Due musei a Tuglie, e ora una fermata Fse

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TUGLIE. «Il museo è uno dei luoghi che danno l’idea più elevata dell’uomo». Con queste parole, André Malraux, scrittore e politico francese, parlava del museo ne “La psicologia dell’arte”, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Parliamo, infatti, del  luogo dove, per eccellenza, il passato si rende testimone, diventando un’attenta chiave di lettura del presente e del futuro.

Quando, poi, il museo sorge in una piccola comunità, diventa una vera e propria ricchezza per tutti i cittadini, in particolare per i giovani. Accade a Tuglie dove la contemporanea presenza di due esposizioni permanenti e di una fermata ferroviaria (anche storica e di recente rimessa a nuovo) rappresentano un motivo di rinnovata attrazione turistica apprezzata anche dalle scolaresche. Il Museo della Civiltà contadina del Salento è una struttura privata, gestita da Pippi Bernardi e dall’Associazione Culturale “Amici del Museo”, mentre il Museo della Radio è di proprietà comunale ed è diretto da Salvatore Giuseppe Micali, mentre il presidente onorario è Otello Petruzzi.

Il primo museo, fondato nel 1982, è ubicato nel seicentesco  Palazzo Ducale e conserva una raccolta di testimonianze della civiltà contadina dal  XVII secolo alla Seconda Guerra Mondiale. Attualmente, il Palazzo Ducale è anche una masseria didattica, fattoria sociale e agriturismo. Questo vuol dire che sono molte le attività previste per i suoi visitatori come, per esempio, esperimenti e prove pratiche di analisi dell’olio, del mosto, del vino. A settembre, il Museo si è arricchito della nuova fermata ferroviaria, a servizio delle scolaresche e degli ospiti, ripristinando ciò il progetto già utilizzato nei primi anni del Novecento dal duca Ferdinando Venturi.

Il Museo della Radio, invece, conserva una ricca collezione di radio d’epoca, frutto di una minuziosa e trentennale ricerca di Salvatore Giuseppe Micali. La collezione è costituita da oltre cento pezzi, comprese le prime sperimentazioni radiofoniche, quando le componenti degli apparecchi erano prodotti artigianali ingombranti, e pur di straordinaria funzionalità. Il Museo, inaugurato nell’aprile 2004 alla presenza di Pippo Baudo, è sito in via Vittorio Veneto, nell’ex Frantoio Marulli ed è composto dalle sale espositive e da un frantoio ipogeo.

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