Era tornato per il mare ma non per sempre

by -
0 1106

Fernando Giannuzzi

Casarano. Bello. Da togliere il fiato. Ma pronto ad uccidere alla prima disattenzione. È il mare, teatro ogni estate di decine di tragedie. L’ultima, in ordine di tempo, è quella che ha visto morire un imprenditore 42enne di Casarano, Fernando Giannuzzi.

L’uomo, sposato e padre di un bambino di appena tre anni, lo scorso 17 agosto si trovava insieme alla sua famiglia e ad un’amica sul gozzo di sua proprietà, duecento metri a largo della spiaggia “Le Maldive del Salento”, a Pescoluse. Un pomeriggio di mare per rilassarsi insieme ai suoi affetti più cari e ripararsi dalla calura estiva.

Fernando Giannuzzi mangia qualcosa, poi beve una bibita fredda per dissetarsi. Fuori fa caldo. Decide di tuffarsi in acqua. Una scelta che di lì a qualche minuto gli si rivelerà fatale.

Lo sfortunato 42enne accusa un malore e perde conoscenza. I suoi polmoni iniziano a respirare acqua. Nessuno, intanto, a bordo del gozzo si accorge della sua assenza. A notare quella sagoma umana galleggiare immobile a fior d’acqua sono due ragazzi a bordo di un natante noleggiato. La  macchina dei soccorsi scatta immediatamente. Prima il disperato tentativo del bagnino dello stabilimento “Le Maldive”, che si getta in acqua senza esitazione per raggiungere l’imbarcazione sulla quale il Giannuzzi era stato recuperato. Poi i tentativi di rianimazione eseguiti in spiaggia dai sanitari del 118. Quarantacinque minuti di lotta tra la vita e la morte. Appeso al respiratore e alle mani dei medici che gli praticano il massaggio cardiaco, prima di trasferirlo  in ambulanza verso l’ospedale “Panico” di Tricase.

Non ce l’ha fatta Fernando Giannuzzi, morendo durante il trasporto.

Ad ucciderlo è stato proprio il mare che lui tanto amava. Il mare della sua terra d’origine.

Giannuzzi era nato e cresciuto a Casarano. Figlio di operai, aveva deciso di trasferirsi al Nord per lavoro. Lasciato il Salento era andato a vivere a Milano, dove dopo tanti sacrifici era riuscito ad inserirsi nel campo dell’alta moda, arrivando a gestire uno showroom.

Chi lo conosceva bene lo ricorda come una persona solare, innamorata della vita e della sua famiglia  Amava trascorrere le sue vacanze nel Salento e, appena gli era possibile, trascorreva le sue giornate in barca.

“Popio” non c’è più. Così lo chiamavano i suoi amici più cari. Se n’è andato inghiottito dal mare di metà agosto, a largo di un tratto  veramente di paradiso della costa salentina.

E, purtroppo, non è stato il primo caso nel Salento perché le cronache di questi mesi hanno riportato numerosi incidenti anche mortali.

“Del mare bisogna aver paura” dicevano un tempo gli anziani per mettere in guardia i più giovani dalle imprudenze. Ora di paura non è il caso di parlare, ma di rispetto sì, come per tutti gli elementi della natura che non sempre gli uomini riescono a dominare.

Gabriele Rosafio

Commenta la notizia!