Due giorni di festa per la “Sagra dell’uva”: ad Aradeo si premia il miglior vino di casa

Aradeo – Ritorna ad Aradeo, l’1 ed il 2 settembre in largo Padre Pio (tra via Puglie e via Torino) la Sagra dell’uva, la più antica di Aradeo, riproposta per il terzo anno di seguito dopo essere stata interrotta per un lungo periodo di tempo. Il merito della ripresa va dato al gruppo promotore dell’iniziativa, Luca Piccinno  (presidente), Francesco Marrone, Vito Guido, Massimo Botrugno, Luigi Tramacere, Daniele Cesari, Andrea Bruno, Lucio Negri, Fabrizio Manni e Riccardo Giaracuni. Ricco di iniziative il programma della festa. Si inizia sabato primo settembre alle 21 con “Antonio Amato Ensamble”, direttamente dalla Notte della Taranta. Seguirà dalle 23 Dj-Set Radio RNS, con la musica proposta dai dj della radio locale. Il tutto, naturalmente, accompagnato da gustose prelibatezze ed una raffinata degustazione di vini locali. Domenica 2 settembre, alle ore 17, i divertenti giochi del Palio dei Rioni (Cucco, Bambu, Madunneddhra e Cafari) e a seguire, alle ore 21, lo spettacolo musicale “Zigo & I Carosello”. Sempre domenica si terrà la “gara per il miglior vino nostrano” con la premiazione del miglior vino prodotto artigianalmente dalle famiglie del paese.

La storia La “Sagra dell’uva” nacque ad Aradeo alla fine degli anni ’90, quando ancora la coltivazione intensiva della vite caratterizzava tutte le campagne del paese, che in quegli anni vantava una delle cantine più fiorenti del Salento. Generalmente settembre era il mese della vendemmia e l’attività impegnava la stragrande maggioranza degli abitanti del paese, anche se già allora si avvertivano chiaramente i segni di un cambiamento (in questo caso decisamente negativo), che avrebbe poi portato al definitivo espianto delle viti. Chi è più avanti negli anni ricorda ancora l’intenso profumo di uva e di mosto che caratterizzava le vie del paese negli anni ’60, quando ancora si assisteva ad un via vai di carri stracarichi d’uva diretti sia alla “cantina sociale” che alle diverse cantine private del paese. Purtroppo è un ricordo che si va ormai sbiadendo, tanto più quest’anno in cui gran parte delle viti ancora esistenti sono state colpite dalla peronospora, con un prodotto fortemente compromesso se non addirittura distrutto.

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