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Edizione passata della Sagra del Diavolo

Antonio D’Aprile

GALATONE. È stata presentata ufficialmente ieri pomeriggio con una conferenza stampa del sindaco Flavio Filoni: l’edizione 2017 dell’Estate Galatea è già partita, con un calendario ricco di iniziative che animeranno vari nodi della città da qui alla fine di settembre. C’hanno pensato gli alunni e i docenti dell’istituto “Enrico Medi” ad aprire le danze: il Palazzo Marchesale ha ospitato la loro “Le allegre historie del Decamerone”, per la regia di Antonio D’Aprile, nell’ambito del progetto “A teatro insieme” (il “Medi” tornerà sul palco per “L’eremita galateo” di Antonio De Ferrariis). È stata invece il Chiostro dei Domenicani la cornice per la settima edizione di “Tempo di musica”, organizzata da “Piccolo Principe” e “A Levante”, quest’anno sulle note del musicista Raf Qu.
Numerosi gli appuntamenti religiosi in programma, così come gli itinerari paesaggistici in calendario tra agosto e settembre, ma a farla da padrone sono il teatro e la musica. Dal 16 al 20 agosto spazio alla rassegna in vernacolo “Vox Populi”, ideata dalla “Compagnia ti Santu Luca”, che torna per il quinto anno; tornano anche la Sagra del Carnevale (5 e 6 agosto), la Sagra del Diavolo (il 20 e il 21 agosto) e la “Corrida” itinerante, organizzata dalla parrocchia Santi Medici. Ben due eventi – poi – dedicati agli amici a quattro zampe, l’esibizione dell’ensemble “Tito Schipa”, gli incontri con gli autori organizzati dalle associazioni coinvolte, e diversi appuntamenti legati alla pizzica (12 agosto c’è la “sagra”, il 13 la presentazione del volume “Odino nella terra del rimorso”).
A inizio settembre chiacchierata con i parroci, mentre per la fine luglio ecco i “Galatonesi nel mondo” e “Galatone in giallo zafferano”, di Itaca Onlus. Soddisfatto il primo cittadino, che nella formazione della Giunta ha mantenuto la delega alla cultura: “Ringraziamo per la preziosa collaborazione le associazioni e le Parrocchie che hanno partecipato alla stesura del cartellone degli eventi – ha detto – stiamo lavorando a diversi bandi ed entrando con le associazioni in alcuni circuiti che permettano delle buone programmazioni. Quest’anno – ha sottolineato – abbiamo realizzato un calendario in pochi giorni, cominiciando subito dopo lo elezioni. In totale spenderemo circa 13.500 euro”.

PRESICCEFa tappa al palazzo Ducale di Presicce la mostra di pittura “Trans Oppidum” con le opere di Sophia Cull. La personale è allestita da domenica 23, alle 20, presso la Sala del trono in piazza del Popolo. Si possono ammirare oli su tela e lavori su organza realizzati dall’artista tedesca di recente apprezzata anche a leuca (presso le Scuderie di Villa la Meridiana). «È dal 1978 che torno in Puglia, a Morciano di Leuca, diventata per me una seconda patria. Amo questi luoghi per gli amici di gioventù e per la loro natura sempre affascinante. Anche l’idea dei miei quadri su organza è nata qui. Si tratta di successivi strati di organza lavorata con stampa e pittura, in cui sullo strato di stoffa iniziale ne viene sovrapposto un altro che nasce per questo dalla trasparenza di ciò che si intravede», afferma l’artista.

Davide Barletti

Matteo Greco

Fabrizio Saccomanno

TAVIANOPrende il via nel centro storico di Taviano la rassegna “Girodicorte” organizzata dalle associazioni Vittorio Bachelet, la Piazza e Terre Bruciate. Tanti gli eventi e le serate in programma fino a settembre. Di fila le prime tre serate. Si inizia domenica 23 luglio, alle 21 presso corte Melica, con “Da grande voglio fare il Meridione” concerto poetico di Matteo Greco  con lo stesso autore e Daniele Vitali. Lunedì 24, alla 21 in corte Garibaldi, altra serata con il film “La guerra dei cafoni” di Davide Barletti  e Lorenzo Conte cui seguirà il dibattito con il regista Barletti. Martedì  25, sempre alle 21 in corte Garibaldi, teatro con “Gramsci, Antonio detto Nino”, di Fabrizio Saccomanno e Francesco Niccolini. Le serate prevedono mostre fotografiche, consultazione di libri su Taviano e dintorni, dirette streaming e “la piazza web” oltre a visite guidate nel centro storico.

Capitan Rosciglione

L’entusiasmo dei tifosi del Casarano

Da sinistra Franco Bellante, Fernando Totaro, Antonio Filograna Sergio, Pietro Sportillo e Dario Primiceri

CASARANONuovo volto per il Casarano Calcio ai nastri di partenza del campionato di Eccellenza. La società rossoazzurra si è presentata alla cittadinanza ieri sera in un auditorium comunale gremito di tifosi e sportivi, tra cori e applausi. Tante le novità che caratterizzeranno la nuova stagione agonistica, a cominciare dall’impegno economico di Antonio Filograna Sergio, nipote dell’indimenticabile presidente Antonio Filograna che portò il Casarano a sfiorare la serie cadetta. È probabile che la Leo Shoes, presieduta da Filograna junior, sarà il main sponsor del Casarano. Da registrare anche il cambio di presidenza, con Fernando Totaro che prende le redini societarie, affiancato dall’ex presidente Dario Primiceri, in qualità di suo vice. Graditissimo ritorno quello di Franco Bellante, in qualità di segretario. Non mancano le conferme. Una su tutti quella del tecnico Pietro Sportillo. Del resto dopo la scorsa stagione, nella quale è riuscito a portare il Casarano ai play-off al suo esordio da allenatore, non poteva non essere riconfermato. Sciolto anche il nodo stadio. Proprio ieri, il sindaco Gianni Stefàno – presente all’incontro – ha confermato la disponibilità del “Capozza” per la prossima stagione. L’entusiasmo è alle stelle e pare essersi ricreata l’alchimia dei vecchi tempi, ma per poter aspirare a grandi imprese è necessario l’impegno di tutti. Da qui l’appello di Totaro e Primiceri a rispondere compatti alla campagna abbonamenti che partirà nei prossimi giorni. Se lo scorso anno gli abbonati sono stati circa 250, quest’anno si punta a superare quota 500. Un ricordo particolare è stato rivolto all’ex capitano Luca Rosciglione che dopo 276 presenze con la casacca del Casarano ha dato l’addio al calcio giocato, non mancando di salutare con affetto i suoi tifosi: «Ho sempre desiderato finire la mia carriera calcistica nel Casarano e così è stato, dando tutto me stesso per questa maglia fino al mio ultimo allenamento. Sono stati undici anni fantastici e porterò con me dentro il mio cuore tutto: sia gioie che dolori. Con questo vorrei ringraziare tutte quelle persone che dal mio primo giorno qui mi hanno apprezzato sia come calciatore ma soprattutto come uomo,perché nella vita il calcio finisce l’uomo rimane».

NARDÒ. Alba particolarmente movimentata quest’oggi al campo dei braccianti migranti di località Boncuri. Alle prime luci del mattino sul posto dove ci sono oltre 300 lavoratori censiti (non si sa quanti siano quelli non registrati) sono arrivate numerose pattuglie di poliziotti, alcuni anche in borghese, e sono cominciati i controlli a tappeto. Lo scopo evidentemente è quello di individuare eventuali rapporti di lavoro anomali – al limite della schiavitù  come accertato in una recente sentenza riguardante gli anni intorno al 2010 – o presenze estranee al mondo del lavoro ma che di quello di nutrono incrociando persone con assoluto bisogno di lavoro e richieste di manodopera. L’operazione è andata avanti fino a dopo mezzogiorno. Non si conoscono altri particolari che sicuramente la Questura di Lecce renderà noti nelle prossime ore. Il massiccio intervento viene dopo alcuni giorni in cui prima il camper per la legalità della Cgil, poi  una commissione del Consiglio italiano per i rifugiati hanno riscontrato nel campo poco lontano da Masseria Boncuri una situazione ormai al limite e addirittura “terra di nessuno”, con presenze quotidiane di persone conosciute come caporali.

Foto di archivio

Foto di archivio

GALLIPOLI. Una “accensione musicale” tutta nuova ed originale sarà lo spettacolo di apertura – che poi si replicherà nel corso delle tre serate con scansioni di un’ora – della 150ma festa di Santa Cristina, compatrona di Gallipoli. Si chiama “Firmamento”  ed è una favola ispirata alla “Steddha te santa Cristina” con protagonista Sirio, la stella più luminosa che corona la costellazione del Canis major. Un astronomo la segue e la studia da anni. Nella sua ricerca viene abbagliato proprio dalla sua luce, che lo fa sentire parte di sé, fino a trasformarlo nella silente notte astrale in un essere umano al quale Sirio regalerà il potere che gli permetterà di entrare nel mistero del creato e della via luminosa delle stelle. A tale richiamo risponderanno altre costellazioni che doneranno alla terra la luce magica delle stelle e daranno il via al periodo di Gran caldo sul pianeta.
Partiti col proposto di rispolverare gli “antichi fasti”, i componenti il comitato  hanno cominciato da qui. “Abbiamo voluto dare nuova vita alle luminarie, che già danno spettacolo di sè qui nel Salento – dicono – creando uno spettacolo per l’ occasione della festa di Santa Cristina, in maniera da rendere la nostra festa tutta nuova e differente da altre. Nella speranza che  questo momento diventi un appuntamento fisso sempre in crescita e magari con nuovi stimoli artistici che caratterizzeranno la Festa di Gallipoli per antonomasia”. Col direttore artistico Alberto Greco, il presidente Benito Carrozza e gli altri membri ne hanno parlato in una conferenza stampa questa mattina, una volta superati gli ultimi intoppi dettati dalle nuove norme di sicurezza e antiterrorismo, riguardanti la viabilità sul tratto terminale di corso Roma. Il Sindaco Stefano Minerva e l’assessore Emanuele Piccinno li hanno ringraziati, senza dimenticare i responsabili dei vari settori del Comune che si sono attivati in merito, il comandante della Capitaneria di porto, fino al sostegno di don Piero De Santis e don Gigi De Rosa. “Sarà la festa più bella degli ultimi dieci anni”, ha detto Minerva, ricordando che in pratica dietro c’è quasi un anno di lavoro.
Tra le altre novità, che ovviamente s’incastrano con la forte devozione verso la santa, c’è il ritorno dei fuochi a mezzogiorno e quelli spettacolari dal molo del porto  la sera del 25. “Abbiamo colmato un vuoto con l’accensione personalizzata e adeguata a Gallipoli”, afferma il presidente Carrozza, che racconta come persino cambiare il palo della Cuccagna (“rottosi dopo 25 anni, era di mio nonno”), ha incontrato difficoltà inattese; alla fine ne ha trovato uno adeguato in Calabria, undici metri di castagno che anche quest’anno vedrà tra gli animatori lo “storico” Giuseppe Siciliano. La “villa” irrorerà di luci tutto il corso quest’anno e nel centro storico cinque balconi antichi saranno addobbati con fiori e piante. La processione tradizionale sosterà vicino alla chiesetta appena restaurata; lì il coro intonerà una preghiera scritta da Andrea Casole dal titolo “Salve, dolce Cristina”.
“Speriamo che vada tutto bene”, l’augurio finale. Non senza un piccolo rimprovero ai concittadini dal braccino corto (“ma l’80% dei commercianti ci ha sostenuti”) e qualche gesto di rabbia fuori luogo per gli inevitabili disagi durante il montaggio delle parazioni luminose da aprte della “Massimo Mariano luminarie”.

NARDÒTorna a far discutere il progetto di una nuova chiesa nella pineta di Santa Caterina. È il comitato “Salviamo la Sarparea” a paventare l’ipotesi che quel progetto accantonato nel 1981 per mancanza di fondi possa ora ritornare d’attualità. Il finanziamento dovrebbe arrivare dalla Cei dopo il progetto esecutivo che si prevede entro settembre. Già ora in via Pietro Micca viene celebrata la tradizionale messa estiva all’aperto (“particolarmente amata dagli stessi fedeli”) e lì dovrebbe trovare posto la nuova struttura in muratura da circa 250 posti con annesse pertinenze. Secondo il comitato ambientalista, però, il progetto appare “miope e anacronistico”. «L’idea di costruire nel 2017 un grande edificio religioso in muratura, erodendo la verde collina di Santa Caterina e privandoci non solo di un preziosissimo scorcio paesaggistico ma di centinaia di verdi e ombrosi pini d’Aleppo, appare un’eresia senza senso», si legge in una nota. L’attenzione è anche verso la grande lama carsica vicino la quale (“a poche decine di metri”) verrebbe a sorgere la chiesa, sullo scosceso pendio tufaceo della collina. «Ricordiamo come le lame carsiche siano strutture geologiche protette da importanti prescrizioni nel “Pptr” regionale», fanno sapere dal comitato nel quale si augurano che a dirimere la questione possa giungere presto il Piano urbanistico generale cittadino, “sperando in un deciso ripensamento da parte del Comune di Nardò e della Curia”.

GALLIPOLI. Primo passaggio caldo ieri e primo bilancio. Il concerto, unica data in Italia, della star Manu Chao per aprire la festa dei dieci anni del famoso locale gallipolino “Parco Gondar”. Per la forte richiesta di biglietti “La ventura”, il concerto di ieri, è stato spostato dalla pineta (dov’era in programma, per 3.500 persone) alla più ampia Arena. Un altro indimenticabile spettacolo in cui tutto è filato liscio, dentro il “Gondar”, con l’ausilio di tripli filtri agli ingressi, metal detector, un “conta persone”, personale medico e paramedico.
Non altrettanto si può dire dell’area esterna, pur con le visibili presenze di vigili urgani, poliziotti e carabinieri in più punti. “Ho visto un’auto parcheggiata all’angolo dello stadio  col portellone aperto e il bagagliaio pieno di birre in bottiglie di vetro: ma non era stato  espressamente vietato?”, chiede sorpreso un lettore, meravigliato che il “particolare” sia sfuggito alle forze dell’ordine presenti in zona. Altro dato preoccupante, il tratto di litorale sud dallo stadio a Baia verde, notoriamente senza illuminazione pubblica ma ieri affollato di persone che, parcheggiata l’auto, a piedi raggiungevano il luogo del concerto andando incontro alle auto, spesso bloccate dai pedoni e col rischio per i guidatori di scorgere una sagoma all’improvviso e all’ultimo momento.
All’alba ecco ripresentarsi ancora una volta un altro vecchio problema: le tende sull’arenile per trascorrere la notte in un posto vietato, come mostrano le foto di un altro lettore di “Piazzasalento”. Si spera che anche quest’anno non si assista allo scaricabarile tra i diversi soggetti che dovrebbero intervenire, Capitaneria di porto, forze dell’ordine, Comune. Il quale viene accusato di non mettere i cartelli con l’esplicito divieto di bivacco: “Senza di quelli – fu risposto al cronista in un recente passato – è inutile fare multe: il giudice di pace le annulla tutte”.

Battiti LiveNARDÒNardò si prepara all’allegra “invasione” di “Battiti live”. Domenica 23 luglio, alle 21 in piazza Diaz, è previsto lo spettacolo musicale condotto da Alan Palmieri ed Elisabetta Gregoraci (con diretta su Telenorba), ma già a partire dalle 7 di venerdì 21 (e sino alle ore 14 del lunedì successivo) sarà vietata la circolazione e la sosta dei veicoli (con rimozione coatta) su numerose strade e limitazioni sono previste nella vendita di bevande, in vetro o lattina, o di superalcolici (divieto assoluto dalle ore 12 alle 24 di domenica). Si tratta delle indispensabili misure di sicurezza per un evento di grande portata che porterà in città migliaia di spettatori. Sempre domenica sarà vietato il trasporto, la somministrazione e l’erogazione a qualsiasi titolo di carburanti di ogni genere su via XXV Luglio con obbligo di disinnesco di qualsiasi forma di alimentazione elettrica e non idonea alle suddette attività. Ancora per domenica dovranno essere rimossi tutti gli ostacoli fisici presenti nell’area dell’evento e nei dintorni (panchine, cartelloni pubblicitari, dehors, tavolini, sedie, ombrelloni e simili). Due aree parcheggio saranno, inoltre, allestite presso la sede comunale di via Falcone e Borsellino (ex tribunale) e presso l’area mercatale. In occasione In occasione di questo evento, infine, saranno rafforzati i presidi sanitari e di emergenza, in particolare per quanto riguarda il Posto medico avanzato, il pronto soccorso e il servizio di ambulanze.  L’Amministrazione comunale richiama tutti a vivere “Battiti live” all’insegna del divertimento e della festa e soprattutto della “massima collaborazione per il rispetto di divieti e prescrizioni”, accettando di buon grado “qualche piccolo disagio in considerazione dell’importanza e della portata dell’evento e quindi delle importanti ricadute che avrà sulla città e il suo territorio”. Sul palco sono attesi grandi protagonisti della stagione musicale tra i quali  Gigi D’Alessio, TheGiornalisti, Benji&Fede, Takagi&Ketra, Briga, Paola Turci, Baby K, Jake la Furia, Michele Bravi, Bianca Atzei, Riki e Federica. Lo spettacolo è patrocinato da Comune di Nardò, Regione Puglia e Puglia Promozione.   

Tribunale di Brindisi

Tribunale di Brindisi

NARDÒ. Consentivano a società ed imprenditori in difficoltà e già sulla via del fallimento, di occultare beni di proprietà ed eludere il pagamento di imposte, millantando amicizie con due magistrati della sezione fallimentare del Tribunale di Brindisi (che non risultati indagati): questa l’indagine che vede finora 19 persone indagate, tra cui titolari di società tutte del Brindisino, commercialisti, due avvocati leccesi ed un funzionario dell’Agenzia delle entrate di Brindisi, M.A.S. di 47 anni, di Nardò. L’uomo è in servizio presso l’Ufficio controlli della direzione provinciale di Brindisi dell’Agenzia delle entrate. Oltre all’avviso di garanzia, è stato sottoposto con altri nove a perquisizioni personali e domiciliari. Le accuse vanno alla corruzione continuata in atti giudiziari a carico di un giudice, alla “bancarotta fraudolenta commessa dall’amministratore di società ammessa a concordato preventivo in concorso con altre persone”, al “falso in attestazione e relazione”, al “favoreggiamento reale aggravato”.

GALLIPOLI. Tenta di spacciare cocaina in discoteca, a Gallipoli, e viene arrestato. Per sua sfortuna, il 21enne barese Domenico Marino ha proposto l’acquisto di alcune dosi di cocaina al un giovane ignorando che questi fosse un carabiniere in borghese, impegnato proprio in un servizio finalizzato alla prevenzione e repressione del traffico di sostanze stupefacenti e di armi. Addosso all’uomo, condotto subito fuori dal locale per le operazioni di identificazione e per la perquisizione personale, i militari poi hanno rinvenuto cinque dosi di cocaina (peso lordo 2,26 grammi). Ad appena due ore dall’intervento, gli addetti alla security della nota discoteca appena fuori città hanno richiamato i carabinieri segnalando la possibile presenza di una pistola. Così, infatti, è stato ed in manette è finito pure il 50enne Cesare Castaldo che deteneva illegalmente un revolver Smith & Wesson privo di matricola, in perfette condizioni con all’interno sei proiettili calibro 357 magnum. I due sono stati arrestati e condotti presso la Casa circondariale di Lecce. Nel corso del fine settimana, inoltre, i carabinieri della Compagnia di Gallipoli sono stati impegnati nell’operazione “Monte Carmelo” con controlli a tappeto  lungo le principali arterie di ingresso e di uscita della città, sul lungomare galilei e nel centro. In azione pattuglie dell’Aliquota radiomobile ed i militari delle Stazioni di Gallopoli e  Nardò. Otto le persone segnalata alla Prefettura per utilizzo non terapeutico di sostanze stupefacenti e sette denunciati: tre per detenzione illegale ai fini di spaccio di droga e altri per guida in stato di ebbrezza, ricettazione, furto ed evasione dai domiciliari. Su 93 veicoli controllati, invece, sono state elevate sanzioni per circa 6500 euro per violazioni al Codice della strada. L’ordine di carcerazione è scattato per il 32enne di Galatone Sebastiano Zambonini, nei giorni scorsi deferito a piede libero per il reato di evasione non essendo stato trovato presso la propria abitazione nel corso degli ordinari controlli dei militari della Stazione di Galatone. Da ciò l’aggravamento della misura cautelare disposto dalla Corte d’Appello di Lecce con il catturato finito nel carcere di Borgo San Nicola a Lecce. Altri servizi anche ad opera dei militari della Compagnia di Maglie con l’arresto di tre persone per detenzione ai fini di spaccio di droga e sette segnalazioni per guida in stato di sostanze stupefacenti. In 21, inoltre, sono stati segnalati in Prefettura quali “assuntori” di stupefacenti.  Ai domiciliari sono finiti il 44enne Aurelio Santoro, fabbro di Giurdignano, trovato in possesso di 210 grammi di marijuana, e il 20enne Gabriele Maggiulli, fruttivendolo di Muro Leccese, trovato con 513 grammi di marijuana ed una modica quantità di cocaina. Infine, il 24enne operaio di Aradeo Stefano Marra, è stato arrestato (e poi rimesso in libertà in attesa del giudizio di convalida) perché trovato in possesso di 22 grammi di hashish all’interno di una discoteca di Santa Cesarea Terme.    

 

IN EVIDENZASono tanti i simboli che testimoniano la presenza di un popolo operoso, capace di rinascere buttandosi alle spalle una dittatura, un Paese diviso e una guerra; tra questi, non può assolutamente mancare un’auto che ben presto è diventata un mito per uomini e donne, oggetto concreto di un miracolo che si stava compiendo, possibile, realizzabile, lì a portata di mano anche per un operaio che poteva averne una tutta per sé con 490mila lire. La prima Fiat 500 fu presentata ufficialmente il 4 luglio di 60 anni fa; poco dopo sarebbe diventata l’utilitaria più famosa e popolare, strumento di chi tornava a sorridere e cercava anche piccoli svaghi. Pochi mesi prima di quel ’57 era nato Carosello; l’Unione sovietica lanciava il primo missile in assoluto nello spazio; la Fiat aveva già immesso sul mercato la “600”. Poco dopo era arrivata lei, che non ricordava per niente la “500A” del ’36, che aveva avuto poca fortuna. La creatura dell’ingegnere romano Giacosa aveva mosso passi incerti, poi aveva imboccato la strada dei progressivi aggiustamenti: via la panca dal posto passeggeri posteriore, sostituita da sedili veri e propri; tettuccio apribile, la versione Giardiniera, poi quelle con motori più spinti firmate Giannini e Habarth, col prezzo che calava leggermente e i cavalli che aumentavano: da 13 a 15, poi a 21. Come la lira che nel ’60 ottenne l’Oscar come migliore moneta del Continente. Quante se ne sono viste, pure con varianti non proprio ortodosse, nei paesi, segni di inclusione sociale, di benessere, di prestigio persino. Per molti giovani gli amori si sono consumati in quelle scomode ma insostituibili alcove. Nel ’73 furono sostituite da vetture ben diverse e più attrezzate. Ma la “500” è rimasta nella grande storia, nei ricordi di viaggi ed avventure inenarrabili, nei tanti fanclub che ancora la mostrano in giro con orgoglio e un pizzico di nostalgia.

MANCAVERSA. “Sembrava una scommessa persa in partenza, quella pensata tra noi “Gruppo amici del Volley tavianese” e l’assessore Serena Stefanelli, quando quest’inverno avevamo gettato le basi per l’appuntamento estivo notturno del Mancaversa Beach Volley Apulia Cup 2017 nella cornice stupenda di piazza delle Rose. Invece è stato un successo oltre misura che ci ripaga degli sforzi fatti: una location suggestiva, una cornice di pubblico incredibile, tre giornate di sport autentico hanno caratterizzato un fantastico weekend di mezza  estate”. Queste le parole di Donato Bruno, organizzatore di tutto insieme a Nino Isernio e Piero Rosano e all’assessorato allo Sport del Comune di Taviano. In effetti è stato un evento unico che è andato oltre ogni previsione, degno di apprezzamenti provenienti non solo da chi ha assistito con entusiasmo e partecipazione alle competizioni ma anche dai vertici del settore. Ospiti delle tre serate 14 coppie di beachers provenienti da tutta Italia, tra i quali la coppia campione d’Italia 2012, Ficosecco e Casadei e ospite d’eccezione il campione pluripremiato Luca Cantagalli. Successo travolgente, dunque, e già si pensa all’appuntamento del prossimo anno.

 

GALLIPOLI. Anniversario “doc” quello del Parco Gondar che celebra i dieci anni con l’unica data in Italia di Manu Chao. Per “La ventura”, il concerto martedì 18 luglio, viste le tante richieste di biglietti, gli organizzatori hanno deciso di spostare l’evento “esclusivo” dalla pineta (dov’era in programma per “appena” 3.500 persone”) alla più ampia Arena, proprio per dare la possibilità di accogliere più spettatori 8da ogni parte d’Italia le richieste). Manu Chao è il cantautore che più di altri rappresenta il celebre Parco che su quel palco ha proposto in questi anni due indimenticabili live. Il 6 luglio del 2013 c’erano anche i Bundamove, con Gabriele Blandini e Gianluca Ria che hanno poi seguito il tour.  Lo scorso gennaio, Manu Chao ha pubblicato tre nuove canzoni (in libero download dal sito ufficiale) a circa dieci anni di distanza dall’ultimo album di inediti “La radiolina”. Il concerto di Gallipoli viene aperto da Bundamove e Vudz-The Balkan trip (apertura dei botteghini alle 17,30, cancelli alle 19,30).

 

 

 

 

fiat 500 6IN EVIDENZA. La prima auto, o meglio la prima macchina, come il primo amore, non si scorda mai. La mia , come per la stragrande maggioranza dei giovani della mia stessa generazione, è stata una Fiat 500. Era beige la mia LE 97722 (foto). Ad essere precisi era di mia madre che , molto a malincuore, me la prestava non senza prima aver sciorinato un rosario di noiose raccomandazioni. Per mia fortuna, grazie anche alla sua gelosia, questa problematica comproprietà ebbe vita breve, fino a quando cioè lei acquistò un’altra 500 da tenere tutta per sé. Non appena entrato nel suo pieno possesso, sottoposi la finalmente mia 500 ad un radicale restyling della carrozzeria, eliminando i due paraurti e le coppe delle ruote. Installai l’autoradio con l’antenna elettrica telescopica e predisposi gli attacchi per il mangiadischi. Che macchina, quella macchina. Non si fermava mai. I suoi due pistoni continuavano a battere anche dopo che toglievo la chiave dal cruscotto e serravo lo sportello. Spasmi dovuti alla scarsità di ottani della benzina agricola, si diceva. Mah! Io amo credere che pulsasse di vitalità irrefrenabile. Ma tra le tante modifiche, la più urgente e sostanziale fu quel- la di segare i sedili ed applicare un sistema per il ribaltamento degli schienali. Ancora oggi mi domando come mai gli ingegneri di Agnelli non avessero pensato a questa banalissimo optional, indispensabile per il confort dei passeggeri in caso di lunghi viaggi notturni. Rimediarono poi. E sì, perché di lunghi viaggi notturni ne ho fatti tantissimi con quella 500. Non so dire quante volte ho percorso i 1.032 chilometri che separano Alezio da Treviso. L’A14 non era stata ancora completata e dovevo attraversare il centro cittadino di Pescara , Ancona e Pesaro. Sapevo quando partivo ma non sapevo quando arrivavo. Se tutto fosse andato per il verso giusto il viaggio durava una quindicina d’ ore. Ma tra eventi atmosferici sfavorevoli e rotture varie, posso contare sul palmo della mano le volte in cui tutto è filato liscio. Il viaggio peggiore è stato quella volta che, partito da Treviso alle due del pomeriggio , dopo appena 200 km, nei pressi di Ravenna, ho sentito un rumore di ferraglia che strisciava per terra. Un’occhiata allo specchietto retrovisore e lì dentro la sagoma della marmitta che diventava sempre più piccola in mezzo alla strada. Ero rimasto soltanto con i due tubi di scarico avvitati al monoblocco. Dopo qualche chilometro, all’altezza di Cervia, cedette il primo tubo di scarico, l’altro mi salutò nei pressi di Rimini. La voglia di tornare a casa era così tanta che non presi neanche in considerazione l’ipotesi di ricorrere ad un meccanico. Così, tra sfiammate che vedevo uscire da dietro al motore e un frastuono da carro armato, il viaggio proseguì lentamente fino a San Severo dove, alle 3 di notte, una pattuglia della Polstrada mi obbligò a fermare la macchina e mi intimò di ripartire solo dopo aver riparato la marmitta. Ero in Puglia ma mancavano ancora circa 350 chilometri per arrivare a casa. E a fermare la macchina era stata la Polstrada, non un guasto. Che macchina quella macchina!

L'impianto di contrada Vignali-CastellinoGALATONE. Discarica d’amianto: dopo i sigilli le reazioni. Sono passati due giorni da quando il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Michele Toriello, ha sancito lo stop alle operazioni della “Rei srl”, in seguito alle indagini condotte dal pm Elsa Valeria Mignone e dal perito Francesco Fracasso. La notizia che l’impianto di contrada Vignali-Castellino, tra Galatone e Nardò, fosse sotto la lente d’ingrandimento della magistratura era già arrivata nel pieno della campagna elettorale galatea, già tema di confronto fondamentale tra l’eletto Filoni e lo sconfitto Nisi. Stando a quanto ipotizzato dai giudici, sarebbero diverse le prescrizioni non rispettate dall’azienda – di cui risulta indagato il rappresentante legale – a partire dalle modalità di stoccaggio (decine di balle tra quelle esaminate a campione sarebbero risultate danneggiate e non trattate secondo la legge) e quindi dalle dispersioni di materiale pericoloso nell’ambiente. L’impianto nel 2013 era ancora un centro di raccolta inerti, prima dell’ampliamento che portò la discarica da 13mila metri cubi a 80mila, cambiandone la destinazione d’uso: anche le autorizzazioni con cui la Rei ha operato queste modifiche sono passate al setaccio dei pm, insieme alla provenienza dei materiali da stoccare, che da delibera provinciale dovrebbero limitarsi al territorio del leccese. Non si è fatto attendere il commento del neo-eletto sindaco di Galatone Flavio Filoni, che a due settimane dal ballottaggio era stato il primo a dare notizia delle indagini sull’impianto: «Non possiamo che ritenerci soddisfatti dei sigilli posti dalla Magistratura alla discarica. Questo significa che per tutti questi mesi abbiamo avuto ragione nel portare avanti la nostra battaglia per avere finalmente una Galatone libera dalla schiavitù di questi impianti che hanno solo fatto del male a tutti i cittadini. C’è rammarico per i danni già fatti che si sarebbero potuti evitare”. A Filoni fa eco il sindaco di Nardò, Giuseppe Mellone: «Facevamo bene a chiedere chiarezza sulle inadempienze del gestore. Non bastarono purtroppo nemmeno le 3mila firme raccolte, c’è rabbia per il tempo perso». «In qualità di sindaco ho messo in atto tutte le misure necessarie a tenere alta l’attenzione sulla discarica – afferma dal canto suo l’ex primo cittadino di Galatone Livio Nisi  – e non è mai stato sottovalutato nulla, tant’è che da sindaco ho inviato alla Procura quanto affermato dal comitato. Più volte abbiamo sollecitato Arpa, Provincia, la stessa Procura a compiere i passi necessari per monitorare la salubrità dei luoghi».

 

CASARANO. Sono due le ballerine in erba della scuola di danza Scarpette Rosa di Casarano ad essere state ammesse alla prestigiosa Accademia Nazionale di Danza di Roma. Si tratta di Adriana Chiriacò e di Sofia Casto, entrambe di dieci anni, che, nell’audizione dello scorso 12 giugno si sono classificate rispettivamente al 18esimo e al 24esimo posto sui 52 candidati provenienti da tutta Italia e preparate dai maestri dei più importanti teatri italiani. È stato un anno particolarmente intenso quello vissuto dalla scuola di danza Scarpette Rosa diretta dalla maestra Rosita Corsano. Tra i vari eventi, sono da segnalare lo stage in sede con Clarissa Mucci dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma e lo spettacolo al palcoscenico del Teatro Elfo Puccini di Milano, con l’accompagnamento dell’Orchestra Filarmonica Valente di Casarano. Il corso di danza classica tenuto dalla maestra Corsano ha garantito alle due piccole ballerine la preparazione necessaria per superare la durissima selezione. Peraltro, la scuola Scarpette Rosa non è nuova a successi di ambito internazionale. Al suo interno sono stati avviati alla danza Gabriele Corrado, primo ballerino del Teatro alla Scala, Simona Caputo, solista del Balletto Nazionale del Teatro Croato e Stefania Rossetti, impegnata in una compagnia di contemporaneo a Parigi. «Auguro alle piccole Adriana e Chiara – dice la maestra Corsano – che possano avere lo stesso brillante futuro».

 

Orietta Berti

Orietta Berti

MATINO. Orietta Berti in concerto a Matino per la festa della compatrona. Sabato 15 e domenica 16 luglio la confraternita di Maria Ss. del Monte Carmelo, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale, presenta la due giorni condita di riti civili e religiosi. Martedì scorso c’è stata l’investitura dei nuovi confratelli e delle nuove consorelle mentre sabato 15, dopo la messa delle 19 in piazza San Giorgio, si snoderà la solenne processione per le vie del paese. Lunedì 17, alle 19,30, la statua della Madonna sarà riportata nella chiesa del Carmine. Spettacolo in piazza San Giorgio sabato 15 con “Il giro del mondo in 80 giorni” e poi domenica 16 con la fiaccolata piro-musicale alle 21 in piazza Giorgio Primiceri cui seguirà, in piazza San Giorgio, l’esibizione musicale della cantante emiliana.

 

NARDÒ. “Brandine insufficienti, tende stracolme, wc sporchi e caporali noti alle cronache serenamente ospiti a Boncuri”. È la fotografia, impietosa, scattata dal Consiglio italiano per i rifugiati a Masseria Boncuri e dintorni, dove da circa un mese oltre trecento braccianti – migranti sono alloggiati in una tendopoli. Un resoconto messo nero su bianco da Donatella Tanziariello, Mariastella Giannini, Francesca Carrozzo e Chiara Marangio e inviato lo scorso 14 luglio al Prefetto di Lecce. Due avvocati, una mediatrice linguistica interculturale e una psicologa psicoterapeuta hanno tracciato un quadro da “terra di nessuno”, con controlli pressoché inesistenti e con presenze invece ben note e inquietanti ai bordi dei campi.

La replica del sindaco Giuseppe Mellone non si è fatta attendere: «Il Comune di Nardò ha fatto il massimo che poteva! Ora tocca alle altre istituzioni. A cominciare dalle forze dell’ordine, le uniche deputate ad individuare e stroncare i caporali». Su face book le responsabili della cooperativa “Mosaico” hanno respinto ogni eventuale addebito circa la sicurezza e la vigilanza: “La gestione del campo d’emergenza, per il momento, non è stata affidata a nessun ente. In attesa della firma di protocollo in Prefettura, la nostra cooperativa, insieme a Caritas ed Amministrazione, tenta con non poche difficoltà, di dare risposte concrete ai ragazzi che giorno dopo giorno arrivano al campo, risposte che vanno dalle tende ai letti, dai materassi ai cuscini, passando all’acqua potabile ai bagni e alle docce, in virtù del nostro stile, aperto, solidale e che non fa distinzione tra migranti”. Messo in chiaro che l’immobile Boncuri di cui è concessinaria è pulito, ordinato e controllato, la coop non può non sottolineare che “ovviamente gestire una struttura con 16 migranti d’inverno è molto semplice, farlo con ‘216’ d’estate diventa un po’ più complicato. Nonostante queste critiche continueremo comunque ad offrire ospitalità nelle ore più calde del giorno ai ragazzi che sono nel campo d’emergenza. Se crediamo in un mondo senza confini e\o barriere non possiamo poi alzarne uno tra campo d’emergenza e masseria!”.

L’area intanto è sold out. Ogni tenda ospita fino a 8-9 persone, altre ne arrivano in continuazione. Il 24 giugno il Sindaco aveva fatto sapere che entro poche settimane la Regione avrebbe inviato “i moduli abitativi, che sono la soluzione migliore”. Si tratta di container climatizzati, muniti anche di fornello elettrico (vietato allestire cucine attorno alla tendopoli), che il governatore Michele Emiliano ha promesso di far installare a Foggia e Nardò. Arriveranno, ha ribadito da ultimo il primo cittadino “entro questa settimana”.

Nel frattempo lo scorso 14 luglio attorno alle 16 un ramo si è staccato dai possenti alberi dell’area esterna di Masseria Boncuri, cadendo a pochi centimetri da una tenda blu. Fortunatamente nessuno si trovava nei paraggi, nonostante che quando si è verificato l’episodio, Boncuri fosse stracolma di lavoratori intenti a pregare, dormire o chiacchierare.

Critico sulla situazione anche l’ex vicesindaco e Assessore ai servizi sociali Carlo Falangone, oggi consigliere comunale di Sinistra italiana. «Oggi mancano – dichiara – quei servizi di mediazione culturale, linguistica e legale e soprattutto sanitaria che negli anni passati sono stati garantiti grazie a protocolli d’intesa specifici; servizi che non risolvevano tutti i problemi ma permettevano di garantire un’accoglienza qualitativamente migliore attingendo soprattutto da risorse previste nel Piano sociale di zona».

IMG_7617NARDÓ. Un rafforzamento dei controlli e del presidio del territorio; l’attivazione di una task force per “interventi capillari e specifici, con l’impiego di un numero ancora più significativo di uomini e mezzi”: queste le conclusioni dell’incontro odierno a Lecce tra il prefetto Claudio Palomba e il Sindaco Giuseppe Mellone con il consigliere delegato alla Sicurezza Augusto Greco. Per il resto la serie di incendi notturni ovviamente non casuali che da febbraio segna a fuoco, è il caso di dire, le notti cittadine “viene monitorato da tempo e che l’attenzione delle forze dell’ordine è massima per individuare cause ed eventuali responsabili”. Resta però un nodo che dalla Prefettura era stato già in qualche modo individuato e segnalato: il silenzio assoluto delle vittime (quasi sempre operatori commerciali e di attività inerenti il turismo) e di eventuali testimoni. Questi elementi e la frequenza degli attentati intimidatori fanno pensare ai più all’esistenza di un vero e proprio racket delle estrosioni. Il capo della Prefettura leccese ha chiesto al Sindaco di “farsi portavoce presso la comunità neretina di esigenze cruciali nell’opera di contrasto degli episodi dolosi, cioè la denuncia degli stessi, la massima collaborazione con chi deve indagare, il concreto coinvolgimento delle associazioni di categoria, che possono in questi casi fungere da filtro e da schermo di protezione degli esercenti e degli operatori economici colpiti da questi gesti”. Inoltre la Prefettura darà il massimo appoggio a programmi di videosorveglianza e per i finanziamenti conseguenti. “Collaborare e denunciare” è stato l’invito che Mellone ha subito rivolto alla cittadinanza: “La denuncia, la segnalazione, la collaborazione – finora purtroppo inesistenti – e un ruolo più attivo e concreto delle associazioni di categoria possono rendere assolutamente più efficace questa opera di prevenzione e contrasto”.

Il generale Vito Augelli in visita presso la Tenenza della Guardia di fi...LEUCA. Visita nel Capo di Leuca per il comandante regionale della Guardia di finanza. Il generale di divisione Vito Augelli si è recato presso la caserma “Finanziere Giovanni Battista Russo M.B.V.M. alla memoria” esprimendo parole di apprezzamento “per l’impegno e la professionalità con cui, ogni giorno, i militari della tenenza di Leuca si adoperano per la tutela della legalità”. Dopo aver rivolto il proprio saluto al personale schierato in forza al reparto, il generale Augelli ha presieduto un incontro nel quale è stata esaminata la situazione socio economica del territorio, unitamente ai principali aspetti relativi alla gestione del personale ed alla logistica. Il comandante regionale ha sottolineato come la Guardia di finanza operi sempre in prima linea e in modo “trasversale” sul fronte del contrasto all’evasione fiscale, allo spreco nella spesa pubblica, all’immigrazione clandestina, al traffico di armi e di sostanze stupefacenti lungo la rotta balcanica ed alla corruzione in genere.

Rocco Marzo

Rocco Marzo

ALEZIO. Provengono dal mondo della scienza e della cultura, con un riferimento alla recente cronaca aletina, i nomi scelti per l’intitolazione delle strade dell’area Pip (zona artigianale) aletina. Nel quadro presentato dalla Commissione toponomastica figurano via Antonio Meucci, via Enrico Fermi, via Alessandro Volta, via Levi Montalcini, via Alessandro Marconi; la strada vicinale Pirielli, inoltre, prenderà i nomi di via Rocco Marzo, via Luisa Spagnoli, via Margherita Hack. Accanto a quello di celebri personaggi della storia nazionale figura quello dell’uomo, originario di Alezio, vittima del rogo che il 6 dicembre 2007 causò la morte di sette operai all’interno dello stabilimento torinese dell’acciaieria Thyssenkrup. Marzo (foto), 54 anni, riportò ustioni sull’80% del corpo e fu sottoposto a due interventi chirurgici all’ospedale Le Molinette di Torino, dove morì dopo dieci giorni. Intanto, sabato 1 luglio, l’area artigianale inaugura l’ecocentro comunale, realizzato grazie al finanziamento regionale di 200mila euro.

 

 

GALLIPOLI. “Spegneremo le luci per attirare la vostra attenzione”. Questa la protesta organizzata per questa sera dall’associazione commercianti e imprenditori presieduta da Matteo Spada. Motivo dello scontro le problematiche insolute dei parcheggi del porto. Luci e insegne spente dunque per molti negozi e attività di corso Roma e centro storico e domani mattina a partire dalle 10 un incontro al Comune per riparlare di questo problema con l’Amministrazione. La decisione è stata presa questo pomeriggio durante la riunione degli attivisti del sodalizio cittadino. “Il limite di sopportazione è ormai superato – afferma Spada – e il sistema dei parcheggi nel porto nel suo complesso, nonostante piccoli accorgimenti che lasciano il tempo che trovano, è inefficiente e problematico e crea disagi a catena sul traffico, la vivibilità e anche l’immagine che diamo ai turismo. Il problema è trasversale e riguarda tutti: cittadini comuni, strutture ricettive, commercianti. Tutto il paese si vede complicata l’esistenza per combattere un abusivismo (quello dei parcheggiatori abusivi) che ovunque viene combattuto con altri metodi, cioè vigilando sul territorio, con controlli e sistemi di videosorveglianza. Azzardiamo una proposta: magari si potrebbe organizzare una cooperativa di cittadini giovani e over 50 per controllare il parcheggio. Anche se il costo del ticket è passato da 2 euro a 1 e 5 all’ora non si è risolto niente, perché non è questione di prezzo, ma delle varie problematiche generate da quella decisione. Un esempio per tutti: non è normale che venga chiuso il lungomare Marconi dai vigili dall’altezza dall’ospedale vecchio, dallo svincolo per via Lecce, perché già al porto il parcheggio è pieno, paralizzando le arterie principali e bloccando il traffico anche su corso Roma all’altezza del teatro Italia”. Ora l’incontro di domani mattina per chiedere “che venga tolta la sbarra dei parcheggi e ottimizzata la superficie del porto. “Quella sbarra – conclude Spada – sta per diventare il simbolo di una stagione che rischia di non avere i riscontri che ci si aspetta. Un sistema di parcheggio simile poco si confà ad un parcheggio a servizio di un centro storico. Dobbiamo sederci tutti insieme a tavolino e trovare una soluzione. Noi non ci fermeremo ad un ‘Non si può fare’”.

Presidi sanitari estivi Asl LecceLa Sanità pubblica arriva al mare con i 21 Presidi sanitari estivi attivati dalla Asl lungo tutto il litorale ionico e adriatico. La rete interessa le località turistiche di maggior afflusso come: Casalabate, Torre Chianca, Frigole, San Cataldo, San Foca, Torre dell’Orso, Torre Lapillo, Santa Maria al Bagno, Sant’Isidoro, Otranto, Santa Cesaria terme, Castro, Andrano, Tricase porto, Santa Maria di Leuca, Torre San Giovanni, Torre Vado, Lido Marini, Gallipoli, Torre Suda e la Marina di Mancaversa. I locali in cui vengono ospitati i presidi sono messi a disposizione dalle Amministrazioni comunali, mentre l’Asl Lecce assicura il personale, i farmaci e le attrezzature sanitarie necessarie per garantire il funzionamento delle strutture. L’obiettivo è quello di offrire un’assistenza sanitaria adeguata per quanto riguarda i casi non urgenti (codice bianco) o poco critici (codice verde), in modo da evitare il sovraffollamento del Pronto soccorso. Per i casi di maggiore gravità, invece, sarà cura del medico far intervenire il 118. Per far fronte ad ogni genere di urgenza è inoltre prevista la presenza 24 ore su 24 di 11 ambulanze con a bordo autista-soccorritore e soccorritore collegate con la centrale operativa del 118. Il Servizio di emergenza, attivo fino al 15 settembre, è fornito da associazioni di volontariato contrattualizzate dalla Asl e sarà strategicamente dislocato nelle località con maggior presenza di residenti e turisti, ovvero Gallipoli, Torre San Giovanni, Sant’Isidoro, Torre Vado, Santa Maria al Bagno,  Casalabate, Torre Chianca, San Cataldo, San Foca, Torre Lapillo.

xylella - foto 10.6.2015  (1)GALLIPOLI. L’Unione europea è vicina a perdere la pazienza, mentre l’Italia ha perso già milioni di ulivi qui in Puglia e alcuni milioni di euro qualora venisse condannata dall’Alta Corte europea. Se entro due mesi – sessanta giorni – non verranno tolte di mezzo le piante ormai scheletriche ammalate di Xylella, l’Italia verrà deferita alla Magistratura di Bruxelles. Non si sa se questa volta si troverà la strada adatta per fare quanto era stato programmato già nel 2015 col commissario straordinario, il comandante del Corpo forestale di Puglia Giuseppe Silletti. Nominato a febbraio, il comandante Silletti si era dimesso a fine dicembre dello stesso anno, non essendo riuscito praticamente a fare nulla di quanto chiedeva sia l’Unione europea sia il governo nazionale. In quel periodo Silletti aveva visto comparire, oltre a proteste di gruppi ambientalisti strenui difensori dell’intoccabilità degli alberi sia pur malati, anche la magistratura amministrativa: il Tar del Lazio aveva bloccato le eradicazioni delle piante sane ma esistenti nel raggio dei 100 metri da quella infetta), poi anche di quella penale (la Procura di Lecce, che ha riscritto nell’ordinanza di sequestro di tutti gli ulivi di Lecce e Brindisi, poi tolto). La decisione della commissione europea, peraltro tiepida sul monitoraggio in corso da qualche tempo sulle zone al limite di quelle infette, mette in primo piano adesso questo scoglio. In soffitta tornano le ricerche che in questi due ultimi anni hanno dato più di una speranza circa le varietà di ulivo (due al momento) in grado di resistere al batterio ed al disseccamento rapido. “E’ il batterio a far seccare gli ulivi – ha ribadito l’Accademia dei Lincei di recente in una nota sul tema che preoccupa tutti gli Stati europei – disconoscerlo favorisce l’epidemia”. Sembra un messaggio indirizzato agli “irriducibili” sostenitori di un complotto speculativo o di pratiche in grado di salvare le piante senza alcun espianto. Tesi tutte da dimostrare, ancor. Ma è purtroppo sotto gli occhi di tutti l’allargamento dell’epidemia e i vasti campi una volta ulivetati ed oggi brulicanti di tronchi e rami grigio scuri che destano oscure inquietudini in quanti erano abituati, fino a quattro.cinque anni fa, a spettacoli ben più affascinanti.

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