’obiettivo è la chiusura totale al traffico anche delle zone suddette, a tutela sia del patrimonio storico-architettonico che dell’incolumità dei passanti. «Nel luglio 2016 – ricorda Tarricone – oltre 30 cittadini residenti in via Anime e via Gaballone hanno inoltrato una diffida al Comune evidenziando problemi di sicurezza per i pedoni e di staticità degli edifici, oltre ai danni al basolato (quanti soldi buttati…), chiedendo l’immediata chiusura al traffico di piazza Pio XI, piazzetta Calvario e via Fratelli Gaballone. C’è poi il problema della fruibilità turistica, con la Cattedrale secondo attrattore per visite in Puglia negli Open Days 2016. Credo che ai cittadini che chiedono il rispetto dei propri diritti – conclude – vadano date risposte. Le chiacchiere, al di là del colore politico degli amministratori in carica, restano solo chiacchiere. A quella lettera-diffida comunque gli amministratori non hanno mai risposto».

Una riposta potrebbe arrivare – finalmente, direbbero i residenti interessati – a breve. Con il nuovo anno dovrebbero essere installate le video camere di cui si è parlato spesso. Si tratta di cinque impianti che agevolerebbero di molto l’individuazione (tramite la targa dell’automezzo) dei trasgressori finora “perdonati”.

 

Stefano Manca

CASARANO. Il “Meucci” e il “Vanini” di Casarano primeggiano nella classifica stilata dal centro studi “Eduscopio” della Fondazione Agnelli che, per il quarto anno, certifica le scuole superiori che “meglio preparano agli studi universitari o al lavoro dopo il diploma. Il primo istituto, diretto da Concetta Amanti, è primo in provincia per l’indirizzo “tecnico- settore tecnologico” (secondo il “Mattei” di Maglie), mentre il liceo diretto da Maria Grazia Attanasi guida la classifica nell’indirizzo “linguistico” (secondo il “Capece” di Maglie”). Per l’indirizzo “tecnico – settore economico”, invece, primo è il “Cezzi de Castro” di Maglie (secondo il “De Viti De Marco” di Casarano), diretto da Anna Maria Vernaleone. Tra gli altri settori in prima fila le scuole di Lecce, dal “De Giorgi” (indirizzo scientifico), il “Pietro Siciliani” (Scienze umane) e “Palmieri” (Classico).

Per i percorsi universitari dei diplomati, “Eduscopio” valuta gli esami sostenuti, i crediti acquisiti e i voti ottenuti dagli studenti al primo anno di università, quello ritenuto “maggiormente influenzato” dal lavoro fatto durante gli anni della scuola secondaria. Per quanti, invece, non proseguono gli studi e preferiscono “tentare” l’avventura nel mondo del lavoro, il portale verifica se hanno trovato un’occupazione, quanto rapidamente hanno ottenuto un contratto di durata significativa, se il lavoro ottenuto è coerente con gli studi compiuti o se invece è un lavoro qualsiasi.

TAURISANO. Grandi numeri e partecipazioni d’eccellenza per la dodicesima edizione di Agrogepaciok, il Salone nazionale della gelateria, pasticceria, cioccolateria e dell’artigianato agroalimentare svoltosi a Lecce dal 4 all’8 novembre. In migliaia ( con un +12% di presenze rispetto al 2016) hanno affollato il centro fieristico di piazza Palio per scoprire novità ed eccellenze del settore gastronomico nei 10mila metri quadri di area espositiva che ha ospitato più di 130 aziende, in rappresentanza di ben 350 marchi. «Una vetrina di eccellenza per il territorio, che da tempo scommette sul settore agroalimentare come volano di sviluppo dell’economia pugliese, ma anche un’occasione di formazione imperdibile per tanti giovani e professionisti che operano in questo settore», come affermato dai promotori.

Anche quest’anno, infatti, il Salone ha proposto oltre 200 ore di lezioni con grandi chef e maestri chiamati a confrontarsi su tecniche e trucchi del mestiere. Poi masterclass, concorsi nazionali, laboratori in diretta e tantissimi appuntamenti hanno arricchito anche questa edizione. Fra questi, il “Forum di cucina” coordinato da Gigi Perrone (presidente dell’Associazione cuochi Salentini) ha ospitato il noto chef marchigiano Moreno Cedroni (2 stelle Michelin), che ha tenuto uno showcooking sulla sua cucina di mare, rivisitando due piatti della tradizione salentina: “lu quataru” (tipica zuppa di Porto Cesareo) e la “mignulata alla gallipolina”. Il “Forum di pasticceria” coordinato da Antonio Rizzo (presidente Associazione Pasticceri Salentini) ha ospitato invece il pasticcere e cuoco di fama mondiale Rossano Boscolo. Altre dimostrazioni “sul campo” per il “Forum di panificazione” e  nel “Forum di pizzeria”, coordinato da Giuseppe Lucia, campione europeo di pizza acrobatica.

Giovani protagonisti, infine, anche quest’anno nel concorso “Dolci talenti in Puglia” riservato a studenti e pasticceri under 25, vinto dal 21enne di Taurisano Claudio Basile con una reinterpretazione del babà dal titolo “Benvenuti al Sud” (secondo Samuele Vergaro, terzo Matteo Leone). Poi le Olimpiadi del Gelato mediterraneo, vinte quest’anno da Claudio Bove (di Putignano) che ha preceduto Gianluigi De Marco e Caterina Melle. Per il contest “Birrangolo in cucina”, invece, primo posto a Omar Zuccaro (di Lizzanello) e premio per l’estetica ad Angelo Pagliara. Il concorso “Dolci tradizioni – Premio Andrea Ascalone” per il miglior pasticciotto ha premiato Antonella Biasco, di Specchia, titolare della pasticceria Dolcemente a Tricase.

GALLIPOLI. Tutto pronto per la sesta edizione della “Settimana della cultura del mare”, che si terrà a Gallipoli da sabato 21ottobre sino a venerdì 27 ottobre, organizzata dell’associazione “Puglia&mare”, promossa dalla Regione e sostenuta dal Comune. Sette giorni ricchi iniziative intorno, sopra e sotto sua maestà il Mare, con cui la città ha un rapporto antico, intimo e intenso. “Questa settimana è fondamentale per promuovere un modo di vivere il mare anche nella quotidianità – afferma il sindaco Stefano Minerva – e serve a portare avanti anche tutte quelle iniziative su cui vogliamo investire, come la promozione della cultura, l’investimento sulle intelligenze del territorio e l’arte; oltre a rendere protagoniste ovviamente tutte quelle persone che hanno deciso di trascorrere la propria vita in simbiosi con il mare”. Uno dei momenti più importanti di questa edizione,  la mostra internazionale “Madremare”  di libri d’artista in tema, curata da Maddalena Castegnaro ed Enrico Rapinese dell’associazione “Presidi del libro – archivio del libro d’artista Verbamanent” di Sannicola, allestita presso l’aula magna dell’istituto comprensivo Polo 2 in piazza Carducci e visitabile tutti i giorni della Settimana dalle 17 alle 20, con inaugurazione sabato 21 ottobre alle ore 20. In programma laboratori didattici per gli istituti comprensivi cittadini curati dall’associazione Emys, con visite gratuite per minori accompagnati da adulti del “Centro di cultura del mare Marea” nel Chiostro di San Domenico dalle 17 alle 19. Ancora visite guidate con “Nel blu dipinto di blu”, a cura di un’altra associazione cittadina Amart nel centro storico (22 ottobre ore 16,30 con partenza dalla Biblioteca). Note di  “La musica del mare” presso la Sala Coppola a cura del Maestro Enrico Tricarico e del musicologo Giuseppe Lattante (23 ottobre alle 19); spazio anche ad altre forme di arte presso la sala Coppola, come il reading “Madremare” di musica e poesia a cura del “Presidio del libro” e con le letture di Zeromeccanico Teatro (24 ottobre alle 19).  Proiezioni di filmati previste presso la Galleria dei due mari (25 ottobre alle 19); presentazione presso la Biblioteca comunale del progetto del “Parco letterario – l’isola lampante” a cura di Elio Pindinelli (26 ottobre ore 19).

Venerdì 27 ottobre presso la “Galleria dei due mari” corso di formazione professionale per giornalisti intitolato a Domenico Faivre (1933-1997) sul tema: “Comunicare il mare: i grandi eventi all’aperto e la nuova normativa antiterrorismo” con la partecipazione del Questore di Lecce Leopoldo Laricchia, il direttore di Piazzasalento Fernando D’Aprile e dei giornalisti della “Gazzetta del Mezzogiorno Pietro Lisi e Massimo Urbano. La sesta edizione della “Settimana della cultura del mare” si concluderà nella stessa giornata alle 19.30 presso il teatro “Tito Schipa” con “Onde mediterranee”, novità assoluta di questa edizione, serata evento per la consegna dei premi “Vela latina”; riconoscimenti al prefetto Claudio Palomba e al viceprefetto Guido Aprea “per il lavoro svolto in provincia di Lecce per lo sviluppo turistico”. “La grande novità è che la prossima edizione si terrà a maggio, non più in autunno – afferma Giuseppe Albahari, direttore dell’iniziativa e di “Puglia&mare”-  sarà all’aperto e punteremo ancora di più a fare rete con altri soggetti, come ad esempio “Slow food” che punta ad una pesca sostenibile, ed i ristoratori per evitare che parte del pescato vada buttato. Vogliamo collaborare anche con l’associazione “Jonian Dolphin conservation”, che si occupa di preservare la vita dei delfini del Gonfo di Taranto”. Parte intanto per l’edizione 2018 “Icaro”, il concorso nazionale di filmati a tema marinaro realizzati con l’utilizzo di droni . Il regolamento si trova su www.pugliaemare.com.

GALLIPOLI. “Ogni città deve sapere quali sono i flussi turistici che la interessano ed attrezzarsi di conseguenza: ecco i dati ufficiali di Gallipoli”: è stata questa la chiave e il regalo di questa mattina agli operatori turistici (balneari, alberghieri, B&6, campeggi, case vacanza, intrattenimento, promotori culturali) riuniti in Comune con l’assessore regionale al Turismo, Loredana Capone. E i numeri presentati da lei al Sindaco Minerva ed all’assessore comunale Piccinno rafforzano quella che fino a qualche anno fa era una speranza e sta diventando una solida realtà, peraltro in crescita costante. “Sono i turisti stranieri ad aver colmato il calo di turisti italiani durante questi anni di crisi”, fanno notare dall’agenzia regionale “Puglia Promozione”. E il pensiero degli imprenditori ed amministratori gallipolini va subito a corso Roma ancora folto di ospiti d’Oltralpe. Sono svizzeri, tedeschi e francesi ad animare il mercato che, in quattro anni, ha portato Gallipoli da 89.702 arrivi e 450.288 presenze a 113.719 arrivi e 504.651 presenze. Sono ovviamente dati ufficiali ed altrettanto ovviamente c’è chi ha rilevato che la produzione dei rifiuti è stata uguale a 2 milioni di presenze. Siamo ai turisti fantasma, in nero e senza volto, ma questo è un altro discorso.

Tornando alla “realtà”, dal 2013 al 2016 gli arrivi sono aumentati del 26% e le presenze del 12. Detto che la provenienza straniera è in crescita anno dopo anno, nei particolari questo il quadro a tutto il 2016 relativo a Gallipoli: la scelgono più di 18 elvetici su cento, come i tedeschi al secondo posto (18,43% arrivi di cittadini svizzeri, 18,11 tedeschi). Al terzo posto i francesi con un 15,08. Il quarto posto lo si trova  distanziato di quasi otto punti, sempre in tema di arrivi: sono gli inglesi attestati al 7, 62. Il divario tra i provenienti dalla Gran Bretagna e i successivi in graduatoria (Belgio 6,64; Paesi Bassi 5,30) viene spiegato con la presenza di collegamenti aerei diretti con la Puglia. Tra il 3 e il 2% ci sono nell’ordine gli statunitensi, gli austriaci, gli svedesi gli spagnoli, i principali competitori dell’Italia in tema di turismo balneare (che detiene comunque la fetta più grossa del movimento gallipolino) e di altro (cultura, cucina…). Da questi Paesi parte l’80% del turismo estero che interessa la città. “Il livello attuale di belgi e inglesi – è stato rimarcato durante i lavori di programmazione della stagione 2018 di questa mattina in Comune – è potenzialmente molto interessante se servito con linee aeree dirette, perché sono utenti che preferiscono paesaggi, parchi, cicloturismo e gastronomia, tutti ingredienti che da queste parti sono presenti”. Ultimo dato, sempre in base a rilevazioni ufficiali, sulle scelte delle strutture in cui soggiornare: sono stati nel 2016 alberghi da tre e quattro stelle e i campeggi a quattro stelle. Case vacanza e B&b seguono. Da sottolineare infine che se i primi tre Paesi di origine dei villeggianti sono attratti dal mare (e non solo), la gran parte degli altri preferisce altri mesi che non siano quelli estivi.

Salva

LEUCA. Un particolare tipo di compost potrebbe contribuire a salvare gli ulivi salentini dall’attacco della Xylella fastidiosa? Ancora non è scientificamente provato, ma uno dei progetti di sperimentazione in corso ci sta provando. Teatro è il Parco naturale regionale “Otranto – Santa Maria di Leuca”; su alcuni terreni si sta sperimentando un intervento di agricoltura biologica che, qualora desse i risultati sperati, potrebbe essere esteso a tutti e 12 i Comuni che si affacciano sulla costa adriatica meridionale. Il progetto finanziato dalla Regione si chiama “Mabis” e punta alla diffusione e all’applicazione dei metodi di agricoltura biologica integrata e sostenibile, finalizzata al contenimento del complesso di disseccamento rapido dell’olivo (codiro) nelle aree agricole. I partner dell’Ente parco, presieduto dall’ingegnere Nicola Panico, sono l’Università degli studi della Basilicata (rappresentata dal rettore Aurelia Sole), attraverso il Dipartimento delle culture europee e del Mediterraneo: architettura, ambiente, patrimoni culturali (Dicem), e lo spin-off universitario Agrenement di Matera (amministrato da Giuseppe Carlucci). Nella pratica l’esperimento consiste nello spandimento sui terreni di un compost con un contenuto specifico di nutrienti e proprietà organiche ritenute adatte, che unito a un’adeguata irrigazione dovrebbe portare l’olivo a rafforzare le sue difese immunitarie fino a debellare il batterio. La prima fase è iniziata con lo spandimento del compost su tre terreni ubicati a San Dana (frazione di Gagliano del Capo), Alessano e Tricase, con una dose di 160 tonnellate ogni mezzo ettaro. Ora si attende l’analisi degli esperti di UniBas per capire se effettivamente la Xylella stia scomparendo da quegli oliveti. «Secondo noi, le misure biologiche sono la migliore soluzione per intervenire – ha spiegato il presidente Panico – il territorio salentino potrà rinascere se torniamo al modo antico di fare agricoltura unendovi la pratica dell’allevamento».

NARDÒ. Da un caso proibitivo ad una possibile soluzione: l’annullamento dei festeggiamenti civili in occasione della festa di San Gerardo Maiella a causa delle troppo onerose misure di prevenzione per la sicurezza e anti terrorismo, sembra aver dato la spinta necessaria a cercare di trovare una soluzione alla portata delle ricorrenze religiose e civili legate alle tradizioni ed alle identità popolari.

Quanto “pesa” la circolare Gabrielli. La mole di novità introdotta dalla “circolare Gabrielli” del giugno scorso rischia infatti di strozzare sul nascere le feste più piccole, sul cui bilancio non è materialmente possibile caricare anche quei 1.500-2.000 euro per vigilanza, verifiche, autorizzazioni, piani di sicurezza e altro (si pensi alle barriere anti intrusione di automezzi anche pesanti). Il “non abbiamo i soldi necessari” riecheggiato dalla parrocchia guidata da don Luigi Filieri, d’accordo col Comitato festa e il Consiglio pastorale parrocchiale, sembra aver raggiunto l’obiettivo, profeticamente adombrato dal parroco quando aveva detto il 6 ottobre scorso: “Certo, non sono contento del fatto che quest’anno non ci saranno i cosiddetti festeggiamenti civili in occasione della memoria liturgica di San Gerardo, ma sono consapevole che anche questa battuta d’arresto può rappresentare un’opportunità”.

Dalla battuta d’arresto per S. Gerardo Maiella ad una via d’uscita. L’opportunità appunto viene offerta adesso – per questa festa ma si suppone anche per le altre numerose feste parrocchiali e naturalmente per le cinque maggiori per tradizione – da un accordo stretto tra gli amministratori di Gallipoli, Nardò, Galatina e Leverano, in base al quale costi tecnici e strutture di salvaguardia dell’incolumità delle persone saranno condivise ed utilizzabili all’occorrenza in ciascuno dei quattro centri. “Esclusivamente – si sottolinea in una nota del Comune di Nardò che ne dà notizia – per eventi legati ai riti legati e al sentimento religioso”.  Il Sindaco Giuseppe Mellone ha informato della novità il vescovo della diocesi Nardò-Gallipoli. Cambia qualcosa per i festeggiamenti per S. Gerardo Maiella del 14 e 15 prossimi? Si andrà oltre i fuochi d’artificio che il parroco aveva comunque garantito, oltre ai riti molto seguiti dai fedeli? “In attesa che nei prossimi giorni questo accordo tra Nardò, Gallipoli, Galatina e Leverano venga formalizzato, l’”Amministrazione comunale neretina – si legge nella citata nota – ha dato piena disponibilità ad accollarsi “. Inoltre, Palazzo Personé offre l’apporto gratuito di un tecnico, l’ingegnere Gianluigi Barone, per la predisposizione del piano di sicurezza”.

Dal Comune, soldi, tecnico e una tirata d’orecchie. Dalla parrocchia di don Luigi Filieri, al momento, non ci sono prese di posizione né decisioni (ribadite o nuove). Si sa solo che si stanno valutando i nuovi scenari e soprattutto i tempi residui prima della data dell’evento. Quest’ultimo fattore potrebbe far propendere per il mantenimento della decisione già presa. Intanto però arriva alla guida della parrocchia una tiratina di orecchie. È il commento del Sindaco Mellone a chiusura del comunicato del Comune: “Ho anche rammentato al parroco di San Gerardo che sarebbe stato utile essere informati per tempo di queste difficoltà e dei rischi che correva la festa, piuttosto che essere avvisati semplicemente giovedì scorso che la stessa era stata ormai cancellata. Come ho detto a Sua Eccellenza, ci sono le condizioni per salvarla e spero che Don Luigi faccia di tutto nei pochissimi giorni a disposizione. Avessimo saputo prima, avremmo risolto tempestivamente”.

Il comitato di S. Gregorio: “Il Comune ci riunisca”. L’unità d’intenti dei quattro grossi Comuni, che attende peròdi essere messa nera su bianco, ha ovviamente sollecitato l’interesse dei numerosissimi comitati festa della città, un po’ per l’apertura manifestata verso le celebrazioni per San Gerardo, un po’ per i possibili risparmi comunque legati alla predisposizione di piani di sicurezza e tutto il resto, fino ai palchi con delle precise caratteristiche. “Credo che l’Amministrazione comunale – afferma Cosimo Caputo, presidente del comitato della maggiore festa, San Gregorio Armeno – dovrebbe fare il punto della situazione con i parroci e i rappresentanti di tutti i comitati per trovare le possibili soluzioni e far avere a ciascuno un quadro chiaro delle incombenze e delle eventuali agevolazioni”.

CASARANO. Si parlerà del Sistema sanitario pugliese, e dunque anche dell’ospedale “Ferrari” di Casarano, nell’incontro di lunedì 16 ottobre presso la Federazione regionale di Sinistra italiana a Bari. Ne da notizia Mino Borraccino, presidente della commissione Affari generali della Regione, commentando l’occupazione avvenuta questa mattina presso il reparto di Chirurgia pediatrica per impedire  il trasferimento degli arredi al “Vito Fazzi” di Lecce. «Siamo solidali con i cittadini di Casarano e con il comitato pro ospedale che in queste ore hanno occupato il “Ferrari”. Riteniamo profondamente giuste le ragioni che hanno portato a questo gesto esasperato», afferma il consigliere regionale tarantino, da sempre vicino alle rivendicazioni dell’ospedale di Casarano così come delle altre strutture declassate dal Piano di riordino voluto dalla Regione Puglia. Anche da Borraccino, così come dal comitato Pro Ferrari, giunge l’invito a “riaprire il tavolo di discussione con le comunità pugliesi, con le associazioni, e rivedere quanto prima la programmazione degli ospedali sul territorio”. All’incontro programmato in via Abbrescia 13 nel capoluogo saranno presenti sindacati, ordini professionali e comitati di lotta per la difesa degli ospedali insieme all’ex assessore regionale alla Sanità Tommaso Fiore.

Su quanto avvenuto in mattinata a Casarano interviene anche Ignazio Zullo, presidente del gruppo regionale di Direzione Italia, il quale evidenzia come il presidente Emiliano voglia la “partecipazione” dei cittadini su temi come la Tap e la “ignori” per il riordino ospedaliero, in questo caso “senza neppure aspettare il 20 febbraio quando il Tar si esprimerà nel merito del ricorso presentato dal sindaco di Casarano contro il declassamento”.

Intanto la direzione sanitaria del “Ferrari” ha provveduto a verbalizzare quanto accaduto stamattina nel reparto di Chirurgia pediatrica evidenziando che il prelievo degli arredi da una stanza del reparto non è potuto avvenire per l’occupazione da parte del sindaco Gianni Stefàno, di alcuni consigliere e assessori comunali e del presidente del comitato Pro Ferrari Claudio Casciaro. «La direzione medica, nella persona della dott.sa Gabriella Cretì, su ordine del direttore sanitario dott. Antonio Sanguedolce, ha richiesto l’intervento dei carabinieri della Stazione di Casarano. È intervenuto il comandante Amgelo Carbone il quale ha provveduto ad identificare gli otto occupanti” è scritto nel verbale.

 

Un treno delle Ferrovie Sud – Est

GALLIPOLI. La sicurezza prima di tutto: questo l’obiettivo che dovrà essere raggiunto dalle Ferrovie del Sud Est nel giro di due anni, il tempo necessario per realizzare la convenzione che due giorni fa il ministro Graziano Delrio ha firmato con sette Regioni tra cui la Puglia. Si tratta di adeguare in termini di sicurezza  le linee regionali alla rete nazionale. Alle sette Regioni sono stati assegnati complessivamente 237 milioni, di cui la fetta più consistente è toccata alla Puglia con 115, 2 milioni. “I progetti più grossi – ha evidenziato il presidente Emiliano – sono legati essenzialmente alla messa in sicurezza di tutta la rete regionale che ancora non ha l’Scmt, il sistema marcia-treno che blocca il treno in caso di presenza contemporanea di altro treno sulla stessa linea, e a quella infinità di passaggi a livello e altri punti di crisi che possono rendere minore la sicurezza”. La convenzione riguarda la  ferrovia Bari Nord, le ferrovie del Gargano e del Sud Est. In particolare per queste ultime ci sarà anche l’automazione di 26 passaggi a livello. Tutti gli interventi saranno sottoposti alla valutazione “prima e dopo” da parte dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria. Per la Puglia e le reti locali la questione della sicurezza, secondo Emiliano, è diventato un obbligo dopo il terribile incidente del luglio 2016 sulla linea Andria-Corato,  che costò 23 vittime, e l’incidente, per fortuna senza gravi conseguenze, sulla Galugnano-San Donato. Dopo gli interventi strutturali previsti potrà essere modificato il limite dei 50 orari che fa dei treni della Fse dei veri e propri treni lumaca.

Intanto pare che le linee Maglie-Otranto e Gallipoli-Casarano, pur non essendo sfruttate al massimo,  non saranno soppresse e sostituite da pullman, come  aveva fatto pensare la sospensione poco motivata e per ben due mesi nell’ultima stagione estiva.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...