Esproprio dimenticato

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Melissano. Hanno diritto alla restituzione delle aree occupate poiché non è stato concluso, entro i termini, il procedimento espropriativo da parte del Comune di Melissano. Non solo: hanno anche diritto ad ottenere il risarcimento del danno subito.

La prima sezione del Tar di Lecce ha accolto il ricorso presentato da Francesco Sasso, Adele Sasso e Rosalba Sasso, difesi dall’avvocato Ernesto Sticchi Damiani, contro l’ente i cui interessi sono curati dagli avvocati Arianna Stefano e Antonio Francioso, quantificando il danno nella misura di € 266mila 762,61. Il Comune avrà ora novanta giorni di tempo per la formulazione della proposta risarcitoria.

La vicenda risale al 1998 e riguarda un suolo di oltre settemila mq di proprietà della signora Anna Fachechi in località Cellini dove era avviata un’attività di produzioni ortaggi e di allevamento di animali da cortile ed erano ubicati due fabbricati. Sulla parte restante, ulivi e seminativo e un laghetto alimentato dalle precipitazioni meteoriche e da acque risorgive. Nel 1998 il Comune  approvava il progetto preliminare relativo al recupero e valorizzazione ambientale del laghetto e delle aree circostanti località Cellini all’interno delle quali ricadeva l’intera proprietà della signora Fachechi.  Nel 2000 avveniva l’occupazione d’urgenza e “il termine per pervenire alla definitiva ablazione del bene con l’emanazione del relativo decreto di esproprio risultava fissato in anni 5 dalla data di immissione in possesso del bene”. Nel termine fissato dalla stessa Amministrazione comunale, però, il 31 luglio 2005, non veniva emanato alcun provvedimento definitivo di esproprio.

Gli eredi della signora Fachechi chiedevano così nell’aprile del 2000 il ristoro dei danni senza poi ottenere alcun riscontro.

Da lì, il ricorso al Tar.

Attilio Palma

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