È vero, i conti non tornano: ora lo dicono pure i revisori

by -
0 525

Casarano. L’anno scorso il Comune di Casarano ha speso più di quanto ha incassato con una differenza a debito di 2.635.170,79 euro. È il risultato del conto consuntivo del 2010 deliberato dal commissario straordinario Giovanni D’Onofrio e pubblicato all’Albo pretorio.

Il rendiconto è il verdetto ufficiale della sofferenza finanziaria di Palazzo dei Domenicani. Era meno nota, invece, quanto fosse  concreta la possibilità di un dissesto finanziario. Lo ha svelato la relazione dei revisori dei conti del Comune che ha, in sostanza, lanciato l’allarme sulla probabilità di un fallimento.

L’organo di revisione, infatti, nella sua consueta relazione annuale, rivela che la “situazione di deficitarietà strutturale” (così viene definito il dissesto in termini tecnici) è molto vicina. Il bilancio consuntivo del Comune di Casarano rispetta solo sei su dieci dei parametri di riscontro della situazione di deficitarietà strutturale. Basterebbe l’inosservanza di uno solo di questi parametri e il default sarebbe cosa fatta.

«L’Ente, dunque, non si discosta molto dalla situazione di deficitarietà strutturale – si legge nella relazione – mancando solo un parametro per essere considerato deficitario. Si invita, pertanto, l’Ente a monitorare i parametri di riferimento al fine di una migliore gestione ed in particolare quelli riferiti ai residui attivi e passivi».

Un quadro a tinte fosche che si è ancora di più intorbidato dopo l’ultima asta pubblica per la vendita degli immobili comunali, andata deserta. I due immobili – il mercato coperto di contrada “Botte” e l’ex Ufficio Sanitario di piazza San Giovanni – non sono stati venduti e sicuramente saranno rimessi all’asta molto presto con un prezzo più basso, ma la società di cartolarizzazione “Casarano Città Contemporanea”, ha chiesto da tempo la liberazione dei locali da parte degli occupanti.

Se l’ex Ufficio sanitario è occupato solo dall’”Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra”, il mercato coperto ospita tre attività commerciali. Gli occupanti hanno chiesto una proroga, ma la società che gestisce la vendita dei “gioielli di famiglia” non intende scendere a compromessi. Sulla vicenda è intervenuto il Pdl che ha chiesto al commissario di «mantenere fede a quanto già promesso agli operatori ovvero che, in caso di mancata vendita, avrebbero potuto continuare a lavorare tranquillamente».    

Commenta la notizia!