C’è qualcosa che proprio non va

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Fernando D'Aprile, direttore di PiazzasalentoPuò una città dalle grandi prospettive vederle sempre da lontano? Può un capoluogo turistico sentirsi presentare sempre come capoluogo potenziale, per anni, lustri, decenni? Può un porto turistico restare, per anni, lustri, decenni, desolatamente di carta?

Sembra di scorgere una perversa volontà a farsi del male di un certo Sud che,  sempre potenzialmente, si dice più avanti di tutti e di tutto ma, alla prova dei fatti, risulta incapace di cogliere le occasioni pure quando ha la ventura che si ripresentino.

Di questi tempi, in cui l’unico finanziatore di grandi opere è l’Unione europea, come definire se non delittuosa la perdita di un finanziamento da 12 milioni? C’è stato tanto tempo a disposizione per scegliere  procedure, stabilire obiettivi,  interpellare esperti e quindi decidere, eppure anche stavolta i giorni sono finiti.

C’è chi dice: meglio non farlo il porto, che farlo male… Ok. Sommessamente,  però: i computer già oggi traducono in parole la voce umana; fra cinque anni, dicono i ricercatori dell’Ibm, sapranno leggere anche il pensiero. E qui non si riesce nemmeno a scegliere un posto per un porto.

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