La “carica dei 101” per salvare l’asilo

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L'ingresso all'asilo nido di Racale

Racale. L’Amministrazione comunale di Racale sta valutando l’opportunità di vendere l’asilo nido di via Piave per risanare le dissestate casse dell’Ente. Ipotesi che ha suscitato le proteste da parte della cittadinanza e di alcuni movimenti politici, tra cui il gruppo “Diversi per Passione”.

Questi i fatti. Il 27 giugno, in Consiglio comunale, si è discusso della possibilità di vendita dello stabile. «Il Comune – ha spiegato il sindaco Massimo Basurto – non può più sostenere i costi di gestione dell’asilo, a causa dell’incremento della disoccupazione (e quindi delle limitate richieste di utenza) ma anche dei mancati sovvenzionamenti della Regione e della presenza di simili strutture private sul territorio».

La soluzione prospettata dall’Ente è la vendita dello stabile con procedura di lease-back: il Comune aliena l’immobile ad una finanziaria incassando subito liquidità e restando utilizzatore del bene dietro pagamento di canoni, riservandosi l’opzione di riscatto del bene alla scadenza del termine contrattuale.

Il movimento “Diversi per Passione” coordinato da Salvatore Serra e Danilo Coronese, ha subito stigmatizzato la proposta, organizzando, lo scorso 18 luglio, un girotondo di protesta (“La carica dei 101”) contro la vendita dell’asilo nido.

Sotto un sole cocente, alla presenza, tra gli altri, del consigliere di minoranza Donato Metallo (“Io Amo Racale”) e dell’assessore al Bilancio Flavio Carlino, l’assemblea ha proposto delle soluzioni alternative alla vendita: estensione delle attività pomeridiane da affidare ad una cooperativa di giovani, alienazione di altri beni comunali, autoriduzione degli stipendi degli assessori, istituzione di un tavolo tecnico con esponenti della Regione, per intercettare risorse pubbliche. L’assessore Carlino si è incaricato di fare da portavoce del gruppo presso la maggioranza, ma la mediazione è fallita.

Gli esponenti del movimento “Diversi per Passione” hanno, inoltre, denunciato la distruzione dei manifesti a tutela dell’asilo nido, affissi sui cancelli in occasione del dibattito pubblico. Secondo quanto si legge sul loro blog, i cartelli sarebbero stati staccati da un paio di agenti della Polizia municipale, che, per di più, li avrebbero lasciati per terra, a pochi metri dall’entrata. Gesto che, se confermato, non contribuisce di certo a calmare le acque, oltremodo agitate.

MM

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