Don Tonino e il Papa: strade che portano ad Alessano

ALESSANO – Sono sempre più insistenti le voci (sin qui non smentite) di una venuta in Terra di Puglia di Papa Francesco nell’anno del 25° della morte (avvenuta il 20 aprile 1993 a Molfetta) di don Tonino Bello. Alessano, paese natale di don Tonino, ci spera anche se dalle due diocesi direttamente interessate (quelle di Molfetta e Ugento) nulla di ufficiale viene fatto trapelare. La suggestiva ipotesi (già anticipata da Piazzasalento lo scorso 2 ottobre) è tornata d’attualità in occasione della recente visita ad Alessano del segretario generale della Conferenza episcopale italiana, monsignor Nunzio Galantino, che si è soffermato in preghiera sulla tomba dell’ex presidente di Pax Christi di cui dovrebbe essere imminente la beatificazione. Alcune valutazioni di tipo “logistico” pare siano già state fatte con il sindaco Francesca Torsello, comprensibilmente felice ma preoccupata, che ha pure contattato la Regione per avere garanzie di un aiuto economico e non solo. Se Papa Bergoglio sarà a Molfetta, la speranza di tutti è che possa arrivare anche ad Alessano, tra l’altro giusto a dieci anni di distanza dalla visita nel Salento di Papa Ratzinger che il 14 giugno del 2008 raggiunse il santuario “de finibus terrae” di Santa Maria di Leuca.

Intanto, con i recenti appuntamenti del 30 e 31 ottobre, sono entrate nel vivo le celebrazioni per ricordare al meglio i 25 anni dalla scomparsa di don Tonino. Proseguono e si fanno sempre più frequenti i pellegrinaggi sulla sua tomba, nel cimitero di Alessano: ci va gente comune, ma anche personalità illustri sia del mondo civile che ecclesiale. Dopo la visita di monsignor Galantino, la prossima sarà l’8 dicembre del Segretario di stato cardinale Pietro Parolin che, con l’occasione, inaugurerà un nuovo padiglione nell’ospedale “Cardinale Panico” e celebrerà pure la messa nella chiesa Madre di Tricase dove, proprio il giorno dell’Immacolata del 1957, don Tonino venne ordinato prete, e dove esercitò anche il suo ministero sacerdotale.

Ma come stanno vivendo questi momenti di preparazione gli eredi “più diretti” di don Tonino? Con una punta di velata nostalgia ne parla don Salvatore Leopizzi (sua la testimonianza su Tv 2000, nel video in basso), esponente di Pax Christi e suo amico personale, parroco e responsabile della Casa di seconda accoglienza “Agapolis” a Gallipoli: «Gioia e gratitudine al Signore perché le profezie di don Tonino,  spesse volte incomprese se non addirittura avversate quando parlava di “obiezione di coscienza”, di Chiesa del grembiule, di convivialità delle differenze, o di Chiesa “povera per i poveri”, ora sono divenute patrimonio comune di tutta la Chiesa universale».  Chiaro il riferimento ai ripetuti richiami su questi temi di Papa Francesco, “che parla la sua stessa lingua”. Sulla stessa lunghezza d’onda Giancarlo Piccinni, primario di cardiologia nell’ospedale di Gallipoli e presidente della fondazione “Don Tonino Bello” che afferma: «Saranno tantissimi gli eventi che ci vedranno impegnati anche a Torino con don Ciotti, ma anche a Milano e in varie altre città e università italiane, per portare  il messaggio  di speranza del profeta dei nostri giorni e della nostra terra». E intanto, il 26 novembre prossimo, festa di “Cristo Re”, una delegazione guidata dal vescovo della diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca monsignor Vito Angiuli, sarà a Molfetta, dove 30 anni fa, nella stessa ricorrenza di “Cristo Re” don Tonino si insediò come vescovo di quella diocesi.

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