Eppure Gallipoli è “bandiera verde”

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turisti in spiaggia e tende

GALLIPOLI. A misura di famiglia e di bambino, così è stata riconosciuta la spiaggia di Gallipoli dalla rivista “Ok, salute e benessere” ma se lo avessero detto a qualcuno dei turisti che, arrivando in spiaggia intorno alle 8 del mattino, hanno assistito al protrarsi del bivacco notturno,  difficilmente ci avrebbero creduto. Il mensile ogni anno, con la consulenza di 115 pediatri, assegna la Bandiera verde alle località dove la pulizia del litorale, gli ombrelloni distanziati, la tranquillità e i servizi, rendono il soggiorno adatto anche ai più piccoli.

«Quando arrivo col mio nipotino verso le 8,30 – dice un nonno di Tuglie che dalla Baia verde attraversa la litoranea e arriva in spiaggia – la sabbia è piena di bottiglie di birra semivuote, cartacce, resti di alimenti e di altro. Poco più in là vedo gli operatori ecologici che, però, non riescono a pulire tutto prima dell’arrivo dei primi bagnanti».

Ma lidi a Gallipoli è ormai anche sinonimo di movida notturna, come accaduto anche nei giorni a cavallo di Ferragosto. L’intero litorale a partire dal Lido San Giovanni sino alla zona dei Samari la mattina intorno alle sette si presentava come un ambiente tutt’altro che protetto e sicuro, anche a livello igienico e sanitario. Tra rifiuti vari e ragazzi ancora in preda all’alcol, decine di tende montate sulla spiaggia nonostante ordinanze e divieti.

Così, essendo il numero dei campeggiatori abusivi troppo elevato con permanenza piuttosto lunga, risulta percìò difficile, per gli operatori dei lidi e per quelli della ditta di nettezza urbana, nonostante il grande impegno,   riuscire a rendere vivibile l’intera zona in poco tempo e consegnare ai turisti più mattinieri una spiaggia davvero da Bandiera verde.

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