«Estate caos? Tutta colpa loro»

di -
0 581

Da sinistra: Luigi Natali, Giovanni De Marini, Giuseppe Coppola

Gallipoli. Arriva settembre ed è tempo di bilanci. Bollenti, considerato il clima politico con le votazioni in vista in primavera.

Un’altra stagione balneare al limite della sopportazione e del decoro. E Gallipoli si lecca le ferite. Come sempre. Con i rappresentanti politici cittadini che si sono da subito affannati nel dispensare colpe e responsabilità.

Ha aperto le danze il segretario cittadino del Pd, Luigi Natali, evidenziando i nervi scoperti e dolenti, come l’occupazione selvaggia del suolo pubblico, i decibel impazziti sino all’alba, e ricordando regolamentazione che doveva arginare questi fenomeni  estivi “saltata” solo per la caduta anticipata dell’amministrazione del Venneri ter, di cui il Pd faceva parte. Responsabilità in questo caso attribuibili alla vecchia opposizione, l’asse Pdl-Puglia prima di tutto e dissidenti vari. “Il centro storico è stato trasformato in un grande ristorante–pub-discoteca a cielo aperto e la relativa ordinanza sindacale per il rispetto delle occupazioni del suolo pubblico è stata inspiegabilmente e colpevolmente inapplicata” l’amara costatazione del segretario Pd. Che ha rincarato la dose sul’inquinamento acustico e stigmatizzato i “trionfalismi” per la bocciatura delle disposizioni comunali che volevano limitarlo, da parte del Tar.

Pronta e secca la reazione degli ex oppositori del centrodestra. Una chiave di lettura sulla “confusione” estiva subito smentita e demonizzata dal deputato cittadino del Pdl, Vincenzo Barba e anche dall’ex capogruppo della Ppdt, Giovanni De Marini. Che rintuzzano e rilanciano. «Estate caos a Gallipoli? Il Pd si affretta a sparare a salve», tuona Barba stigmatizzando la pratica dello “scaricabarile” messa in atto, a suo dire, dagli ex amministratori di Palazzo Balsamo. «Si parla di traffico, caos, degrado e sporcizia senza ricordare che l’unica proposta in materia turistica targata Venneri-Pd consisteva nella ferrea volontà di impedire agli stabilimenti balneari di suonar musica oltre mezzanotte e mezza o l’una». Anche per Giovanni De Marini il tutto è riconducibile alle scelte dell’ex amministrazione Venneri e del Pd prive di “equilibrio”. E con un altro problema-colpa di fondo: «Il suolo pubblico letteralmente svenduto agli affari privati con ritorno minimi e irrisorio per le casse comunali».

Più di recente è intervenuto a rilanciare la discussione su fatti concreti l’animatore di “Grande Gallipoli”, Giuseppe Coppola, per il quale la città ha davanti a sè una scelta netta: essere come Rimini o come Portofino. Coppola è per la seconda ipotesi (“ma foirse basterebbe fermarsi a Lecce”), da materializzare trasformando, intanto, il porto da commerciale a turistico, grandi aree pedonali, sostegni a cantieristica e portualità, regole e servizi adeguati per igiene urbana e suoli pubblici, blocco degli scarichi del depuratore.

Commenta la notizia!