Casarano – Droga ed estorsioni sull’asse Casarano-Gallipoli. Ordini, proposte d’accordi, richieste d’aiuto: questo quanto emerge dalle rivelazioni con le quali il collaboratore di giustizia Tommaso Montedoro sta ingrossando i fascicoli della Direzione distrettuale antimafia. File che si riallacciano, tessere di un grande puzzle che vanno a completarsi. Secondo quanto verbalizzato dal procuratore Guglielmo Cataldi, nel 2012 Montedoro incontrò uno degli uomini di spicco del clan gallipolino dei Padovano per concordare le modalità di spaccio della droga nell’area del casaranese e pure per una richiesta di aiuto nei confronti del detenuto Luigi Giannelli (di Parabita). Ciò conferma il ruolo di leader del 42enne di Casarano con il quale gli esponenti del clan Padovano si rapportavano chiedendo il “permesso” di invadere il territorio di competenza. Montedoro ha affermato: «Non avevo alcun problema che altri spacciassero, tanto sapevo che la qualità della mia roba avrebbe avuto il sopravvento: l’importante era che non creassero problemi a chi spacciava per conto mio»

Il “pizzo” Altra pista calda quella delle estorsioni: un episodio relativo ad una sala giochi chiarisce dinamiche e strategie del clan. Piuttosto che chiedere il pizzo Montedoro preferiva  entrare in rapporti “fruttuosi” con commercianti ed imprenditori (“ai quali è meglio non chiedere il pizzo ma chiedere favori”). Da ciò il suo intervento diretto, insieme ad Augustino Potenza, per stoppare le richieste avanzate dagli stessi Gallipoli ad una sala giochi di Casarano.

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Il 23 ottobre la prossima udienza Montedoro è al momento tra gli indagati del processo scaturito dall’operazione Diarchia: dalle sue ammissioni alla Dia stanno emergendo ammissioni di responsabilità (però non sull’omicidio Potenza né sull’attentato a Luigi Spennato) e rapporti con il mondo imprenditoriale per mettere a frutto gli introiti del traffico di sostanze stupefacenti. Altro se ne saprà il prossimo 23 ottobre quando è prevista la nuova udienza nell’aula di Corte d’assise a Lecce: Montedoro sarà collegato ancora una volta in videoconferenza da una località protetta.

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