Era una cappella ora è biblioteca, il ricordo nella festa

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Il portale dell’ingresso della cappella-biblioteca

Taviano. Per i tavianesi la Fiera della Cappeddha rappresenta da sempre uno degli appuntamenti più attesi dell’anno. Il paese ritorna a vivere dopo la pausa estiva, le strade nuovamente affollate, la tradizionale passeggiata al mercato per acquistare qualche “coppo”. La Cappeddha, insomma, sancisce la fine dell’estate per i tavianesi e il ritorno alla routine del resto dell’anno.

L’edizione appena passata ha segnato il ritorno all’antico, con gli artigiani locali nuovamente protagonisti della Fiera. Come afferma l’Assessore Tunno «negli anni scorsi gli artigiani salentini erano praticamente spariti dal tradizionale mercato della Cappeddha, lasciando spazio ai prodotti made in China. Quest’anno abbiamo sollecitato i produttori locali a ritornare a Taviano e la risposta è stata soddisfacente»».

Festa antica quella della Cappeddha, risalente al diciannovesimo secolo.

Il locale attualmente adibito a Biblioteca Comunale, su Corso Vittorio Emanuele II, era un’antica cappella dedicata alla Madonna delle Grazie e il termine “Cappaddhuzza”, deriva appunto da Cappelluccia.

Molti anni fa, proprio l’otto settembre di ogni anno, nella cappella si celebrava la festa della “Perdonanza” e nella zona adiacente si teneva un mercato di prodotti tipici artigianali e alimentari.

Numerosi erano i fedeli che partecipavano alla funzione religiosa, molti anche i miracoli ricevuti dalla Madonna, al punto che il Signor Magnifico Nerone Mancino di Taviano propose di costruire una chiesa con le offerte dei fedeli.

Chiesa che è stata sconsacrata nel 1870, scorporata dai beni ecclesiastici ed incamerata dallo Stato.

E dopo ben centoquindici anni, quindi nel 1985, a seguito di un radicale restauro, è stata adibita a Biblioteca Comunale.

Ed ecco che allora l’otto settembre di ogni anno, nelle vicinanze della Biblioteca Comunale si tiene la tradizionale “Festa ta Cappeddha”.

Carlo Pasca

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