Don Tonino Bello, il vescovo dei poveri raccontato in un libro che ne raccoglie pensieri inediti

Alessano – Pensieri inediti del vescovo dei poveri, un uomo il cui “sorriso parlava di Dio”: è un don Tonino Bello (in foto) cittadino del mondo quello che emerge dal libro di Giancarlo Piccinni a lui dedicato, “Con Cristo sulle strade del mondo – 31 meditazioni per una Chiesa in missione”.

Pubblicato dalla casa editrice San Paolo, il volume è in libreria dal 21 settembre, a pochi giorni da ottobre, mese che la Chiesa dedica alle missioni. L’opera ricostruisce il percorso del religioso originario di Alessano a partire da quando era parroco a Tricase, prima di essere nominato vescovo e presidente nazionale di “Pax Christi”.

Un uomo che parlava al cuore della gente – “Sin da ragazzo seguivo don Tonino ovunque andasse – racconta Piccinni. – Spesso lo invitavano presso alcune emittenti locali, e io registravo ogni suo intervento, che il più delle volte affrontava tematiche sociali. Erano gli anni ’70-’80 e c’erano i nastri magnetici. Non molto tempo fa ho ritrovato quelle registrazioni, chiuse in un cassetto: riascoltandole ho provato le stesse emozioni di allora, così le ho riversate su cd e le ho trascritte, per condividere i suoi insegnamenti”. E aggiunge: “Chiunque abbia incontrato sulla sua strada don Tonino si è sempre innamorato di Dio, perché era il suo sorriso che parlava di Dio: la sua fede autentica e il suo esempio affascinavano. Lui ha sempre parlato al cuore della gente, per questo i suoi scritti suscitano ancora oggi immutato interesse”.

Don Tonino: “Sono un contemplattivo – Così si definiva il vescovo pugliese, che univa la preghiera alla denuncia concreta delle storture del mondo. “Egli denunciava e affrontava le infamie della nostra società, spesso anche le fiacchezze e i ritardi della Chiesa, sempre in difesa degli ultimi e a favore della pace e della nonviolenza”, continua Piccinni. Quest’ultimo vede nelle parole di don Tonino un grido di dolore “per le tribolazioni e le discordie tra i popoli, per gli odi vecchi e nuovi di tutti i fratelli, per la minaccia degli egoismi sempre risorgenti”.

 

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