Non siamo svedesi. E si vede

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Fernando D'Aprile, direttore di Piazzasalento

Diciamo che Franco Bassanini, ministro riformatore dell’amministrazione pubblica col primo governo Prodi, si è fidato troppo di sindaci, presidenti di Provincia e presidenti di Regione. Diciamo pure che ha commesso lo stesso errore con dirigenti e responsabili di quegli uffici, nelle cui mani ha trasferito bandi, gare, appalti e acquisti.
Aver abolito organismi di controllo sugli atti delle diverse Istituzioni pubbliche; aver spogliato  del ruolo di garante e reso deboli i  Segretari, capi della macchina burocratica, non si sono rivelate grandi pensate alla prova dei fatti e, soprattutto, della maturità dimostrata dai  soggetti al timone
Il risultato di tutto ciò non è ancora sotto gli occhi di tutti ma già si comincia ad intravvedere qualche brutto danno. Basta parlare con qualche amministratore nostrano per avere netta la sensazione che una cosa sono le carte ufficiali tutte a posto e un’altra le situazioni reali. Nella pratica le cifre sono altre, tutte tendenti al rosso. Si è andati oltre, con le spese.
Non che qualcuno rimpianga il Comitato provinciale di controllo, attivo fino a una quindicina di anni fa, organo più politico che tecnico e quindi spesso squilibrato. Ma che si possa affidare la buona gestione a chiunque (non solo ai tanto vituperati politici) senza l’ombra, pur minima, di una qualche forma di vigilanza, è roba da Svezia, probabilmente, non nostra. Non ancora, diciamo.

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