Estate 2014 a Gallipoli: per avviare un parcheggio o un lido, non basterà più una semplice dichiarazione

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parcheggi mare gallipoli (1)

GALLIPOLI. Si sono dati appuntamento al 19 ottobre a Lecce per sottoscrivere tre protocolli di carattere provinciale e tutti tendenti al contrasto della criminalità organizzata, ma in realtà almeno due di questi sono stati ispirati dall’agosto terribile appena trascorso a Gallipoli, dove norme e interventi si sono scontrati con le resistenze consentite da procedure e regolamenti.

Presentare domanda di inizio di attività (la cosiddetta Scia) per aprire un parcheggio anche stagionale, un locale d’intrattenimento, uno stabilimento balneare, sale da gioco o impianti sportivi è troppo facile: finché le Istituzioni (Comune e Prefettura) verificano le credenziali e soprattutto,  incrociando i dati, l’assenza di ombre criminogene, la stagione è già passata e il “colpo” (in termini d’incassi) già fatto. Senza contare l’alto rischio di contenziosi giudiziari i cui esiti arrivano comunque “a babbo morto”, come suol dirsi. Questa novità – rappresentata da pochi articoli – era stata già accolta e sottoscrtta anche dall’Amministrazione comunale gallipolina, in prima linea sotto il fuoco di istanze di civiltà e di vivibilità ma anche sotto bordate di sotterfugi legali e scorciatoie procedurali.

Ecco allora una prima intesa che prescrive, prima di iniziare una di queste attività, la certificazione antimafia invece di una semplice autocertificazione. Di pari passo è andata la firma di un altro protocollo, sotto l’occhio attento del viceminsitro dell’Interno Filippo Bubbico, che mette in circolo le informazioni aggiornate sugli amministratori degli Enti locali (Prefettura) e su processi e condanne (Tribunale di Assise e Corte di Appello).

«Abbiamo adottato un approccio pragmatico per permettere al sistema di funzionare sollecitamente», ha commentato il prefetto Giuliana Perrotta, mettendo giustamente l’accento sul fattore tempo. Ma il rappresentante del Governo ha anche evidenziato la carenza di organici delle forze di polizia.  Su questo versante, proprio Gallipoli porta le stimmate di una inadeguata presenza di forze dell’ordine quando la città da 20mila presenze balza a oltre 200mila, con alcune zone superaffollate e in balia di gruppetti di balordi. Il 5 ottobre la Uil Polizia aveva anche tenuto un sit in di protesta, denunciando proprio l’evidente sproporzione tra i 31 agenti in servizio e le 200mila persone in città; nel 2003, quando le presenze estive erano a quota 80mila, gli agenti erano 42. Il viceministro Bubbico ha preso nota e ha promesso una soluzione.

In chiusura della riunione leccese è stato rinnovato il protocollo sugli appalti pubblici, adeguato al nuovo Codice antimafia:  l’informativa antimafia della Prefettura sarà obbligatoria anche per gli appalti sopra i 250mila euro, mentre la normativa nazionale fissa la soglia sensibile a 5 milioni.

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